Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento pamalteo@gmail.com http://amalteo.wordpress.com/

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mercoledì, 23 aprile 2008

Brianzolitudine, sulla ricorrenza del 25 aprile

da: Brianza Achtung Banditen!


Piazza_Monticello_Brianza

Questa piazza Arturo De-Capitani,

luogo più centrale del mio paese

natio, è dedicata a un uomo che prese

parte (pur minore) coi partigiani

locali alla guerra contro gli ariani

nazisti, alla Liberazione: arnese

ignoto ormai oggi, quasi un cinese

episodio d’altri tempi lontani,

non più nostra devastata memoria;

morì il ventisei aprile dell’anno

millenovecentoquarantacinque,

cadde equiparato con chi delinque

dai fascisti e invece (adesso lo sanno

in pochi) era complice della Storia.

 

Andiamo ormai verso i settant’anni dall’insurrezione che ha messo fine alla dittatura fascista, ma la memoria sempre più labile non aiuta a dare senso a quel momento fondante della nostra Repubblica.

E ogni giorno che passa i partigiani sempre più rischiano di essere ricordati come lo erano all’inizio, sui cartelli nazisti messi agli angoli delle strade dei territori del nord Italia occupato: achtung banditen!

Per questo la memoria è essenziale. Perchè la mancanza di memoria storica rischia di equiparare il giusto e l’ingiusto, il buono ed il malvagio, il relativismo e l'ansia di giustificazionismo (per non dire di peggio) rischiano di avvilire chi ha dato la vita per la libertà che oggi godiamo (e che forse non ci meritiamo, quando dimentichiamo le lotte di chi ha resistito).

Questo senza togliere il rispetto a chi – in buona fede e per malinteso senso dell’onore – decise dopo l’8 settembre 1943 di schierarsi dalla parte della Repubblica di Salò, ma occorre ricordare meritatamente chi col proprio sacrificio ha fatto in modo che di queste cose, oggi, si possa liberamente discutere, magari anche con opinioni diverse.

Il territorio della Brianza, proprio nei giorni decisivi di fine aprile 1945, fu insanguinato dalla morte di decine di partigiani insorti, molti dei quali sulla strada statale da Bergamo a Como, ove furono ammazzati da una brigata di fascisti in fuga verso il confine svizzero.

DecapitaniALa piazza del mio paese - già nel primissimo dopoguerra - fu intitolata a un partigiano tra questi caduti: Arturo De Capitani di Olgiate Molgora, che morì appunto ucciso da una brigata di repubblichini che fuggiva verso Como, nel tratto di strada tra Rovagnate e Lambrugo, sul viale alberato della statale Como-Bergamo la notte del 26 aprile 1945.

Molti ancora pensano che la liberazione del Nord Italia si sia conclusa il 25 aprile 1945, in realtà quella data fu solo l’inizio dell’insurrezione, che scoppiò quel giorno a Milano e proseguì nei giorni successivi (ricordiamo che Mussolini fu giustiziato a Dongo solo nella giornata del 28 aprile).

Oggi in auto si va di fretta e distratti, in quel punto esatto dove De Capitani e altri partigiani furono uccisi nell'agguato, e si cammina sulla piazza del mio paese senza nemmeno alzare gli occhi a quella lapide annerita, quasi illeggibile: ben pochi sanno, ricordano chi sia quell'Arturo De Capitani cui la piazza è dedicata. Trentacinque in tutto furono i morti - combattenti nella Brigata Puecher, più sotto i loro nomi e le foto - che la Brianza ebbe a contare al termine dell’insurrezione, soprattutto in quell'attentato nella notte del 26 aprile. Molti di questi caduti riposano nel cimitero di Cremella.

Le parole servono poco dopo così tanti anni, ma almeno il ricordo dei loro nomi e dei loro volti credo sia giusto lasciarlo, su queste pagine dedicate alla brianzolitudine.

Tutti nomi importanti a modo loro, quelli di quei trentacinque brianzoli partigiani morti che hanno contribuito a fare la Storia del nostro Paese; credo meritino di essere segnalati i nomi dei tre più giovani, di soli 18 anni (una età nella quale oggi si passa quasi più tempo a cazzeggiare col cellulare che a pensare): Enrico Stellari di Erba, Ugo Fumagalli e Alessandro Sironi, questi due ultimi di Cremella.

L’immagine di Alessandro Sironi, in particolare, mi ha molto colpito. Guardatelo più sotto, in quella fotografia sbiadita: pare il viso di un bambino ed era in effetti appena più di un ragazzo, anche lui morto per la libertà dell'Italia.

