Tracce e Sentieri

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and Blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...” (rielaborato su suggestione di Woody Allen in Manhattan, con qualche cambiamento).

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domenica, 18 gennaio 2009

Primo Levi, Se questo è un uomo

Primo Levi
Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.



postato da: AMALTEO alle ore gennaio 18, 2009 12:39 | link | commenti (18)
categorie: leggere
martedì, 16 settembre 2008

Alice Munro: "Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. ..."

Alice Munro, SCRIVERE. O SMETTERE DI SCRIVERE, luglio 2005

Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa di sostenere. Mantenere l’ordine intorno a te. Il disordine è molto più minaccioso di una volta - non è più perdonabile e disarmante, né un segno della propria creatività, ma una prova dell’arrivo della demenza senile, decisamente poco affascinante. In effetti è meno affascinante, la demenza, nelle donne che negli uomini. Lo stesso vale per l’aspetto fisico da mantenere presentabile. Richiede sempre più sforzo, non tanto arrestare il deterioramento quanto rallentarlo in modo che risulti accettabile a te stessa e agli altri. Tutte le pillole e gli esami e gli esercizi. Non puoi più martellare sui tasti, rapita alle tre di notte dal finale di una storia. Non puoi più essere il grande scrittore, quello con il brutto carattere e le cattive abitudini e la genialità graffiante dei vecchi film. Non che io lo sia mai stata (in effetti non ricordo che nessuno di questi geni sia mai stato una donna), ma l’idea è sempre sopravvissuta da qualche parte nella mia testa, come qualcosa che un giorno avrei potuto provare a essere.
Insomma: smetterei di scrivere per avere una vita più gestibile. E poi so che è molto raro produrre un capolavoro in questi ultimi anni di vita, e uno o due libri in meno non sarebbero una gran perdita per nessuno. Di sicuro non mi mancherà quel tormento - i tentativi a vuoto necessari perché una storia sia buona - o il vero e proprio orrore che provo nell’attesa che il libro venga pubblicato, per poi dar fondo al mio coraggio e uscire di casa ed esserne responsabile nel vasto mondo (in realtà sembra che sia vasto, ma il mondo dell’editoria, della critica letteraria, del pubblico dei lettori, è così piccolo che la maggior parte della gente che vive nel tuo paese, perfino nella tua cittadina, non saprà mai il tuo nome).
Non mi perderò niente, davvero.
Ma aspetta un attimo: che cosa c’era di così meraviglioso? Che cosa lo faceva sembrare irresistibile? Che cosa rendeva trascurabili questi inconvenienti? Se non è quando stai componendo il lavoro, non quando lo mandi all’editore, non quando ce l’hai in mano stampato, né quando lo leggi in pubblico o lo vedi entrare in classifica (e cominci a preoccuparti di quando ne uscirà), e nemmeno quando vince un premio, anche se devi ammettere che vincerlo è meglio che non vincerlo, allora quando è?
Il momento non è forse quello in cui hai l’idea, o meglio inciampi nell’idea, ci sbatti contro, come se stesse vagando da sempre nella tua testa? È già lì, ancora senza lineamenti precisi, ma armoniosa e brillante. Non è la storia. È lo spirito, il centro della storia, qualcosa che non è fatto di parole, ma che può sorgere alla vita, almeno a una vita pubblica, soltanto quando le parole lo avvolgono. Un oggetto ancora non guastato, ancora protetto dalle interferenze. In una forma più bella di quella che avrà mai, dopo essere stato stirato e schiacciato dentro le tue frasi. Pensa di poter essere soddisfatta da questo incontro soltanto, dal riconoscerlo e poi lasciarlo solo. Come sarebbe?
Vedremo.



Ringrazio Paolo Cognetti per avere rintracciato e tradotto questo splendido esercizio spirituale sulla pre-vecchiaia e Alessandra, del sito/blog Muoversi insieme  che gentilmente me lo ha ricordato.


postato da: AMALTEO alle ore settembre 16, 2008 17:29 | link | commenti (14)
categorie: leggere, vivere ciclo di vita
venerdì, 04 luglio 2008

Carlo Rivolta interpreta Giuseppe Pontiggia

Grandi scrittori
I grandi scrittori sono in continuo aumento
Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.

Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori
, 2002


Domani saranno due settimane dalla morte di Carlo rivolta, attore
(1943-2008, 65 anni).

Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.

Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia
(1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003
e in sala c'erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte.
Lo stile letterario di Pontiggia e la sua  nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:

  1. Corridoni Alfredo viene alla luce alle due di notte a Erba il 5 aprile 1988. E' secondogenito ...
  2. Ghioni Ludovico nato in una notte di pioggia il 19 novembre 1905 nella campagna di Pontelambro ...
 
Ai seguenti link c'è la possibilità di ascoltare alcune fra le immortali interpretazioni di Carlo Rivolta:

Se vuoi trasferire sul tuo computer o su un Dvd questi audio, segui le istruzioni qui contenute:

postato da: AMALTEO alle ore luglio 04, 2008 10:50 | link | commenti (2)
categorie: leggere, eternitĂ , carlo rivolta
martedì, 20 maggio 2008

Tracce condivise

postato da: AMALTEO alle ore maggio 20, 2008 16:41 | link | commenti (4)
categorie: leggere
lunedì, 21 aprile 2008

Gruppo di lettura: La strada di Cormac McCarthy

E' il giorno dello sfregio oltraggioso alla Costituzione della Repubblica. D'altra parte Bossi aveva fatto anche questo: in riferimento ad un magistrato di Varese poliomielitico eccitò i suoi con le parole "gli raddrizzeremo la schiena".

