Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento) pamalteo@gmail.com

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giovedì, 08 maggio 2008

Agenda politica: la nascita del governo quasi-personalistico del “capo”

Lui ha vinto le elezioni, loro hanno il potere e loro dovranno provare di saper fare gli statisti.

Oggi l’agenda politica mostra in tutta evidenza la nascita di un governo nordista e  quasi-personalistico del “capo” e una altrettanto evidente velocità nelle decisioni.

Si riattualizza la verità questa fine osservazione:

“Gli storici di domani parleranno del periodo 1994-2014 come oggi noi parliamo del fascismo.

In che senso? Non certo nel senso che l’Italia di oggi abbia tratti fascisti, ma nel senso che entrambi saranno visti come due periodi storici piuttosto lunghi, piuttosto omogenei, e dominati da una figura politica centrale, Mussolini nel ventennio fascista, Berlusconi in quello - appunto - berlusconiano. Parlo di ventennio berlusconiano perché, in qualsiasi modo evolva la crisi di questi giorni, è estremamente probabile che le prossime elezioni le vinca il centro-destra e che Berlusconi resti al centro della scena fino al 2014 (o al 2020, se nel 2013 riuscirà a coronare il sogno di diventare Presidente della Repubblica).

In Luca Ricolfi, La Stampa, 27 gennaio 2008

Il quarto governo Berlusconi (dopo quello breve del 1994 e i due governi nella quattordicesima legislatura) è questo.

12 ministri con potere di spesa:

Franco Frattini (Fi) agli Esteri,

Roberto Maroni (Lega Nord) all'Interno,

Angelino Alfano (Fi) alla Giustizia;

Ignazio La Russa (An) alla Difesa;

Giulio Tremonti (Fi) all'Economia;

Claudio Scajola (Fi) allo Sviluppo economico;

Luca Zaia (Lega) alle Politiche agricole,

Stefania Prestigiacomo (Fi) all'Ambiente,

Altero Matteoli (An) all'Infrastrutture;

Maurizio Sacconi (Fi) al Welfare,

Maria Stella Gelmini (Fi) alla Pubblica Istruzione,

Sandro Bondi (Fi) ai Beni Culturali.

9 ministri senza potere di spesa.

Umberto Bossi (Lega) Riforme;

Raffaele Fitto (Fi) dei Rapporti con le Regioni e

Elio Vito (Fi), a lungo candidato per via Arenula, a quelli con il Parlamento.

Andrea Ronchi (An) andrà alle Politiche europee;

Renato Brunetta (Fi) alla Pubblica amministrazione e Innovazione

Roberto Calderoli (Lega) alla Semplificazione;

Giorgia Meloni (An) alle Politiche giovanili;

Mara Carfagna (Fi) alle Pari Opportunità;

Gianfranco Rotondi (Dca).
 

Penso tristemente al calvario del leggendario Romano Prodi che doveva invece mediare anche per andare a fare la pipì ai cessi di Palazzo Chigi.

Basta scorrere la cronologia del Governo Prodi 2006-2008:

·         29 aprile 2006: Fausto Bertinotti di Rifondazione Comunista pretende di essere eletto Presidente della Camera (invece di favorire la scelta di affidare questo incarico alla allora opposizione, come “noi” invece abbiamo preteso – non ottenendolo – in questi giorni. L’effetto a cascata sarà che tutte le tre massime cariche istituzionali vengono occupate dal centro-sinistra)

·         Il 18 maggio viene approvato il Governo Prodi composto da 14 ministri senza potere di spesa e 12 ministri senza prortafoglio

·         inizio luglio 2006: il ministro Ferrero di Rifondazione Comunista contesta il Documento di programmazione economica e non lo vota

·         fine luglio 2006: il voto sull'indulto provoca una spaccatura all'interno del centrosinistra

·         fine luglio 2006: il decreto sull'Afghanistan e le missioni all'estero mette in rilievo le differenze strategiche in materia di politica estera fra centro-sinistra riformista e cosiddetta “sinistra antagonista”

·         28 dicembre 2006: Verdi, Pdci, Rifondazione scendono in piazza contro il loro governo in tema di precarietà e politiche del lavoro

·         16 gennaio 2007: in occasione dell'ampliamento della base Usa di Vicenza la cosiddetta sinistra "antagonista" e numerosi parlamentari della maggioranza partecipano attivamente a manifestazioni contro il governo e le sue politiche per la difesa

·         31 gennaio 2007: viene approvata in Parlamento una mozione sui Dico, il governo  vara  un disegno di legge  che si ferma subito per le contrarietà interne alla coalizione

·         21 febbraio 2007: il Senato boccia la mozione di politica estera del Governo. Votano contro un esponente di Rifondazione comunista e di uno dei Comunisti italiani. Prodi si dimette. Giorgio Napolitano lo rinvia alle Camere, dove il Governo Prodi viene riconfermato approvando un programma di 12 punti. Il 28 febbraio l'esecutivo ottiene la fiducia al Senato.

