Fernanda Pivano ha vissuto la sua vita in modo creativo ed intenso: fortunata lei e bravo il suo angelo custode.
In una giornata piena di elogi per la sua opera, individuo una traccia minore che parla della unilateralità delle culture ideologiche e dei cicli letterari del “mito dell’America".
Fernando Pivano negli anni Quaranta, aiutata da Cesare Pavese, contribuì a tradurre e diffondere in Italia gli scrittori americani, che vennero usati in chiave antifascista.
Tuttavia questa fiammata, carica di soffi ispirati alla libertà individuale, durò poco. Già negli anni Cinquanta la sinistra italiana tornò al mito comunista e a collocarsi sul contraddittorio confine del totalitarismo stalinista e post-stalinista.
DECLINO E MORTE DEL MITO AMERICANO
Il mito non si presenta come un blocco compatto, ma con vette, cupole, pianure: una cupola negli anni 1930- 1935 (i grandi articoli di Pavese); una pianura fra il 1934 e il 1940, con due depressioni più accentuate, nel 1936 e nel 1938; una vetta, il punto culminante, nel 1941-42 (Americana di Vittorini); poi, una lunga estensione declinante in dolce pendio, interrotta qua e là da alture, quali la montagna di traduzioni nell'Italia liberata (1944-46), e il vulcano in eruzione del «Politecnico» (1945-47). Dopo, è il declino irrimediabile, fino al livello dello zero raggiunto nel 1950.
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L'illusione americana, nell'euforia della Liberazione, dura ancora uno o due anni. Nel 1947, nessuno dubita che essa sia tramontata, nello stesso modo in cui ha fatto cilecca l'alleanza fra il partito cattolico e i socialisti e i comunisti. Pavese non trova più romanzi americani degni di essere introdotti in Italia … Nello stesso 1947, Vittorini interrompe il suo secondo discorso sull'America, quella Breve storia della letteratura americana rimasta ferma all'epoca dei pionieri. Il fatto è che egli si persuase allora, come confesserà in seguito, che la « nuova leggenda », celebrata con tanto entusiasmo nel commento ad Americana, era morta, ed era morta bambina. « Contavo su William Saroyan; e Saroyan non ha fatto che ridescrivere continuamente gli stessi gesti fino a renderli in poco tempo privi di ogni incentivo per chiunque, e meccanici, vuoti. Contavo su Erskine Caldwell; e Caldwell... oggi si confonde coi più estemporanei produttori di letteratura industrializzata ». Stessa delusione a proposito dei giovani dell'anteguerra, John Fante, Richard Wright, e dei giovani del dopoguerra, Nelson Algren, Norman Mailer, Saul Bellow, Truman Capote, Wright Morris, Flannery O'Connors.
Né Pavese né Vittorini continuano ad occuparsi di letteratura americana, dopo il 1947, se non per esprimere i loro dubbi e i loro pentimenti. Le cause di questo disincanto possono essere divise in tre categorie.
1. - Cause politiche
Sono le più evidenti. Il mito dell'America poggia fin dagli inizi su un paradosso: se conseguente con se stessa, mai la sinistra intellettuale italiana avrebbe scelto gli Stati Uniti capitalisti come terra di esilio. Li ha scelti per solidarietà sentimentale con gli emigrati di Sicilia
e per reazione contro le ingiurie rivolte dalla propaganda fascista all'indirizzo della giudeo-plutocrazia di New York. All'indomani della Liberazione, è normale che la contraddizione esploda: la sinistra marxista ritrova la sua vera patria,
Notiamo il tono moderato: Pavese esprime delle perplessità più che delle certezze. Non si assiste a una palinodia. Pavese è sì comunista, adesso, ma non dà certo alle fiamme ciò che ha adorato. Allo stesso modo Vittorini, comunista anche lui, non baratta il suo mito americano per un mito dell'U.R.S.S. : non dà ragione né a Steinbeck né a Fadeev, l'uno e l'altro colpevoli, ai suoi occhi, di cadere in un conformismo post-rivoluzionario.
