Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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Blogger: AMALTEO
Nome: Amalteo
2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento) pamalteo@gmail.com

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sabato, 19 aprile 2008

Goodnight ... Goodnight

E' stata una settimana greve.
Ma ci saranno ancora notti come questa notte.
... tante notti ...


Goodnight  Goodnight

da Miciù, Luna, Panza, Silvestro

al suono e al canto degli Spiritualized


 
postato da: AMALTEO alle ore aprile 19, 2008 23:47 | link | commenti (17)
categorie: ascoltare a mezzanotte
martedì, 25 dicembre 2007

Fiabe di Louis Armstrong

La mattina dopo "la notte", sotto l'albero di Natale, ho trovato:

 



" .... si realizza nell’evento del Natale un fenomeno che gli storici delle religioni, ma anche gli psicologi del profondo, conoscono bene. Si tratta della potenza che il rito, condiviso per lungo tempo da molte persone, finisce con l’assumere nell’inconscio collettivo e, da lì, nella vita di tutti. Anche chi coscientemente non crede, insomma, viene toccato nel profondo, anche se inconsciamente, dall’enorme energia che la preparazione e la celebrazione del rito ha prodotto nella psiche di tutti i popoli che si sono riconosciuti in quel rito, nel corso del tempo. Questo contatto, tra la psiche individuale e l’inconscio collettivo già presente in ognuno di noi, trasforma e modifica, per un periodo più o meno lungo, il nostro clima psicologico. In questa trasformazione, naturalmente, contano molto le caratteristiche simboliche e affettive presenti e attive nel rito. Nel Natale, ad esempio, compare il simbolo che più fortemente influenza la felicità dell’uomo: proprio quello del cambiamento e della trasformazione. Che realizzandosi, ci fa passare da una condizione precedente e ormai vecchia, stanca, priva di energia, a una nuova, proiettata in un futuro pieno di speranza."
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 dicembre 2007, www.ilmattino.it
postato da: AMALTEO alle ore dicembre 25, 2007 00:10 | link | commenti (8)
categorie: ascoltare a mezzanotte, ascoltare jazz - louis armstrong
domenica, 23 dicembre 2007

Interpretazioni di Silent Night

E' piena notte.
Poi, domani sarà "la notte" per cultura, storia e tradizione.
C'è una musica (una più di altre) che è annidata nella mia memoria biografica e sensoriale ed è associata al Natale.
Una gran festa, indipendentemente dai credi. Perchè tutti siamo stati piccoli ed avvolti dalla magia di questo arco dell'anno.
Così, per "atmosferizzare" le ore che precedono ho preparato una manciata di

Silent Night
Stille Nacht

Un classico si può permettere tanti stili di esecuzione e altrettanti di ascolto: voci di bambini, Tom Waits, Lisa Hannigan, Frank Sinatra, Dinah Washington, Dionne Warwick, Placido Domingo, Enya, Mahalia Jackson, Harry Connick, Johnny Cash, Barbra Streisand, Brennan Caballè, Zucchero, Chris Botti, Lena Horne e Count Basie, Nat King Cole, Sinead O' Connor, Willie Nelson, Cortoons Walt Disney, Canto gregoriano ...
Auguro al passante sulle tracce una Buona e Dolce caduta dentro questo momento.

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 23, 2007 00:55 | link | commenti (8)
categorie: ascoltare a mezzanotte
lunedì, 19 novembre 2007

Camminare per 500 passi ...

Dalla casa sul lago al posteggio occorre camminare per circa 500 passi (di cui 77 scalini).
Nel mese di novembre lassù il sole cala già alle 15 e alle 18 è buio pesto.



Quei passi, calcati nel buio,
fanno ancor più riflettere sullo scorrere del tempo.
A metà percorso una breccia nel muro fa vedere il disegno della baia.



Oggi pomeriggio con Lu abbiamo riflettuto su queste parole di Silvia Montefoschi:

Il problema fondamentale è che nella reale intersoggettività i contenuti su cui i due riflettono insieme sono contenuti che riguardano entrambi. Il punto di partenza implica il concetto che la dinamica dell’uno è uguale alla dinamica dell’altro. Tutte le dinamiche che emergono appartengono ai due e, via via riflettendo scoprono insieme che queste dinamiche appartengono a tutta l’umanità e si passa in un ambito di ricerca filosofica, in cui la dinamica umana coincide con la dinamica dell’essere.

Come si parla di intersoggettività ? non ci si può limitare a dire tu sei un soggetto non sei un oggetto, ma occorre trattare un contenuto comune, perché se ci si limita a trattare i problemi del paziente non è mica intersoggettività. In "al di là del tabù dell’incesto" dico che in gioco deve entrare anche la problematica del soggetto analista. Metterei in evidenza questo problema. Nell’intersoggettività come ne parlo io ciò che emerge è un contenuto universale.

da Intervista a Silvia Montefoschi, a cura di Tullio Tommasi


Camminare per 500 passi, il buio presto, una breccia sulla baia, il tema dell'intersoggettività, una canzone ... sono eventi che stanno assieme solo se gli si dà peso ed importanza. Come quando sulla rena di una spiaggia ciottoli, alghe, legni e barattoli formano una figura che appare dotata di significato.
E' la relazione fra gli oggetti e il soggetto che si può provare a far agire dentro di sè.