·         19-22 aprile 2007: i congressi di Ds e Margherita decidono di far nascere il Partito Democratico. Dai Ds si dimette Fabio Mussi, che fonda la Sinistra democratica; dalla Margherita se ne vanno Willer Bordon ed altri

·         8 maggio 2007: la ministra Rosy Bindi non invita le organizzazioni degli omosessuali ad un convegno sulla famiglia. I ministri Ferrero e Bonino dissentono e non partecipano alla iniziativa, segnando la loro distanza sulle politiche per la famiglia

·         12 maggio 2007: la parte di sinistra della coalizione organizza una manifestazione a sostegno delle unioni di fatto tra gay. Vi partecipano molti esponenti di centrosinistra, contro il parere del governo e del presidente Prodi

·         20 maggio 2007 : Prodi annuncia che c'è un accordo nel governo per redistribuire risorse economiche ottenute dalle politiche fiscali. Rifondazione, Pdci, Verdi protestano per i criteri adottati in questa scelta

·         22 maggio 2007: il comandante della Guardia di finanza  Roberto Speciale denuncia il viceministro Visco per ingerenze rispetto al suo ruolo. Il governo lo dimissiona e a Visco vengono tolte le deleghe su questo corpo dello stato. Nella maggioranza l'Italia dei valori di Di Pietro era per le dimissioni di Visco

·         29 settembre 2007: nasce l'Unione democratica di Bordon e Manzione che intimano a Prodi di dimezzare i ministri, altrimenti ritirerebbero il sostegno al governo

·         14 ottobre 2007: Walter Veltroni è nominato segretario del Partito democratico. La sinistra massimalista comincia la sua opera di denigrazione: "nuova democrazia cristiana"; "partito americano", partito "moderato", come se fare politiche moderate fosse un vizio da condannare e non la virtù dei responsabili del bene comune

·         21 ottobre 2007: Di Pietro chiede che Mastella si dimetta dal governo, a causa di alcuni procedimenti giudiziari a suo carico

·         25 ottobre 2007: al Senato il Governo viene battuto sul decreto allegato alla Finanziaria

·         30 ottobre 2007: il Governo viene sconfitto in Commissione alla Camera sulla proposta di istituire una commissione d'inchiesta sui fatti del G8 a Genova

·         6 dicembre 2007: il Senato approva sul filo del rasoio (160 voti contro 158: sono decisivi i voti di Cossiga e di altri senatori a vita) la conversione del "decreto sicurezza". Paola Binetti vota contro. Nei successivi giorni si scopre che c'è un errore nel testo e il Presidente della Repubblica non lo firmerà. Il governo decide di far decadere il decreto

·         10 gennaio 2008: in Campania scoppia la "questione rifiuti". 10 anni di governo regionale di centrosinistra ha impedito la costruzione di termodistruttori: Bassolino e Pecoraro Scanio vengono giudicati i responsabile di questa catastrofe ecologica. Il governo nomina un super-commissario che dovreebbe gestire questa emergenza. La parte di sinistra della coalizione è contro questa scelta.

·         15 gennaio 2008: viene impedito al professor Ratzinger (che fra l'altro è anche papa) di tenere una lectio magistralis all'Università La Sapienza. I cosiddetti "laici" applaudono a questa operazione di censura della espressione di pensiero

·         16 gennaio 2008: il ministro della Giustizia Mastella, che non ha avuto solidarietà dalla parte della sinistra massimalista del governo,  si dimette in seguito alle inchieste giudiziarie che coinvolgono lui e sua moglie. Due giorni dopo l'Udeur ritira il suo appoggio al governo Prodi, che entra in una crisi irreversibile.

 

Chi è causa del suo mal …

Infine, poiché non bastano le due sconfitte una di seguito all’altra, Massimo D’alema che è stato il peggiore Ministro degli Esteri della Repubblica italiana e che contemporaneamente è anche una carogna (“corpo di animale morto da tempo”, persona spregevole, da cui “non fidarti di quella carogna”) si mette ad organizzare una linea alternativa contro Walter Veltroni con 4 bastonate in perfetto "stile sabotaggio":

  • “La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita…”. .. “La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel ’94, non è mai finita”
  • Il Pd “deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra” perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale “non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l’autosufficienza sarebbe un errore”
  • Partito del Nord? “Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader”
  • “Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno”  che vuol dire: mi tengo le mani libere e organizzo una “corrente” alternativa ad una leadership elaborata in anni di discussioni faticose e sancita dal voto delle primarie (3 milioni e mezzo di partecipanti”

E’ la conferma della vecchia legge della cultura di sinistra: vedere solo nemici.