Nello stesso modo in cui il mito dell'America, molto più che un'infatuazione letteraria è stato per Pavese e Vittorini un'esperienza cruciale, così il declino del mito lascia in essi un vuoto che niente più può colmare. Nel giugno 1950 scoppia la guerra di Corea. La sinistra deve abbandonare definitivamente l'America, non senza una stretta al cuore. Il
2. - Cause filosofiche
Fin dalla sua nascita, il mito dell'America poggia su una seconda contraddizione, che esplode pure dopo la caduta del fascismo. La nuova leggenda dell'uomo, quella che Pavese e Vittorini hanno creduto di trovare in America, è una leggenda ottimista, che celebra la dignità dell'uomo, la vittoria della « purezza » sulla « corruzione », vittoria conquistata a caro prezzo e rimessa in discussione di continuo, ma la lotta contro le forze che soffocano e alienano l'uomo è di per sé la migliore testimonianza della rinascita dell'uomo, della fiducia in se stesso che l'uomo riacquista dopo secoli di tenebre, d'incultura e di rassegnazione.
Ora, quale nuovo avvenimento prodottosi dopo la guerra rivela l'inconsistenza di questa metafisica dell'uomo e, nel contempo, l'errore d'interpretazione commesso a spese della letteratura americana? Quale nuovo avvenimento indica che l'uomo svincolato dall'umanesimo borghese non è affatto un uomo che cessa di essere alienato, non è affatto un uomo fiero della sua dignità di uomo, come invece piaceva credere ai cuori sentimentali? Quale nuovo avvenimento mostra che la letteratura americana ha contribuito meno di ogni altra a questa illusione?
L'avvenimento è il folgorante propagarsi dell'esistenzialismo nell'ambito della cultura europea e la scoperta che, sì, c'è un uomo nuovo, in effetti, ed è un uomo i cui tratti derivano in parte dai modelli americani: ma quest'uomo è tutto il contrario del tipo che i cuori sentimentali si attendevano, quest'uomo è un puro nulla. Sartre e Camus sviluppano al massimo le premesse filosofiche contenute nei romanzi americani e approdano alla descrizione di un mondo vuoto e arido, senza anima e senza lacrime. …
Le intuizioni di Pavese e Vittorini, disseminate lungo vent'anni di scritti, tanto più valore hanno, in effetti, quanto meno si cerchi di codificarle troppo rigorosamente. Sarebbe posto in evidenza come non solo si siano « sbagliati » sull'America — ciò avrebbe poca importanza, dopotutto — ma anche come la loro filosofia sia una chimera da sognatori. Quel che può insegnare la letteratura americana è una visione totalmente nichilista dell'uomo: dunque è giusto riconoscere che l'esistenzialismo francese ha raccolto tale insegnamento, e che solo esso l'ha raccolto, quando il sentimentalismo italiano viene già a trovarsi spoglio di ogni sua speranza.
Come dubitare di questo, quando si vede Vittorini rinunciare a scrivere quasi nello stesso momento in cui rinuncia a mitizzare l'America? Dopo Le donne di Messina, un grosso romanzo pubblicato nel 1949, egli interrompe per sempre la sua produzione romanzesca, fatta eccezione per un solo racconto,
La cosa più strana però è che, malgrado la loro interpretazione sbagliata della « nuova leggenda », tanto Vittorini quanto Pavese riuscirono a scrivere romanzi molto più belli di quelli di Sartre o di Camus. Nessun romanzo esistenzialista francese si può paragonare a Conversazione in Sicilia o a
…
Forse la differenza fra l'atteggiamento francese e l'atteggiamento italiano verso la letteratura americana si può riassumere in due nomi : Faulkner e Melville. Il mito francese si cristallizzò su Faulkner, il mito italiano su Melville. Melville è rimasto sempre il parente povero dei grandi stranieri introdotti in Francia; lo stesso si può dire per Faulkner in Italia. Dobbiamo dedurre che il largo afflato poetico di Moby Dick è più congeniale al temperamento italiano, come la disperazione caotica di Sanctuary è più congeniale al temperamento francese?