John Foxx & Harold Budd
Here And Now
in Translucence, 2003




MONTEFOSCHI SILVIA, FU UNA PIOGGIA DI STELLE SUL MIO VISO (NAPOLI 1952), LABORATORIO RICERCHE EVOL., 1989, p. 70;  MONTEFOSCHI SILVIA,  ESSERE NELL'ESSERE, RAFFAELLO CORTINA, 1986, p. 305;  MONTEFOSCHI SILVIA, IL SISTEMA UOMO. Catastrofe e rinnovamento, RAFFAELLO CORTINA, 1985, p. 234;  MONTEFOSCHI SILVIA,  C.G JUNG UN PENSIERO IN DIVENIRE, GARZANTI, 1985, p. 226;  MONTEFOSCHI SILVIA ,PSICOANALISI E DIALETTICA DEL REALE, BERTANI EDITORE, 1984, p. 150;  MONTEFOSCHI SILVIA,  AL DI LA' DEL TABU' DELL'INCESTO. Psicoanalisi e conoscenza, FELTRINELLI, 1982, p. 231;  MONTEFOSCHI SILVIA, DIALETTICA DELL'INCONSCIO, FELTRINELLI, 1980, p. 287;  MONTEFOSCHI SILVIA, OLTRE IL CONFINE DELLA PERSONA, FELTRINELLI, 1979, p. 165;  MONTEFOSCHI SILVIA, L' UNO E L'ALTRO. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico, FELTRINELLI, 1977, p. 368
domenica, 18 novembre 2007

David Byrne, Winter



E' calato il generale inverno.
Le foglie cadono più velocemente dagli alberi e sono spazzate via dal vento.
E' arrivato il momento di riprendere le buone abitudini della musica da ascoltare con gli amici.
Data l'ora: attorno a mezzanotte.

David Byrne
Winter
da "The Knee Plays"



Per saperne di più su David Byrne e sul disco occorre andare a questo post di Prisma
postato da: AMALTEO alle ore novembre 18, 2007 00:17 | link | commenti (4)
categorie: ascoltare a mezzanotte
sabato, 15 settembre 2007

Rodin-pensatoreE' da qualche giorno che ascolto, soprattutto di sera, la musica degli Einstürzende Neubauten. Più precisamente quella della loro seconda fase. O seconda vita.
Non so ... Mi affascinano ... Ecco, sì: fascinazione è la parola adatta.


Ti faccio sentire Silence is sexy:



E poi Ich Hatte Ein Wort:




Ich hatte ein Wort

Ich hatte ein Wort
ein langes, selbstgezimmertes wie eine Rinne, mit Rädern,
schmal wie ein Einbaum, oder etwas das Zement leiten soll
ein Modell zwar, windschnittig und windschief; aber meins

Ich hatte ein Wort
ein rundes, rund wie eine Orange
es hat mitunter, mitternachts, den ganzen Innenraum mir erhellt
die Frucht war nach der Natur bewachsen
einem Foto des Mondes neben dem Bett

Irgendwer hat die Bedeutung mir verdeckt
in einem Winkel ganz weit weg auch noch versteckt
Ich hab’ keinen Beweis
di di di ...
di di di ...
di di di ...
di di di ...

di di di ...
di di di ...
di di di ...
di di di ...

Ich hatte ein Wort
ein fremdes, mir sehr widerstrebend ...
es wuchs eines Tages mit kleinen Köpfen beiderseits aus meiner Haut
zu dritt dann morgens im Spiegel haben wir uns angeschaut
und habens nicht geglaubt – so unvertraut

Irgendwie hat es sich mir dann auch entdeckt
es hielt sich nicht länger in seinem Winkel versteckt
da war der Beweis

di di di ...
di di di ...
di di di ...
di di di ...

di di di ...
di di di ...
di di di ...
di di di ...

Ich bin die fernsten Winkel abgereist
auf der Suche nach der Bedeutung, diesem Beweis
nach einem Wort das ich nun endlich wieder weiss
was ich in mir trug das geb ich nicht mehr preis
ich gebs nimmermehr preis …

libera traduzione di Prisma, che ringrazio:

Avevo una parola (una parola risuonava in me… )

Avevo una parola
una lunga, schietta parola diretta come un solco, con delle ruote, una parola che ritorna,
stretta come una piroga ricavata da un tronco o come qualcosa che incanali cemento
niente più che un modellino, slanciato e battuto dal vento, ma mio

Avevo una parola
rotonda, tonda come un arancio
di tanto in tanto a mezzanotte mi illuminava dentro
il frutto di questa parola era straripante come in natura succede,
come una foto della luna accanto al letto

Qualcuno me ne ha celato il significato
e me lo ha anche nascosto in un angolo remoto
Ma non ne ho la prova
di di di…