E in particolare vederli fra i compagni di viaggio.

postato da: AMALTEO alle ore maggio 08, 2008 10:35 | link | commenti (4)
categorie: pensare politica elezioni, pensare politica neodestre
mercoledì, 30 aprile 2008

... il gran principio che ci fa creature socievoli ...

Va beh ...
mettiamola così ...
Vediamo il paesaggio storico politico dentro questo processo della vita:

Né le qualità socievoli, né le affezioni benevole che sono naturali all'uomo, né le virtù reali che egli è capace di acquistare con la ragione e con l'abnegazione, sono il fondamento della società, ma ciò che noi chiamiamo male in questo mondo, male morale o naturale, è il gran principio che ci fa creature socievoli, la solida base, la vita e il sostegno di tutti i commerci e gli impieghi senza eccezione. Per conseguenza, se il male cessasse, la società si avvierebbe al suo dissolvimento.

Bernard de Mandeville
da La favola delle api
copiato da: akatalepsia
postato da: AMALTEO alle ore aprile 30, 2008 09:21 | link | commenti (19)
categorie: pensare storia contemporanea, pensare politica elezioni
martedì, 29 aprile 2008

Il linguaggio della neodestra

Bossi alla sinistra: «I fucili sono sempre caldi»

«Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi»

da La Stampa
postato da: AMALTEO alle ore aprile 29, 2008 14:09 | link | commenti (1)
categorie: pensare politica elezioni, pensare politica neodestre
lunedì, 28 aprile 2008

Comune di Roma:

La terra è sempre più desolata e il paesaggio politico sempre più plumbeo.

Al Comune di Roma il post-fascista Alemanno di Alleanza Nazionale ha preso
783.225 voti (53,7%) e Rutelli, del Partito Democratico, 676.472 (46,3%). Sono venuti a mancare un bel mazzo di voti, probabilmente anche a causa dell'astensionismo attivamente sostenuto dai faffanculisti di Beppe Grillo nonchè della "loro" maggiore capacità di mobilitare i "glielo mettiamo nel culo" (chi di faffanculo agisce di prendilo nel culo perisce):

decine di migliaia di cittadini - di sinistra, evidentemente - hanno votato per Zingaretti alla Provincia e contro Rutelli (dunque per Alemanno) al Comune. Un voto, bisogna dirlo con chiarezza e subito, del tutto ideologico, che viene in gran parte dalla sinistra radicale, così convinta dalla tesi autoassolutoria che vede nel Pd la colpa della sua scomparsa dal Parlamento, da far pagare al Pd la battaglia di Roma, lavorando contro Rutelli. Per questi cannibali fratricidi, grillisti e antagonisti, Rutelli era il bersaglio ideale, come anche per qualche estremista del Pd: troppo cattolico, importatore della Binetti, amico dei vescovi, come se la scommessa fondativa e perenne del Pd non fosse quella di tenere insieme, a sinistra, cattolici ed ex comunisti. Un ideologismo a senso unico: che serve ad azzoppare la sinistra, facendola perdere, mentre non scatta per bloccare l'uomo di An in marcia verso il Campidoglio
Ezio Mauro

Nel giro di 15 giorni il conteggio delle schede (operazione manuale che sostiene la democrazia: si girano sottosopra le urne e si conta) ha segnalato in modo chiarissimo che gli elettori italiani erano e sono in maggioranza di destra:

questo dato testimonia l'inclinazione a destra del Paese, che dura da quindici anni, ma che è diventata un precipizio negli ultimi mesi, travolgendo persone, gruppi dirigenti, governi nazionali e locali. C'è nel voto di Roma un dato di "destra reale" così netto, addirittura biografico, fisico, concreto, che deve far riflettere
Ezio Mauro

In realtà dovrei dire sono di "neodestra", come con efficacia ha analizzato ed argomentato Raffaele Simone nel suo "Il mostro mite: perchè l'Occidente non va a sinistra", Garzanti 2008, ben prima della frana di questi giorni..

Un terremoto elettorale come questo - del tutto omologo a quello del 18 aprile 1948 (Edoardo Novelli, Le lezioni del quarantotto, Donzelli, 2008) - si spiega solo sui tempi lunghi.
C'è un ciclo politico iniziato nel 1994 che ha subito solo due brevi interruzioni nel 1996 e nel 2006 e che ora ha raggiunto la sua stabilità.
In questo arco di tempo la coalizione di centro-sinistra - in gran parte a causa del ribellismo della sua componente estrema - ha perso la sfida del saper governare.
Sbagliata l'analisi, sbagliate le alleanze.