3. - Cause psicologiche
Più aspramente deluso di Vittorini, ferito più profondamente, Pavese non rinuncia soltanto a scrivere: Pavese si uccide nel 1950, e questo suicidio rivela, a quanti avrebbero potuto ignorarlo, l'angoscia in cui lo scrittore piemontese non cessò di dibattersi e il significato profondamente pessimistico della sua opera. Se egli arrivò a celebrare la virtù tonica di Melville e a cercare in America le ragioni per riacquistare la fiducia nella dignità dell'uomo, si comprende ormai che ciò non fu per intonare un peana sentimentale in gloria del genere umano, ma per riattaccarsi a un qualcosa che fosse meno insopportabilmente sinistro della sua infelicità, per sopravvivere.
…
Parimenti scolastici, per lo spirito e per lo stile, sono gli articoli e i saggi dei nuovi americanisti: da Salvatore Rosati a Fernanda Pivano, da Paolo Milano a Gabriele Baldini. Nomi ai quali bisognerebbe aggiungere, ora, quelli di Agostino Lombardo e Vito Amoruso, di Nemi D'Agostino e Glauco Cambon, di Biancamaria Tedeschini ed Elémire Zolla. Tutti, o quasi tutti, professori nelle università italiane, hanno sovente studiato o insegnato per qualche anno in una università americana. Dal 1956 al 1964, essi pubblicano a Roma una rivista (« Studi americani ») che esamina metodologicamente gli autori che la generazione del 1930 aveva scoperto un po' a casaccio, che rimette ordine, traccia prospettive e nel contempo rivede i giudizi espressi dagli illustri predecessori. È così che si torna a Emily Dickinson e a Henry James, per correggere la leggenda di un'America « barbara », violenta e antiumanista. È così che si assegna un ruolo più modesto a Sherwood Anderson e a Lee Masters, a Saroyan e a Caldwell, che si riesuma Fitzgerald e si accorda il primo posto —- senz'altro meritato — a Faulkner.
Sarebbe inutile tanto rimpiangere il caos eroico degli anni Trenta quanto rallegrarsi perché si dispone infine di un metodo storico per poter apprezzare nel loro giusto valore gli americani. Ciò che bisogna comprendere è questo: lo spirito dei tempi è mutato. La prima generazione di americanisti — i Cecchi, i Praz, i Linati — si era servita dell'America per illustrare una certa concezione dell'uomo. La seconda generazione —, i Pavese, i Vittorini, i Pintor —- se ne servì per illustrare una concezione opposta. Era inevitabile che l'ultima parola toccasse a una terza generazione, quella degli storici e dei professori, i quali studiano le cose come sono e non già secondo prevenzioni ideologiche.
In Dominique Fernandez, Il mito dell’America negli intellettuali italiani, Salvatore Sciascia Editore, Roma/Caltanisetta, 1969, p. 103-112
Friedrich Gulda,Finale alla marcia - Konzert für Violoncello und Blasorchester: 5. Satz
Una data è un evento cronologico che rende possibile ricordare gli eventi passati e fornire loro una struttura cognitiva adatta a “fare storia”.
Una data sottrae qualcosa all’ingordigia del tempo, perché il tempo lavora contro la vita, contro il futuro e dilata il passato.
Questa premessa è per dire che oggi compio 60 anni ed inizia un nuovo decennio personale: ineluttabilmente questa data, nella mia individualità, assume un significato liminale.
L’anno scorso mi chiedevo: quante vite ci sono date da vivere?
Individuavo l’unica vita biologica e, contemporaneamente, la pluralizzazione delle soggettive scansioni interne di cicli fra loro sovrapposti:
infanzia, adolescenza, formazione alla età adulta, età adulta, lavoro e lavori, politica, amore, Venezia, pre-vecchiaia.
Il tempo che resta mi assegnerà – destino volendo – forse altre due scansioni:
quella della vecchiaia in (approssimativa) salute
e la successiva vecchiaia in coabitazione con il decadimento fisico e psichico.
Poi: The End. Se tutto va bene finisco nel Pensiero Uno sperimentato e teorizzato da Silvia Montefoschi, il mio mentore consolatore. Altrimenti: il vuoto assoluto. In entrambi i casi l’Io non ci sarà più.
A ben riflettere ci sono due orologi che scandiscono il pulsare del nastro del tempo.