Per una evidente agglutinazione sincronica (energia psichica che si concentra sugli stessi oggetti) oggi succede che:

1. Prisma presenta una sua interpretazione del libro La strada di Cormac McCarthy

2. ma anche Tartarugosa presenta una sua interpretazione della Strada di Mc Carthy

3. e a me è capitato di evocare - in una conversazione fra sordi con FurioGalli - La Terra desolata di Thomas Stearns Eliot

C'è qualcosa nell'aria.
E' la desolazione che esalta l'umiliazione culturale.

La tenda del fiume è rotta: le ultime dita delle foglie
S'afferrano e affondano dentro la riva umida. Il vento
Incrocia non udito sulla terra bruna. Le ninfe son partite.
Dolce Tamigi, scorri lievemente, finché non abbia finito il mio Canto.
Il fiume non trascina bottiglie vuote, carte da sandwich,
Fazzoletti di seta, scatole di cartone, cicche di sigarette
O altre testimonianze delle notti estive. Le ninfe son partite.
E i loro amici, eredi bighelloni di direttori di banca della City;
Partiti, e non hanno lasciato indirizzo.
Presso le acque dei Lemano mi sedetti e piansi...
Dolce Tamigi, scorri lievemente, finché non abbia finito il mio canto.
Dolce Tamigi, scorri lievemente, perché il mio canto non è alto né lungo.
Ma alle mie spalle in una fredda raffica odo
Lo scricchiolo delle ossa, e il ghigno che fende da un orecchio all'altro.
Un topo si insinuò con lentezza fra la vegetazione
Strascicando il suo viscido ventre sulla riva
Mentre stavo pescando nel canale tetro
Una sera d'inverno dietro il gasometro
Meditando sul naufragio del re mio fratello
E sulla morte del re mio padre, prima di lui.
Dei bianchi corpi ignudi sul suolo molle e basso
E ossa, gettate in una piccola soffitta bassa e arida,
Smosse solo dal piede del topo, un anno dietro l'altro.
Ma alle mie spalle di tanto in tanto odo
Suoni di trombe e motori, che condurranno
Sweeney da Mrs. Porter a primavera.
Oh la luna splendeva lucente su Mrs. Porter
E su sua figlia
Che si lavano i piedi in «soda water»
Et O ces voix d'enfants, chan tant dans la coupole!

Tuit tuit tuit
Giag giag giag giag giag giag
Così brutalmente
forzata. Tiriù

da Thomas Stearns Eliot, Il sermone del fuoco, in La terra desolata
postato da: AMALTEO alle ore aprile 21, 2008 16:07 | link | commenti (8)
categorie: leggere, pensare psiche
mercoledì, 05 marzo 2008

Gruppo di lettura

Ma sì, va ...
Provo anche così.

Caro passante su queste tracce.
Si sta conversando su questi libri.
In uno si parla anche di sesso.
Argomento sempre stuzzicante. Tanto per far srotolare i Chakra.

- l'idea del gruppo di lettura era ...

- Alice Munro  Il percorso dell'amore

- Eugen Herrigel  Lo Zen e il tiro con l'arco

- Josè Saramago  Cecità

- Ian McEwan  Chesil Beach

- Marguerite Yourcenar  Memorie di Adriano

- Paolo Roveredo  Mandami a dire
postato da: AMALTEO alle ore marzo 05, 2008 18:15 | link | commenti (5)
categorie: leggere
sabato, 01 marzo 2008

Partenze e, forse, eterni ritorni

Fra le persone diverse, sui sentieri della rete, ne ho incontrata una più diversa di altre.
Una ricercatrice unica ed impareggiabile di pagine letterarie e filosofiche talvolta ai limiti della vertigine e , a volte, cariche della forza dell'appiglio.
E' svanita con un Finisce qui.
E ora con un Prossima partenza.
Mi sorprende, molto in positivo, la canzone che ha scelto per il commiato:

postato da: AMALTEO alle ore marzo 01, 2008 18:00 | link | commenti (14)
categorie: leggere
venerdì, 14 dicembre 2007

Libri per la transizione di fine/nuovo anno

books and bookends 4Fra le tante liste di Libri da regalare che si trovano sui quotidiani o sui tanti Blog-Libri mi piace il modo in cui ha impostato la raccolta dei suggerimenti Remo Bassini:

"Ho chiesto ad alcuni che vivono tra libri e scrittori e scrittura di indicare, per il mio giornale, tre titoli di libri da consigliare ..."

Ho messo sul tavolo questi:

Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori.
da tenere accanto, sul tavolo o sul comodino, per godere di una scrittura densa di leggerezza e per invitarsi ad altre letture

Cormac McCarthy, La strada, Einaudi
un padre e un figlio su un carrello da supermercato in cammino dentro una terra desolata. eppure la relazione intersoggettiva la vince sulla distruzione del paesaggio da vivere

Vito Mancuso, L’anima e il suo destino, Raffaello Cortina
perchè la domanda prima è anche la domanda ultima: “la domanda riguarda la morte e l’al di là della morte, non tanto che cosa ci sarà, piuttosto, molto più radicalmente, se qualcosa ci sarà”

Remo Bassini sta raccogliendo moltissime altre proposte che aggiorna in questo elenco: Libri da regalare

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 14, 2007 23:58 | link | commenti (5)
categorie: leggere