Credits: www.brianzapopolare.it


 

BonacinaLLUIGI BONACINA
anni 22
di Nibionno
W Rovagnate

ColomboGGIUSEPPE COLOMBO
anni 29
di C. Masnaga
W Bulciago

ContiAANGELO CONTI
anni 22
di Nibionno
W Bulciago

ContiLLUIGI CONTI
anni 41
di Monguzzo
W Nibionno

ContiMMARIO CONTI
anni 29
di Molteno
W Rovagnate

CrippaFFIORENZO CRIPPA
anni 19
di Cremella
W Rovagnate

DecapitaniAARTURO DE CAPITANI
anni 24
di Calco
W Rovagnate

DonghiAATTILIO DONGHI
anni 21
di Cassago
W Bulciago

FerrariDDANTE FERRARI
anni 32
di Torrile
W Bulciago

FiliguraGGIUSEPPE FILIGURA
anni 27
di Nibionno
W Bulciago

FornariGGINO FORNARI
anni 29
Traversetolo
W Bulciago

FumagalliCCARLO FUMAGALLI
anni 20
di Bulciago
W Rovagnate

FumagalliUUGO FUMAGALLI
anni 18
di Cremella
WRovagnate

GiudiciGGIUSEPPE GIUDICI
anni 28 di
Nibionno
W Bulciago

GiussaniCCOSTANTE GIUSSANI
anni 32
di Nibionno
W Nibionno

LocatelliCCARLO LOCATELLI
anni 37
di Barzanò
W Rovagnate

MagniAARISTIDE MAGNI
anni 23
di Carpanea
W Bulciago

MagniEEZIO MAGNI
anni 22
di Barzago
WRovagnate

MauriEERMINIO MAURI
anni 25
di Lurago
W Lurago

MoroICap. ITALO MORO
anni 35
di Milano
W Nibionno

MottaFFRANCESCO MOTTA
anni 19
di Barzanò
W Rovagnate

NosvelliNNELLO NOSVELLI
anni 23
di Golese
W Bulciago

PiniPPIO PINI
anni 28
di Vigatto
W Bulciago

PredaGGIOVANNI PREDA
anni 19
di Bulciago
W Bulciago

RedaelliMMARIO REDAELLI
anni 21
di Lambrugo
W Nibionno

RigamontiEENRICO RIGAMONTI
anni 25
di Cremella
W Rovagnate

RivaEEMILIO RIVA
anni 33
di Nibionno
W Bulciago

RivaLLUIGI RIVA
anni 25
di Nibionno
WRovagnate

SalaUUGO SALA
anni 22
di Cremella
W Rovagnate

SironiAALESSANDRO SIRONI
anni 18
di Cremella
W Rovagnate

SirtoriAALBERTO SIRTORI
anni 21
di Nibionno
W Nibionno

SpinelliMMARIO SPINELLI
anni 30
Nato Nibionno
W Rovagnate

StellariEENRICO STELLARI
anni 18
di Erba
W Nibionno

ValsecchiLLUIGI VALSECCHI
anni 23
di Barzago
W Rovagnate

ZappaCCARLO ZAPPA
anni 20
di Cassago
W Bulciago

postato da: AMALTEO alle ore aprile 23, 2008 13:40 | link | commenti (7)
categorie: ricordare, segnare tracce e sentieri
sabato, 19 aprile 2008

Lasciare segni: ancora Massimo Cacciari

Oggi per due coincidenze, quelle cui presto sempre grande attenzione, mi è capitato di parlare dell'atto di "lasciare segni"  conversando sia con Kensinton che con Renèe.

Dicevo a Kensington:
"
coosa possiamo fare?
possiamo lasciare segni. segni e mappe.
è poco? pazienza. è quello che è possibile. è comunque qualcosa di adatto per il buio.
leggo cose deprimenti per la loro indifferenza morale, come questo saggio:
I motivi per rallegrarsi
loro si beano della governabilità (avrebbero detto lo stesso per le libere elezioni che hanno portato al potere hitler, nel 1930). noi pensiamo anche all'etica.
mi sento meglio a camminare in tua compagnia
dunque continuiamo a lasciare i nostri segni"

Dicevo a Renè Dicichè:
perchè cancellare questo post?
sono contento che lo lasci.
è un segno.
cosa possiamo fare?
possiamo solo lasciare segni, come dei graffiti nelle caverne.
meglio questi segni che l'indifferenza morale di chi se ne infischia di un paese asservito a uno della brianza in combutta con uno di varese.
perchè questo saranno i prossimi mesi.
tu hai da tua la scrittura, hai la lingua curata e addomesticata.
e poi date si impara a vivere .. nonostante


Anche Massimo Cacciari ha lasciato il suo graffito. Prima o poi scomparirà dalla rete. E allora l'ho salvato come Audio:


postato da: AMALTEO alle ore aprile 19, 2008 18:00 | link | commenti (2)
categorie: pensare politica, segnare tracce e sentieri