C’è un orologio individuale, che coincide con il ciclo biografico e che si intreccia allo psichismo interiore.
E c’è un orologio sociale, alimentato dalle trasformazioni culturali, che ha a che fare con la vita della terra e dell’universo e che è “esterno” alla singola persona.
Il Maestro di primi anni ’70 professor Carlo Tullio – Altan rappresentava in questo modo quello che lui chiamava l’Uomo in situazione :

Lo schema è di una potenza analitica estrema e suona così: nasciamo con un patrimonio bio-fisico-genetico, ci infiliamo in una cultura che ci pre-esiste e che andrà avanti anche dopo di noi, agiamo con la nostra personalità individuale dentro il mondo con nostri modelli di pensiero e di azione (che apprendiamo con la formazione e coltivazione delle competenze ed abilità) e faremo parte come attori consapevoli o inconsapevoli della società e delle sue strutture. Sempre nel flusso della storia spinta dalla politica.
Vincoli ed opportunità, dunque: ciascuno sceglie, in rapporto alla sua condizione ed alle sue strategie, quel mix di personalità, cultura e società che gli consente di lasciare il suo unico segno all’interno della traiettoria esistenziale che gli è assegnata .
In questa occasione devo, tuttavia, darmi un limite: quello di oggi è solo un compleanno, il mio infinitesimo compleanno. Poco meno di una particella nel pulviscolo della vita.
Su un diario pubblico non si scrivono saggi. Su un blog ci si racconta: ed è già molto per il Sé, soprattutto se un Tu intercetta il graffito.
Lascio da parte, solo per il momento, la questione del destino del vivente e dell’universo e faccio scorrere i due nastri temporali che mi rappresentano.
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STORIA SOCIALE E CULTURALE |
IL SOGGETTO AMALTEO |
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INFANZIA 1948-1959 Durata: 11 anni |
Costituzione della Repubblica. Guerra di Corea Legge Vanoni di riforma fiscale: i contribuenti presentano la dichiarazione dei redditi annuale. Pubblicazione dei Quaderni dal Carcere di Antonio Gramsci. Muore Stalin (1953) Invasione dell’Ungheria da parte dell’URSS Al Congresso della DC (24-29 ottobre) Aldo Moro avvia la politica di accordo di governo con i socialisti. |
Nascita e prima socializzazione, in una casa di paese con giardino. La famiglia crea lo stampo e nutre il bambino. C’è un Padre latitante per eccesso di Madre: non ci sono “colpe”, ma ci vorrà qualche creativo sforzo per venirne fuori. Gli animali (la mula Nana ed i cani Pantò e Cochi) lo aiutano ad educare l’istinto e salvano il Puer. Bocciato in seconda elementare perché: “mette tanta buona volontà, ma è immaturo …”. |


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STORIA SOCIALE E CULTURALE |
IL SOGGETTO AMALTEO |
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ADOLESCENZA 1959-1963 Durata: 4 anni |
Cosiddetto “miracolo economico” . L’Italia diventa un paese industriale: per la prima volta il numero degli addetti al settore secondario supera quello degli addetti alla agricoltura. Fanfani forma il primo governo di Centro-Sinistra (DC, PSDI, PRI con appoggio esterno del PSI). Legge istitutiva della scuola media unica obbligatoria e gratuita. |
Scampa la scuola professionale e viene iscritto alla scuola media. Prende Prime vacanze da solo: Barcellona, il Barrio Gotico, l’orchata, le Ramblas …; poi a Roma, dal farmacista con la bambina innamorata e suo fratello |


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STORIA SOCIALE E CULTURALE |
IL SOGGETTO AMALTEO |
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FORMAZIONE ALLA ETA’ ADULTA 1963-1973 Durata:10 anni |
