Tracce e Sentieri

Luogo Tempo Eros Polis Destino

Chi sono

Utente: AMALTEO
Nome: Amalteo
2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and Blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...” (rielaborato su suggestione di Woody Allen in Manhattan, con qualche cambiamento).

Partecipano

Contatti:

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 23 novembre 2008

Nina Simone, Four Woman. Tracce ninasimoniane

Tracce ninasimoniane sui sentieri internettiani:

  • i have fallen in (platonic) love tonite. this Woman is incredible, dsignrdane
  • Four words: pure breathtaking artistic pinnacle. This performance was probably from the late sixties and yet... Does anyone agree that at the end of the video (last minute) Nina really Hip Hops a little? I know it's pretty basic, but to me it does sound like that. This woman was just ahead of time and space. Amen Nina, Nomercyu2b
  • I absolutly love this song. I heard it for the first time at a dance recital and have been in love with it ever since. RIP Nina,  mizzsandra00
  • I love her!
    Damn I love her, philanati
  • Nina Simone is a genius in the zone,  mintyoreo
  • thing i love about nina simone she is a story teller ,when she performs u have to watch right through to the end she draws you in,even when her voice isnt there shes amazing,as a performer of songs shes up there amongst the best.she just goes somewhere else, stephancan
  • She was blessed with an inspirational talent, RETROGEMS
  • She resides in my soul. Thank you for posting this,  Suzannebecky i cannot explain HOW MUCH she MEANS TO ME!, valiosisimo
  • pure soul...j'adore, Virginiaflame
  • pure genius!, virtue737

 
postato da: AMALTEO alle ore novembre 23, 2008 19:08 | link | commenti (6)
categorie: pensare bellezza, ascoltare nina simone
domenica, 19 agosto 2007

Keith Jarrett, The Köln Concert , 1975

IMG_1461Ero su tracce e sentieri ed ho trovato

Keith Jarrett,
The Köln Concert, 1975

Tutto intero.
Più di un'ora.
Per l'eternità





"Non possiedo nemmeno un seme quando comincio a suonare. E' come partire da zero. [...] Il jazz è lasciare che la luce brilli. Non cercare di accrescerla, lasciarla essere" (K. Jarrett)

postato da: AMALTEO alle ore agosto 19, 2007 18:56 | link | commenti (17)
categorie: ascoltare jazz, pensare bellezza, ascoltare keith jarrett, vivere tempo
mercoledì, 15 agosto 2007

Ancora chiamato dalle nuvole

Se le nuvole avessero braccia, abbraccerebbero
Mark Strand, 89 nuvole, Edizioni l'obliquo, Brescia 2003 , traduzione di Damiano Abeni



Al suono di Explosion in the Sky,  So Long, Lonesome

postato da: AMALTEO alle ore agosto 15, 2007 10:19 | link | commenti (18)
categorie: pensare bellezza, vivere tempo
lunedì, 06 agosto 2007

Lago di Como: Careno

Kago di Como, Careno

Vista dalla Chiesa di San Martino. La chiesetta che vedete lì in basso. Sulla punta di questo paese di forma triangolare.

Careno, Chiesa di San Martino

postato da: AMALTEO alle ore agosto 06, 2007 16:23 | link | commenti (14)
categorie: pensare bellezza, vivere tempo, vivere luoghi
lunedì, 04 giugno 2007

Cosa insegna un albero di nespole

Quasi sotto casa c'è un albero di nespole che in queste utime settimane ha anche fruttificato.
E' cresciuto in un luogo che sembrava impossibile.
Quasi in centro città, a pochi metri da una delle più trafficate strade di scorrimento.
Del tutto a ridosso di un  muro.
In mezzo ai preziosi ed ambiti posti di parcheggio.
Eppure anche in questo ambiente così ostile e pieno di ostacoli insormontabili, è riuscito a mettere radici, a cercare terra là sotto, ad attivare ogni anno il suo ciclo vitale.
Fino alle belle nespole color arancione di questi giorni.

C'è molto da apprendere da lui.
Volere vivere ovunque sei.
Assecondare la ghianda che è in te.
Farsi aiutare. In questo caso dai geometri che non hanno osato tagliarlo, dagli amministratori di condominio che lo hanno tollerato, dagli automobilisti che si tengono a quei 30 cm di distanza che gli danno un minimo di spazio.
Esprimere la "bellezza in sè". Con quella chioma che vorrebbe essere rotonda e che si inchina un poco in avanti tanto per aspirare a quello che vorrebbe essere.
Infine attirare l'attenzione su di sè.
Facendo fermare per un attimo, anche un attimo solo, chi passa veloce.

Caro nespolo: ti ringrazio di esistere.



postato da: AMALTEO alle ore giugno 04, 2007 16:17 | link | commenti (23)
categorie: pensare bellezza, vivere tempo
venerdì, 13 aprile 2007

Fare immaginazione sulla materia: Gaston Bachelard e Claude Monet

Fare immaginazione sulla materia: Gaston Bachelard e Claude Monet

Assecondo la tendenza al diario.
"Molto con poco" potrei dire.
Perchè è davvero un piccolo miracolo delle relazioni faccia a faccia poter andare, in orario tardo pomeridiano e a pochi chilometri dalla mia città, ad ascoltare 4 lezioni del professore di storia della filosofia Mario Porro in tema di immaginazione sugli elementi materiali (acqua, terra, aria, fuoco), a partire da Gaston Bachelard (1).
Farò un rapporto più dettagliato su queste lezioni, in modo che anche a te, amico/lettore di blog, possa sembrare di avervi partecipato.
Oggi vorrei solo evocare la suggestiva connessione fra Gaston Bachelard e Claude Monet (le sottolineature sono di Mario Porro):

