Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento) pamalteo@gmail.com

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martedì, 06 febbraio 2007

Resta cu’ mme

roundmidnight



No davvero. Non solo le canzoni popolari americane si prestano a diventare jazz-standard.

Sono decenni che anche quelle italiane vengono riprese, smontate e rimontate dai nostri jazzisti.
Questa notte vorrei farvi sentire:

Resta cu’ mme
rielaborata dal Michele Damato Trio.

Narrano le leggende che Dino Verde scrisse questo testo nel 1957 in mezz’ora su uno spartito musicale che gli aveva appena inviato Domenico Modugno:
“Famme pena’
Famme impazzì
Famme dannà
Ma dimme sì …
Nun me ‘mporta d’o passato
Nun me ‘mporta  ‘e chi t’ha avuto
Resta cu’mme, cu’ mme”

Ci sono versioni anche in inglese: Stay with me
Le sentiremo.
Intanto:buona notte …

… Resta cu’mme …

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 06, 2007 00:23 | link | commenti (13)
categorie: ascoltare jazz standard, ascoltare a mezzanotte