Disastro della diga del Vajont: oltre 2000 morti e alcuni paesi completamente distrutti. Moro forma il primo governo organico di centro-sinistra (DC, PSDI, PRI, PSI.) Assassinio di Kennedy a Dallas (Texas) Usa: approvazione della legge sui diritti civili che stende i poteri del governo federale contro le discriminazioni razziali. Cina inizia la “rivoluzione culturale” (in realtà Mao farà i conti e si sbarazzerà dei suoi avversari politici). Inizio della guerra del Vietnam Grecia: colpo di stato militare “Guerra dei sei giorni”. Egitto, Giordania, Siria attaccano Israele. L’esercito israeliano, comandato da Dayan, occupa il Sinai. L’Onu ottiene i cessate il fuoco e invita gli stati arabi a riconoscere Israele. La risoluzione è respinta Trento: occupazione dell’università contro l’autoritarismo accademico. Inizia il (sopravalutato) Sessantotto. Assassinio di Martin Luther King, a Memphis (Tennessee) Assassinio di Robert Kennedy, candidato alla presidenza degli Usa. Occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe sovietiche e dagli altri paesi del Patto di Varsavia Libia: Gheddafi assume il potere (che detiene ancora oggi.) 12 dicembre 1969: attentato terroristico alla Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana a Milano. 16 morti e 90 feriti Approvazione della legge sullo Statuto dei lavoratori che regola i rapporti di lavoro e le libertà sindacali. Svizzera: viene concesso il diritto al voto delle donne (precisi come un orologio gli svizzeri!) Crisi del dollaro: gli Usa sospendono la convertibilità del dollaro in oro (decisa nel 1944). Il dollaro viene svalutato anche rispetto alle altre monete occidentali. Il Pci elegge segretario del partito Enrico Berlinguer. Cile: un colpo di stato militare porta alla uccisione del legittimo presidente Allende |
Non scampa l’Istituto tecnico industriale (“così avrai un titolo di studio …”). Diventa perito edile alla Magistri Cumacini. E’ bravo nel calcolo del cemento armato, dei muri di sostegno e dei ponti, ma incapace nel disegno tecnico. Attrazione erotico-platonica con la professoressa di italiano: lacrime, istinto di morte, preoccupazioni in famiglia. Progressiva scoperta della letteratura moderna: Hemingway, Calvino, Cassola, Primo Levi, Giuseppe Berto, Musil, Joyce (legge pure l’Ulisse!). Scrive articoli sui giornali locali e studenteschi: cinema, televisione, fantascienza … Frequenta gli ambienti di GS-Gioventù Studentesca e compagni dei licei cittadini. Nel 1968 con due amici fa un viaggio iniziatico in Germania, lungo il Reno. Riesce ad andare all’Università di Trento, facoltà di Sociologia (l’unica che non aveva catenacci all’accesso): in Via Verdi sembrava di essere in Cina, a due passi nel Duomo e nella comunità locale tutto procedeva come prima e come dopo. Autodidatta per via delle continue occupazioni dell’aristocrazia studentesca. Molti di quei “militanti” diventeranno deputati e giornalisti piuttosto pagati. Vive in una casa di “anarchici comunisti” che lo chiamano “il cattolico”. Infatti, credeva di essere cattolico, ma non aveva il soffio della fede. Rimane a Trento per tre anni. Ne conserva un bel ricordo. L’iniziazione sessuale avviene lì. Incontra Nina Simone. Non la comprende subito: è troppo proiettato a conquistare il mondo esterno. Poi cadrà nel suo I Put a Spell on You. Primo lavoro precario, in un universo quasi totalmente femminile Due mesi a Parigi, a studiare Chombart De Lauwe alla Ecole Pratique des Hautes Etudes e a rubar libri nel Quartiere Latino. Servizio militare a Merano, negli artiglieri di montagna |


Il centro di un’esistenza è l’età adulta, che nel mio orologio interiore è composta da 4 vite interne.