Quello che più mi impressiona è la cecità nell'analizzare un dato conosciuto da decenni: l'invecchiamento demografico.
Un paese con i nostri tassi di invecchiamento è un paese impaurito: i vecchi sono persone che aspirano ad una vita tranquilla. E' di oggi la notizia che ben 30.000 anziani in questi anni si sono sposati con le loro badanti. I poveretti, alla ricerca di qualche masturbazione e del cambio del pannolone, si sono messi nelle manone di queste abili manipolatrici del bisogno di sicurezza.
Questi aspiranti vecchi temono allo stesso modo la microcriminalità indotta dalla immigrazione senza regole e i giovani palestrati con i tatuaggi e le borchie dei centri sociali.

Così le elezioni politiche del 13 aprile sono state vinte da "loro" sul tema dei veti allo sviluppo nelle regioni che trainano l'economia italiana e quelle simboliche di Roma sul tema della sicurezza.
La situazione è seria e nauseante.
Occorrerà fare qualche gesto di igiene mentale.
Difendersi ... difendersi ... difendersi ...
Resistere ... resistere ... resistere
Sopra-vivere ... sopra-vivere ... sopra-vivere

Stare nel gorgo provando a tenere fuori la testa.

Gli amici ed altri ancora sentono e pensano così:

Frammenti di tracce lasciate dove sentivo "idem sentire":

... rileggo martedì mattina, dopo il mutamento di paesaggio politico.
da certi punti vista vorrei pensare che le destre di oggi non sono quelle che hanno voluto l'alleanza con hitler e la seconda guerra mondiale e che hanno imprigionato pertini, come migliaia di altri oppositori al regime.
vorrei pensare che sono cambiate. che si sono civilizzate.
poi li guardo negli occhi e mi dico: no non sono cambiati. è cambiato solo il contesto (l'europa, che fa da contenitore alle pulsioni bestiali).
poi guardo negli occhi certi esponenti della sinistra ... e mi viene da dire la stessa cosa.
sono le ideologie senza analisi di realtà che producono le bestie.
come in questo articolo, dove di ideologia ne vedo parecchia:
http://claudiorise.blogsome.com/2008/04/29/nazionalizzare-la-famiglia/
ecco il male: il disprezzo, l'unilateralità.
mi ci metto anch'io in questa corrente limacciosa ...

...  mi fanno schifo
ci fanno schifo.
tuttavia, marina: 783.225 voti non sono la roba che vediamo in fotografia.
una delle ragioni della nostra sconfitta storica è anche quella che noi di cultura di sinistra siamo tracotanti ed antipatici.
ci sentiamo portatori della verità e disprezziamo innanzitutto i nostri compagni di viaggio , oltre che gli avversari.
vorrei che imparassimo dalla esperienza. abbiamo circa 10 anni per farlo ...

.... cosa distingue un gruppo sociale che intende fare politica da una aggregato indistinto di umori?
credo solo la capacità di apprendere dall'esperienza.
ossai quello di guardare la ferita, dolorare quanto basta. ma poi, subito: disinfettare, bendare, curare, riabilitare.
è da oggi che si vede se c'è o no una classe politica capace di apprendere dall'esperienza. a cominciare dal fatto che veltroni è stato eletto da 3 milioni e mezzo che lo hanno votato alle primarie.
la sua leadership è nata così. se si vuole disarcionarlo (la capacità di farsi del male della cultura di sinistra è ineguagliabile) lo si facci con ALTRE PRIMARIE e non con operazioni interne di correnti di partito.
solo questa capacità di riaversi mi aiuta a tenere fuori la testa dal gorgo in cui mi sento.
era strano leggerti: passavo da una vicinanza empatica a una certa lontanaza , per poi tornare alla vicinanza e di nuovo allontanarmi. proprio come quando si è nel gorgo.
difendersi ...
resistere ...

volevo dirti che ho provato quello che si chiama "idem sentire" in quanto dicevi a marina ineziesssenziali.
sono più cupamente pessimista sulla possibilità di riprendere il cammino partendo dal basso.
sono uno che ha venduto l'unità porta a porta (ho sessant'anni). ora temo che le persone asserragliate dietro alle loro porte neppure aprano. o per paura o per andare a vedere la televisione .
c'è una umanità anestetizzata.
intra-vedo un'altra strada: siamo circa un 40 % che non è andata di là.
facciamo il nostro dovere. agiamo per imitazione. diamo di noi una immagine pulita, generosa, assertiva
proviamo ad essere noi stessi
e vediamo se in 10 anni sarà possibile mutare paesaggio ...