"E tutto lo stagno è avvolto nel profumo del suo fiore fresco, il fiore giovane, il fiore ringiovanito dalla notte.
Al calar della sera — Monet l'ha visto migliaia di volte — il giovane fiore va a coricarsi sotto l'onda. Non si dice forse che il suo peduncolo la rievoca, la notte, ritraendosi sino al tenebroso fondo del limo? E così ad ogni aurora, il fiore della ninfea — immensa sensitiva delle acque — ristorato da un buon sonno nella notte estiva, rinasce con la luce, e perciò è fiore eternamente giovane, figlio immacolato dell'acqua e del sole.
Tanta giovinezza ritrovata, una così costante sottomissione al ritmo del giorno e della notte, una tale esatta puntualità nel segnare l'attimo dell'aurora, tutto ciò fa della ninfea il fiore stesso dell'impressionismo.
La ninfea è un istante del mondo, un mattino degli occhi, il sorprendente fiore d'un'alba estiva."

e poi ancora:

Il mondo vuol essere visto. Innanzi che avesse occhi per vedere, l'occhio dell'acqua, il grande occhio delle acqua tranquille, guardava i fiori sbocciare. E' proprio in simile rispecchiamento - come dubitarne? - che il mono per la prima volta prese coscienza della sua bellezza"

in Gaston Bachelard, Il diritto di sognare (traduzione di Marina Bianchi), Dedalo libri, 1974, p. 10 e 13



(1) Invito alla filosofia: il simbolismo degli elementi materiali (acqua, terra, fuoco, aria), docente Mario Porro - Storia della filosofia, Liceo statale E. Fermi, Cantù, 12, 19, 26 aprile, 10 maggio 2007
a cura dell'Auser Canturium
postato da: AMALTEO alle ore aprile 13, 2007 12:12 | link | commenti (4)
categorie: pensare bellezza, vivere psiche
venerdì, 15 dicembre 2006

Sigur Ros, Glosoli

tracceL'avevo visto qualche mese fa ....
L'emozione di poter volare.

L'ho cercato ... cercato ... cercato ...
e oggi, per caso, l'ho ritrovato




postato da: AMALTEO alle ore dicembre 15, 2006 10:18 | link | commenti (8)
categorie: pensare bellezza
venerdì, 19 maggio 2006

Nina Simone canta When I Was a Prime

legend
Sto sentendo 
When I Was in My Prime
Ascolta anche tu.
Non c'è altro da dire ... forse solo: Nina, ti amo. Vorrei poter morire ascoltando la tua voce e incontrarti nell'aldilà


When I was in my prime, I flourished like a vine.
Along there came a false young man, come stole the heart of mine.
Come stole the heart of mine

The gardener standing by, three offers he made me.
The pink, the violet, and red rose, which I refused all three.
Which I refused all three

The pink's no flower at all, it fades away too soon.
The violet is too pale a bloom, I think I'll wait till June
I think I'll wait till June

In June the red rose blooms, but it`s not the flower for me.
It's then I'll uproot the red, red rose, and plant a willow tree.
And plant a willow tree

And the willow tree shall weep and the willow tree shall mourn.
How I wish I were in my young man's arms who stole the heart of mine.
Who stole the heart of mine

And if I'm spared young year more, and if God should grant me grace.
I'll weep a bowl of crystal tears, and wash his deceitful face.
And wash his deceitful face.


Quand’ero nel fiore degli anni, fiorivo come una pianta.
Un giovane ingannatore si avvicino’, venuto per rubare il mio cuore
Venuto a rubare il mio cuore

Mentre il giardiniere stava a guardare, lui mi fece tre offerte
La rosa rosa, quella viola e quella rossa, che tutte e tre io rifiutai.
Che tutte e tre io rifiutai.

Quella rosa non ha fiori, svanisce troppo presto.
Quella viola ha boccioli troppo pallidi, penso di aspettare fino a giugno
Penso di aspettare fino a giugno

A giugno quella rossa sboccia, ma non e’ il mio fiore.
Allora sradichero’ la rossa, rossa rosa e piantero’ un salice.
E piantero’ un salice.

E il salice piangera’ e il salice si lamentera’.
Come vorrei essere tra le braccia del mio giovane che mi ha rubato il cuore.
Che ha rubato il mio cuore

E se mi sara’ evitata un’altra giovane eta’, se Dio mi fara’ grazia.
Io piangero’ una coppa di cristallo di lacrime, e lavero’ il suo volto ingannatore.
E lavero’ il suo volto ingannatore.

Tradotta Da Valeria con l'aiuto di Angelo


"Il pensare divide, il sentire unisce"
Ezra Pound
postato da: AMALTEO alle ore maggio 19, 2006 16:49 | link | commenti (16)
categorie: pensare bellezza, ascoltare nina simone, vivere donne
martedì, 21 marzo 2006

Giorgio Caproni

books and bookends 4
Poesia
Lettura di Giorgio Caproni



da:  Antologia personale di Vittorio Gassman – Poesia italiana dell'Ottocento e del Novecento, Luca Sassella editore, 2000

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l'ora
d'arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m'è giunto all'orecchio
di questi luoghi, ch'io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
quel po' di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi
per l'ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell'inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio)' confidare.

(Scusate. E una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch'io mi domando perché
l'ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l'avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l'uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch'essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare.)

Dicevo, ch'era bello stare
insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo - ed è normale
anche questo - odiati
su più d'un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos'importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l'ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te, ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m'ha chiesto se io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.

Congedo alla sapienza
e congedo all'amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.

Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento

postato da: AMALTEO alle ore marzo 21, 2006 08:55 | link | commenti (6)
categorie: leggere, pensare bellezza, vivere morire