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STORIA SOCIALE E CULTURALE |
IL SOGGETTO AMALTEO |
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ETA’ ADULTA 1974-2003 Durata: 29 anni LAVORO e LAVORI 1973-2008 Durata: 35 anni POLITICA 1973-2001 Durata: 28 anni AMORE 1982-2008 Durata: 26 anni VENEZIA 1997-2003 Durata: 7 anni |
Le Brigate Rosse sequestrano per la prima volta il magistrato Luigi Sossi di Genova. Verrà liberato dopo un mese (1974) Lo scrittore Solzenicyn è espulso dall’URSS. Referendum sul divorzio: il mantenimento della legge Fortuna/Baslini prevale per il 59,1 %. Brescia: strage neo-fascista in Piazza della Loggia. 8 morti e 101 feriti. Strage neo-fascista sul treno Italicus: 12 morti e 48 feriti. L’attentato è rivendicato da “Ordine Nero”. Approvata la legge che abbassa a 18 anni l’età minima per il voto. Vietnam: offensiva dei guerriglieri vietcong. Gli americani abbandonano il paese Spagna: muore il dittatore Francisco Franco. Una organizzazione terroristica palestinese dirotta un aereo di linea. Un raid israeliano assalta l’aereo e libera gli ostaggi. Un grave incidente in un’industria chimica di Seveso (Milano) provoca fuoriuscita di diossina che contamina una vasta zona. Muore Mao Tse Tung (1976) I partiti comunisti italiano, francese e spagnolo formulano la strategia politica dell’eurocomunismo. In politichese per anni si parla di “terza via” (fra la socialdemocrazia e il comunismo di marca russa.) Le Brigate rosse feriscono 12 giornalisti (1977.) Cina: l’XI congresso del partito comunista cinese chiude i conti con la rivoluzione culturale di Mao ed espelle la “banda dei quattro” (1977.) Rapimento di Aldo Moro. Vengono uccisi gli uomini di scorta e successivamente viene assassinato Aldo Moro. Il suo cadavere viene lasciato nel bagagliaio di una Renault rossa posteggiata nel centro di Roma (1978.) Il socialista Sandro Pertini viene eletto settimo presidente della repubblica. Le Brigate rosse uccidono il sindacalista del PCI Guido Rossa. Cinque giorni dopo uccidono il magistrato Alessandrini. Iran: ritorno trionfale dell’ayatollah Khomeini e inaugurazione dei governi teocratici Pertini affida l’incarico di formare il governo a Bettino Craxi, che deve poi rinunciare per l’opposizione della Dc (luglio-agosto 1979.) Il finanziere della mafia Sindona fa uccidere Giorgio Ambrosoli, commissario liquidatore della Banca Privata Italiana (1979.) Usa: viene eletto presidente il repubblicano Ronald Reagan. Attentato al papa Giovanni Paolo II (1981) Il referendum respinge l’abrogazione della legge sull’aborto. Polonia: colpo di stato militare del generale Jaruzelski e repressione. Rottura dei rapporti fra Pci e Urss Palermo: assassinato il generale Dalla Chiesa (prefetto della città) sua moglie e l’agente di scorta (1982.) Il processo contro i brigatisti rossi imputati del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro termina con 32 condanne all’ergastolo.) Primo governo Craxi a presidenza socialista (DC, PSI, PSDI, PRI, PLI) (1983) Muore a Padova Enrico Berlinguer, segretario del Pci dal 1972 (1984.) Diventa segretario del Partito comunista sovietico Michail Gorbaciov che al XXVII congresso critica l’ “era Beznev” (1985/1986.) Esplosione di un reattore nucleare a Cernobil, in Ucraina (1986) La notte del 9 novembre 1989 i tedeschi dell’Est e dell’Ovest abbattono il muro che divideva in due Berlino. Il mondo passa dalla contrapposizione bipolare ad una fase nella quale riemergono i contrasti nazionalistici, etnici e religiosi. Dissoluzione dell’URSS e formazione di stati nazionali Dissoluzione della Jugoslavia e guerra civile (1991-2000) Al XX Congresso (Rimini) il Pci si trasforma in PDS Partito Democratico della Sinistra. Avvio delle indagini e dei processi di “Tangentopoli” (1992-1996) Assassinio del giudice Giovanni Falcone, della moglie e di tre uomini di scorta. Pochi mesi dopo assassinio del magistrato Piero Borsellino, assieme a cinque agenti della scorta Governo Ciampi (1993-1994) Elezioni politiche del 27-28 marzo 1994. Forza Italia si allea con il sud con Alleanza nazionale e al nord con Alle elezioni del 21 aprile 1996 la coalizione dell’Ulivo prevale con un accordo di desistenza di Rifondazione comunista. Nel 1998 il Governo Prodi cade per il no di Rifondazione comunista sulla legge finanziaria. Seguono due Governi D’Alema (1998-2000) e quello Amato (2000-2001.) 11 settembre 2001 alcuni terroristi del partito islamico fondamentalista al Qaeda dirottano aerei di linea e li fanno schiantare sugli edifici – simbolo delle Torri gemelle del World Trade Center di New York. Le elezioni del 13 maggio 2001 si concludono con la vittoria di Forza Italia e Alleanza nazionale. Il Governo Berlusconi rimane in carica per tutta la legislatura (2001-2006.) |