... condivido la cupezza dei sentimenti.
tuttavia occorre anche rileggere i "nostri" comportamenti.
i "nostri" complessi di superiorità.
la nostra asprezza di linguaggio, del tutto simmetrica alla "loro"
il "nostro" disprezzo per chi non la pensa come me: soprattutto per chi sta sullo stesso treno e va nella stessa direzione
abbiamo seminato male e qualche semente era guasta ...

... con questi ragionare non basteranno 10 anni a rimettersi in piedi.
e neppure l'eternità ...

... l'orizzonte che si apre è davvero di "umiliazione culturale" oltre ogni limite.
li linguista raffaello simone parla di una "neodestra" nel suo splendido e terrificante libro "Il mostro mite, perchè l'occidente non va a sinistra", garzanti.
ma, come la storia ci ha già insegnato, il nuovo convive con il vecchio: la neodestra si arrotola nel fango della vecchia destra.
è l'esito inevitabile di una sinistra che si odia.
che odia, prima ancora che l'avversario, i propri compagni di viaggio.
o abbiamo seminato male o le sementi erano guaste.
è terribile dovere subire per 5 o dieci anni queste destre e nello stesso tempo sentire parole di antipatia, disprezzo, denigrazione, deturpazione per noi, che viaggiamo su un altro treno ...

  .... è di torino. ti consiglio questa lettura : luca ricolfi, perchè siamo antipatici: la sinistra e il complesso dei migliori, longanesi. scritto nel lontano, lontanissimo 2005
il linguaggio aspro e supponente , in epoca invasa dalla comunicazione, conta moltissimo, secondo me.
d'altra parte quello che è accaduto lo mostra in tutta evidenza
se l'approccio sarà "non ci siamo fatti capire" o peggio "non avete capito", magari condito di qualche faffanculo, il paesaggio resterà questo: il sorriso perfido di alemanno e la coreografia delle bandiere nazistoidi
a proposito di linguaggio: quanto ha inciso quello da postribolo di beppe grillo?
io credo tantissimo

leggevo il tuo commento e dicevo: accidenti interpreta la mia "parte pensiero" .. e poi era di ezio  mauro !
va bene lo stesso.
bella la vignetta
serve a addolcire un poco la fialetta di olio di ricino.
cosa succederà lo vedremo.
intanto si possono fare gesti di igiene mentale: poche lettture, ma buone.
consiglio:
Luca ricolfi, perchè siamo antipatici? la sinistra e il complesso dei migliori, Longanesi 2005
Raffaele Simone, il Mostro mite. perchè l'occidente non va a sinistra, Garzanti 2008.
quest'ultimo è miliare.
strada lunga: rialzarsi, prendere fiato, e camminare nel paesaggio plumbeo.
e dare l'esempio con nostri comportamenti sobri
5 anni sono lunghi.
10 ancora di più
15 è una eternità: potre avere 75 anni se ci sopra-vivo

postato da: AMALTEO alle ore aprile 28, 2008 23:04 | link | commenti (8)
categorie: pensare politica elezioni
martedì, 22 aprile 2008

Rielaborazione del lutto 3. O meglio: della sconfitta

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 aprile 2008, www.ilmattino.it