Consolida il suo lavoro precario che si stabilizza in lavoro dipendente. Sempre nell’universo femminile. Segue un segmento delle politiche sociali e, in questo campo, ha un certo valore di mercato. Dice del suo lavoro: “sono l’esperto di un francobollo”. Incrocia ed intreccia rapporti con persone che lasciano traccia. Le ricorda una per una. Diventa un militante (piuttosto eccessivo) del Pci. Per una quindicina d’anni (testimoniano le agende) alla sera è fuori casa per 4 o 5 sere a settimana: sezioni, federazioni, istituzioni. E’ molto favorevole alla politica del “compromesso storico” e si colloca questo ciclo riformistico/legislativo. Partecipa ai funerali di Enrico Berlinguer. Fa un grande investimento: una psicoterapia di metodo junghiano. Impara a leggersi dentro. Corregge il suo romanzo familiare. Il sogno della accettazione delle parzialità conclude quel percorso. Grazie Claudio Risè, siamo cambiati insieme. Incontra Lei, il suo Tu intersoggettivo. E’ il caso a favorire l’incontro: bastava un’impercettibile curvatura del tempo e il destino della relazione sarebbe stato altro o non sarebbe stato. Lei è il cuore pulsante della sua esistenza. Scrive libri, saggi, articoli, voci di dizionario. Crea un sito di documentazione tecnica Nel 1989 (che coincidenza!) i due Padri diventano determinanti per farlo entrare in possesso della Casa/Orto/Giardino. Questo luogo diventa uno dei pilastri fondanti del benessere degli ultimi decenni. Attorno ai 45 anni si dimette dal ruolo di dipendente e intraprende un’attività libero professionale: apprende il tormento delle fatture a partita iva. Grazie alle politiche sindacali (che lui ha sostenuto attivamente) non può cumulare i periodi contributivi: avrà solo diritto alla pensione di vecchiaia, quella dei 65 anni (stante le leggi attuali.) Abbandona la militanza attiva e diventa solo un elettore di sinistra (che vorrebbe di centro-sinistra). Il 2001 segna un suo sempre più rafforzato To Cross the Line. Fortuna e competenza gli fanno vivere 7 anni di lavoro a Venezia: perdersi e ritrovarsi fra calli, campi, salizzade; il vaporetto di notte; il buio scricchiolante del Collegio armeno … Ancora fortuna, competenze, ex colleghi gli fanno trovare committenti nella articolata e complessa Regione Lombardia, che avrà qualche difetto ma anche molti pregi. |




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IL SOGGETTO AMALTEO |
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PRE-VECCHIAIA 2003- Durata: da verificare |
Le elezioni del 9/10 aprile 2006 si concludono con una leggera prevalenza della coalizione di centro-sinistra. Ci penseranno Rifondazione comunista, Comunisti italiani a logorare per 2 anni il governo Prodi che cade nel 2008. Le elezioni del 13/14 aprile 2008 Le elezioni sono state vinte dalla coalizione composta da Il Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia, che ottenne la maggioranza assoluta degli eletti in entrambe le assemblee legislative. Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Crisi bancaria, finanziaria ed economica (in questo ordine): sembra che debbano cambiare i modi del consumo. E’ tutto da verificare |
Apre il Blog-Diario Tracce e Sentieri. Gli piace l’arte della conversazione. Non sempre ci riesce, ma impara a conoscere le persone (o meglio quello che esse vogliono comunicare) con cui intreccia un nodo più forte. Continua ad avere committenze di lavoro, ma il contesto è molto cambiato. La crisi morde anche il suo segmento. La pensione è lontana: 2013 Diventa sempre più esperto nell’“Arte di coltivare un orto e se stessi”. Lotta per non far prevalere il suo Senex e per recuperare il Puer, che pure agisce dentro. Negli occhi dei gatti, seguendo Baudelaire, anticipo l’Eternità |



| Carlo Rivolta, Attore |
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Lodi - È scomparso un grande artista. Carlo Rivolta, 65 anni, ha ceduto alla tenace malattia contro la quale non ha quasi avuto il tempo di combattere mentre ne stava combattendo un’altra. Se ne è andato stamattina (sabato) a Lodi, con la stessa discrezione con la quale aveva tenuto nascosta la malattia, nota soltanto a pochissimi amici.