Che fare della sconfitta? Per ognuno di noi, si tratta di un’esperienza non evitabile. Anche la persona di maggior successo, ogni tanto subisce il gusto amaro della sconfitta. Churchill, uno dei vincitori del secolo scorso, fu sconfitto più volte. Anche i vincenti di oggi, politici, sportivi, scienziati, a volte vengono clamorosamente battuti nelle loro prove. A ben guardare, anzi, si scopre che ciò che fa di qualcuno un vincitore è proprio la sua capacità di perdere, e di rialzarsi.
Cos’è, però, che aiuta a trasformare la sconfitta in un momento di potente ricarica? Il primo fattore, indispensabile, è l’amore per la vita. Chi ama la vita in quanto tale, è aiutato nel volgere in positivo ogni esperienza, perché, dato che è la vita che gliela offre, la considera sempre un dono, di qualsiasi cosa si tratti, sconfitta compresa. Chi ama la vita così com’è non sta a discuterla in continuazione. Egli sa bene che ogni cosa se l’è meritata, e gli capita per insegnargli qualcosa. Come un generale lucido, non perde tempo ad esecrare il nemico vincitore, ma analizza con cura l’elenco dei propri errori.
La sconfitta, che arriva spesso dopo un periodo di vittorie e successi, diventa così un prezioso riequilibratore dell’umore e del senso della realtà del soggetto, che prima tendeva a sbilanciarsi dal lato dell’euforia e dell’ottimismo, camminando nelle nuvole dei propri sogni, e dimenticando di verificarli con la dura realtà.
Per amare la vita così com’è, con le sue difficoltà, e non come vorremmo che fosse, per mettere a frutto le esperienze di scacco che la vita quotidiana ci offre, è necessario uscire dal mito moderno secondo il quale la vita sarebbe una successione di acquisizioni, di vittorie, e che quando così non è ciò significa che sei soltanto un “perdente”. Teoria falsa e diseducativa (anche se molto in voga nella psicologia troppo facile), che quando va bene ti ubriaca col successo e ti fa perdere il contatto con la realtà, e quando poi arriva l’inevitabile legnata ti precipita nella depressione.
In realtà, più che le acquisizioni e le vittorie, ciò che ti tempra più saldamente sono appunto le sconfitte e le perdite. E’ nel confronto con quei momenti difficili che la personalità cresce davvero, e che le tentazioni del narcisismo (se affronti la situazione con coraggio e realismo) si sciolgono una volta per tutte. E’ allora, tra l’altro, che si costruisce una vera e salda autostima, in grado di sorreggerti stabilmente.
Da questo punto di vista, una sconfitta elaborata positivamente è molto più utile e formativa di tante terapie, con il loro rischio di farti vedere che, in fondo, sei tu che hai ragione (il che può anche essere, ma tanto è la sconfitta la vera prova di realtà), impedendoti così di cambiare e di addestrarti per bene per la prossima occasione.
Nella vita di ognuno di noi, la figura più adatta a trasmetterci il sapere della perdita è il padre, così come la madre ci trasmette il sapere opposto: quello dell’avere, dell’ottenere, di soddisfare i nostri bisogni. E’ anche per questo che, nel nostro mondo occidentale di padri assenti, o allontanati da casa dalle separazioni e divorzi, è sempre più difficile trovare chi sa trasformare la sconfitta in un’esperienza positiva.
Tuttavia, in ogni momento di sconfitte diffuse, come ad esempio il dopo elezioni, consola vedere che qualcuno che sa perdere bene c’è sempre. Come riconoscerlo? E’ chi non dà la colpa ai vincitori, o alla gente che non l’ha votato, ma, senza parlar tanto, si mette a pensare, e cerca di capire. Sono tipi così, quelli che in futuro potranno vincere.

postato da: AMALTEO alle ore aprile 22, 2008 19:59 | link | commenti (6)
categorie: pensare politica elezioni, pensare psiche
lunedì, 21 aprile 2008

Concezioni sudamericane della sinistra massimalista, versione Verdi Pecoraro Scanio

Nella stessa giornata in cui vedo sfregi alla Costituzione della Repubblica mi ricordo anche le parole

"no ... niente rimpianti ..."

di Giorgio Gaber

Qualche appunto sulla concezione terzo mondialista (nella accezione pessimo gusto sudamericano) della politica da parte dei Verdi di Pecoraro Scanio:

è come rivedere un film sugli «Ultimi giorni di Pompei», sulle ultime ore dei più spietati dittatori dell’America Latina e della fine dei loro regimi.

postato da: AMALTEO alle ore aprile 21, 2008 10:08 | link | commenti (12)
categorie: pensare politica elezioni

Sfregi alla Costituzione

Qualche appunto di diritto costituzionale

Già ci sono gli sfregi alla Costituzione.

Art. 92:
"Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri"

Succede invece che il Re riceve i suoi soci nella villa di Arcore e, dopo, un certo Bossi comunica alla stampa i nomi dei SUOI ministri: se stesso alle riforme istituzionali, Maroni agli Interni, Calderoli vice presidente del Consiglio.

Chiamo questo "eversione":
capovolgimento, rovesciamento.
insieme di atti violenti volti alla sovversione dell'ordine costituito.

Togliamo pure, per ora il "violenti", ma di eversione si tratta.

E' un film già visto nel 1994, quando il presidente della Repubblica Luigi Scalfaro dovette inviare una lettera al presidente incaricato Berlusconi con questo contenuto, fra altri di pari rilievo:

"colui che sarà proposto quale responsabile del ministero dell'Interno - ministero che ha ruolo preminente nel preservare l'unità d'Italia e il rispetto della legalità repubblicana - non dovrà assumere posizioni politiche in contrasto con i principi di libertà e di legalità, nonchè con il principio dell'Italia "una e indivisibile", che sono fondamento e anima della nostra carta costituzionale"

9 maggio 1994
postato da: AMALTEO alle ore aprile 21, 2008 09:46 | link | commenti (2)
categorie: pensare politica elezioni, pensare regole
giovedì, 17 aprile 2008

Massimo Cacciari sulla questione settentrionale

Maledizione ... perchè Massimo Cacciari è così intelligente!
Le sue analisi perfette mi fanno male:

A urne chiuse: ospite Massimo Cacciari


Massimo Cacciari ha così commentato la disfatta di Bertinotti:
“Ha una visione preistorica del Nord Italia”. Bertinotti, ieri sera, aveva detto: “Non siamo andati abbastanza ai cancelli delle fabbriche”. Il problema, ammonisce Cacciari, è che le fabbriche al nord non esistono più, sono state smantellate, spezzettate, divise in piccoli siti produttivi ad alta specializzazione, le lavorazioni di massa trasferite all’estero. In Veneto, 7 operai su 10 ritengono che la loro sia un’occupazione precaria. Precaria si, ma in attesa di diventare a loro volta padroni. L’operaio della fabbrichetta, in media, non si sente nemmeno operaio. Se vieni ad Alba ai cancelli della Ferrero a parlare di potere agli operai, i pochi che ascoltano ridono di gusto, sguaiatamente: la maggior parte di loro è corsa a casa a lavorare in vigna, o a aiutare la moglie in negozio.


Quali errori ha commesso il centrosinistra? Ne abbiamo parlato con Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, dirigente del Pd e Cassandra inascoltata, Walter Veltroni ha dato spazio a imprenditori del Nord. Non è bastato. Dov'è lo sbaglio?
«Non si è trattato di mosse errate quanto insufficienti. La questione settentrionale non era aggirabile con qualche ottima candidatura, come quella dì Colaninno o quella, meno brillante, di Calearo, Sono scorciatoie-, o il Pd comprende che al Nord si deve dare una struttura autonoma dal punto di vista della leadership e dei programmi, radicata territorialmente e socialmente, oppure rimarremo minoritarì. Anche nel momento della formazione del Pd, con Penati, Illy, Chiamparino, abbiamo cercato di spiegare che il partito doveva nascere federale, con due facce, una nazional-popolare e una settentrionale. Questo discorso non passa. Invece il centrodestra l'ha compreso: Fini "sopporta" l'autonomia leghista nel Lombardo-Veneto.
In realtà gli elettorati di Lega e Forza Italia sono contigui; un popolo formato da miriadi di microimprese, commercianti, moltissimi operai incazzati e anche settori dell'imprenditoria organizzata. Un popolo interclassista».
Veltroni, decidendo di "andare da solo", ha buttato alle ortiche l'unica chance per la sinistra di andare al governo. È così?
«Per carità, non andando da solo il Pd avrebbe abortito al sesto mese. Adesso bene o male c'è un patrimonio, il Pd, che ha avuto un buon risultato da cui ripartire, certo per una lunga marcia. In compagnia avremmo perso peggio-, non si sarebbero sommati per niente i voti presi oggi dal Pd con quelli della sinistra radicale».
La dissoluzione della sinistra radicale è un fatto solo negativo o mostra un elettorato più maturo che vuole votare solo forze con una cultura di governo?
«Anche all'interno della Sinistra Arcobaleno, penso ai verdi, ci sono componenti che vogliono governare e non solo protestare. Non è però l'aspetto decisivo. Piuttosto quella sinistra ha scontato la sua visione preistorica della realtà sociale del Nord. Si è manifestata come una forza conservatrìce, staccata dalle trasformazioni sociali. Ciò è certo negativo perché una presenza radicale dentro una politica di centrosinistra è fisiologica, è bene che vi sia rappresentata. C'è nella socialdemocrazia tedesca, nei laburisti, in Francia, con Zapatero. L'anomalia italiana sta nel fatto che tali componenti, anziché riconoscersi all'interno di una grande forza di governo, vogliono fare da sole».
L'affermazione di Di Pietro indica che ci voleva un po' più di "giustìzialismo" da parte del Pd? «Non direi. Idv è un "partito ad obiettivo". Una parte di elettorato del centrosinistra, pur accettando la logica maggioritaria, vuole dare un'immagine autonoma rispetto al soggetto egemone della coalizione. Niente di male. Lo stesso avviene per la Lega».
postato da: AMALTEO alle ore aprile 17, 2008 19:57 | link | commenti (20)
categorie: pensare politica elezioni
martedì, 15 aprile 2008

Elaborazioni del lutto

"Umiliazione":
da "umiliare", mortificare qualcuno mettendo in evidenza le sue imperfezioni, i suoi errori, la sua inferiorità
dal latino "humilis": prossimo alla terra

Provo una variante di questo sentimento che definirei "umiliazione culturale"
Dalla umiliazione personale ci si può difendere.
Quella culturale la si subisce.
E' terribile.