Rivolta era senza dubbio un cremasco d’adozione (oltre che di origine) assai conosciuto e amato per il suo lavoro e il suo carisma.
I funerali si terranno lunedì alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, vicino a viale Milite Ignoto dove abitava.
IL SUO SOCRATE – Negli anni Ottanta Rivolta cominciò una ricerca solitaria (e straordinaria) sulle letture e l’interpretazione testuale dei grandi classici, avvalendosi di collaborazioni scientifiche prestigiose, come ad esempio Giovanni Reale, Roberto Vignolo, Massimo Cacciari. Una ricerca che ne fece “il” Socrate per eccellenza. Il suo «Apologia di Socrate» ha portato al grande pubblico la figura del filosofo greco – nel quale Rivolta aveva sempre riconosciuto il paradigma dell’uomo – ottenendo un successo prolungato e un'autorevolezza senza pari.
Rivolta era un uomo appassionato, duro con gli altri e soprattutto con se stesso, e con una coerenza adamantina. Emblematico il suo rifiuto di salire sul palcoscenico per la rappresentazione dell’Apologia la sera del 14 dicembre 2004 al teatro Valle a Roma voluta dal senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri.
Il politico, appresa la notizia della sua condanna a nove anni per mafia, improvvisò un comizio azzardando un parallelo tra sé e Socrate. «L'apologia è di Socrate e di nessun altro.
"Socrate parla all'umanità tutta per sempre" disse Rivolta ai giornalisti e chiese rispetto «per Socrate e se permettete anche per me».
Un gesto clamoroso, che l’attore sapeva bene avrebbe potuto compromettere la sua carriera.
Non si contano le letture – spesso indimenticabili – dalla Bibbia, dall’amato Gadda, da Manzoni. E i laboratori nelle scuole cremasche, che da anni portava avanti con inesausta passione.
L’IMPERATORE ADRIANO – A partire dallo scorso anno aveva inaugurato una collaborazione con la biblioteca di Crema per dei reading di grandi romanzi del Novecento. Un rapporto subito speciale con palazzo Benzoni, al quale ha regalato forse la sua interpretazione attoriale più grande di sempre, nel 2007, quando lesse da cima a fondo in 13 serate Memorie di Adriano della Yourcenar. Una lettura dove tolse strato per strato la tecnica attoriale fino a mantenere soltanto la forza e la modulazione della sua voce inconfondibile.
Con l’imperatore romano pacifista e colto che ricorda la sua vita ormai alla fine, Rivolta si immedesimò in maniera impressionante. E confidò agli amici e alla compagna e collaboratrice Nuvola De Capua che, proprio come il vecchio imperatore, suo coetaneo in quel momento nella finzione del romanzo, stava affrontando il tema della morte in maniera non soltanto artistica. Ma anche personale.
E allora, con il commosso ricordo personale di chi scrive, vogliamo qui salutare un artista che abbiamo amato molto con le ultime parole di Adriano nel romanzo capolavoro che tanto ha significato per lui. Quell’anima vagula blandula continui a vagare per il mondo insegnandoci, come ha fatto Rivolta imitando il Socrate che impara a suonare il flauto poche ore prima di bere la cicuta, che fino all’ultimo dobbiamo amare ciò che siamo, quello in cui crediamo.
Addio,
Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t'appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più... Cerchiamo d'entrare nella morte a occhi aperti…
Marco Viviani
m.viviani@cremaonline.it