Esco per strada e mi trovo in questo regno di zombi:

Nel comasco hanno dominato il Partito della libertà e la Lega Nord. E' questo il dato definitivo allo spoglio definitivo delle schede delle elezioni politiche, concluso nella notte. Un trionfo netto ed una conferma che questo territorio tradizionalmente è sempre legato a questi due partiti. Non ha superato il 30% dei consenti il Pd di Veltroni e la lista collegata di Di Pietro. Unione di centro al 4% sia a Camera che Senato. In ribasso la Sinistra arcobaleno di Bertinotti.

Questi i risultati definitivi in provincia di Como

SENATO


Partito della Libertà   125.264 voti (36,3%)
Lega Nord   87.833 (25,4%)
Totale coalizione    213.097 (61,7%)

Partito Democratico
  78.152 (22,6%)
Di Pietro Italia dei Valori  11.807 (3,4%)
Totale coalizione   89.959 (26,0%)

Unione di Centro
    14.376 (4,1%)

Sinistra arcobaleno
   8.024 (2,3%)

La Destra   5.757  (1,6%)

Lega per l'Autonomia
   3.945 (1,1%)

Partito socialista
  1.605 (0,4%)


CAMERA


Partito della Libertà 132.368 voti (35,4%)
Lega Nord  97.198 (26,0%)
Totale coalizione 229.566 (61,5%)

Partito Democratico
84.585 (22,6%)
Di Pietro Italia dei Valori  13.536 (3,6%)
Totale coalizione    98.121 (26,2%)

Unione di centro 15.634 (4,1%)

Sinistra arcobaleno 8.272 (2,2%)

La Destra   7.875 (2,1%)

Gli amici e altri ancora sentono e pensano così:
postato da: AMALTEO alle ore aprile 15, 2008 12:19 | link | commenti (48)
categorie: pensare politica elezioni

Elaborazione del lutto

Il parere di  Piero Ignazi, autore del libro "Partiti politici in Italia - da Forza Italia al Partito democratico" (Il Mulino 2008, pp 141). Saggista e docente di politica comparata e Sistema politico dell'Unione europea nell'Università di Bologna, Ignazi scrive sul Sole 24ore e sull'Espresso. Ha pubblicato numerosi libri tra cui   "Dal Pci al Pds" (1992), "Postfascisti?" (1994), "I partiti italiani" (1997) e "Il parlamento europeo".

 

 

La vittoria del PdL, ma anche il significativo risultato del PD, può far affermare che l'Italia stia andando verso un bipolarismo ben avviato?

 

PIERO IGNAZI: "Certamente queste elezioni segnano uno spartiacque rispetto ai 15 anni precedenti. Si sono affermati due grandi partiti, una destra e una sinistra che insieme raccolgono intorno all'80 per cento dei consensi e quindi stanno creando una dinamica di tipo bipolare. Vedremo se questa si consoliderà o meno. Però certamente la frammentazione esasperata presente nel recente Parlamento è ormai un ricordo".

 

I risultati indicano spostamenti dell'elettorato, e verso quali forze?

 

PIERO IGNAZI: "E' soprattutto uno svuotamento della sinistra radicale, che è il dato più clamoroso di queste elezioni. Siamo a una sorta di scomparsa della rappresentanza parlamentare della sinistra radicale, ben oltre il suo dimezzamento. Quindi questo è il primo dato significativo, a cui si contrappone un risultato molto positivo della Lega Nord, che è l'altro elemento importante. Infine, abbiamo una capacità di trazione da parte dello stesso PD che va ben oltre, sia alla Camera che al Senato, ai risultati precedenti di Ds e Margherita assieme. Quindi ci sono una serie di movimenti interni ai vari partiti, in cui c'è un perdente sicuro e netto che è la Sinistra arcobaleno".

 

Nel suo libro "I partiti politici in Italia", lei ricorda che i partiti, alla fine degli anni '80 dovevano svecchiarsi. E' ciò che non ha capito la Sinistra arcobaleno nel 2008?

 

PIERO IGNAZI: "Forse, in realtà ha tentato qualche cosa di nuovo. E' una lista che ha messo insieme varie altre formazioni. E' stata essa stessa un tentativo di rinnovamento. Però questo rinnovamento non ha avuto delle parole d'ordine o una strategia che fosse innovativa rispetto al passato. "Anzi, secondo me non ha tratto frutto dall'esperienza governativa, che era il vero fatto nuovo per una formazione della sinistra radicale. Per la prima volta aveva avuto responsabilità di governo. Invece di trarne profitto e vantare la sua responsabilità, moderazione e capacità di fare fronte a necessità di carattere generale anche rispetto ai suoi interessi particolari, invece di fare tesoro e valutare tutto questo, l'ha svalutato. Ed è stato per questo che, secondo me, è stata pesantemente punita&qu