Avevo una parola
una parola straniera, la più avversa a me…
un giorno spuntò dalla mia pelle con due piccole teste, visibili da una parte e dall’altra
e poi di mattina noi tre ci siamo raccolti davanti ad uno specchio
e lo trovai duro da credere – così poco familiare

ed in qualche modo allora si dischiuse a me
non più tenendosi nascosta in un angolo
lì era la prova
di di di…

Ho viaggiato fino agli angoli più remoti
in cerca del significato, di questa prova,
in cerca di una parola che infine ora torno a conoscere
una parola che io ho portato dentro di me e che non abbandonerò più
io non la tradirò mai più… 
postato da: AMALTEO alle ore settembre 15, 2007 23:46 | link | commenti (20)
categorie: ascoltare a mezzanotte
giovedì, 30 agosto 2007

Carmen McRae secondo Amalteo

Mi è capitato di mettere insieme una antologia della cantante jazz Carmen McRae (1920 - 1994).
Voce calda. Le pause giuste ... molto giuste. Interazione perfetta con i musicisti. Stupenda per le notti.
Sincronica per la mezzanotte ....
Lì, vicino al pianoforte, a far brillare la tradizione del canto jazz. Quando la voce tende a diventare un personalissimo strumento musicale.
Devo molto per questo ricordo all'amico Thomas, che forse sta cambiando lavoro e paese. E per la voglia di fare comunità con la musica, oltre che per l'impaginazione, a Kosmogabri
Ecco per voi, cari amici:


Carmen McRae

secondo Amalteo

L'antologia è qui: mediafire

Carmen McRae su YouTube

Carmen McRae on Wikipedia


1.He Was Too Good to Me in Book of Ballads, 1960
2.It Never Entered My Mind in Live at Sugar Hill, 1963
3.Don't Explain in Alive, 1965
4.You and I in Velvet Soul 1972
5.As time goes by in Live at the Dug, 1973
6.Duke Ellington Medley:Satin Doll-Mood Indigo
in Live in Belgrade, 1975
7.Send in the clowns in Live at Bubba's, 1981
8.My Funny Valentine in Live At Montreux, 1982
9.Besame Mucho in Live At Montreux,, 1982
10.Love me tender in Any Old Time, 1986
11.'Round Midnight in Live At Umbria Jazz, 1990
12.Poor Butterfly in Sarah: Dedicated To You, 1990
13.Take five in New York State of Mind, 1978
14.Moonlight in Vermont in Carmen in London, 1961
postato da: AMALTEO alle ore agosto 30, 2007 23:54 | link | commenti (5)
categorie: vivere agosto, ascoltare a mezzanotte, ascoltare mie antologie
mercoledì, 13 giugno 2007

Buonanotte!

Julee Cruise

Falling (1989),  Live In NYC

[via FoxyTunes / Julee Cruise]


 

E questo è per Prisma che oggi ha a sua volta proposto all'ascolto Michel Petrucciani qui.
Attenzione: sono circa 54 minuti. E' inadatto per la notte tarda!
Live at Village Vanguard, 1985

Biografia di Michel Petrucciani

postato da: AMALTEO alle ore giugno 13, 2007 00:06 | link | commenti (12)
categorie: ascoltare jazz, ascoltare a mezzanotte
giovedì, 07 giugno 2007

Tin Hat Trio, The Longest Night

I lanzichenecchi del Nord non bivaccheranno in Parlamento.
I Governo Prodi resiste al Senato sul filo senile di 160 a 155.
Un generale aspirante golpista del corpo militare della Guardia di Finanza, difeso dai topi neri di nazista memoria, è stato dipinto nella sua completa aspirazione eversiva da quel signore che è il professor ministro Tommaso Padoa-Schioppa.
Posso passare la nottata.
I lanzichenecchi con il fazzoletto verde e i fascisti interiori ed esteriori non bivaccheranno ancora in Parlamento.
Per adesso.



postato da: AMALTEO alle ore giugno 07, 2007 00:32 | link | commenti (25)
categorie: ascoltare a mezzanotte
giovedì, 08 marzo 2007

DueCavalli-DechiricoArgomentare stanca: occorrono i cavalli di Mark Strand

Sono una persona impulsiva. La pressione tende a salire ....  la sento salire.

E io ho una certa età ... devo applicare il principio della cautela.

Occorre riequilibrare.

Occorre tirare fuori il cavallo che è in me ...  i cavalli che sono in me.


Domenica scorsa Francesco Maria Gallo ha letto la poesia "Due cavalli" di Mark Strand, che mi aveva folgorato giovedì scorso.

Succede … può succedere …
E’ successo che un poeta mi è arrivato addosso per caso.
Non proprio per caso: a frequentare i blog è più facile incrociare qualcuno o sconosciuto o non conosciuto abbastanza.
Le vie dei blog sono frammentarie, intercettano pensieri volatili, spingono le persone a copiare qualcosa. Spesso qualcosa di breve. E a riproporlo. A lanciarlo come una palla al vento.
E talvolta uno scritto arriva al momento giusto.
Quella poesia, quella prosa acquista significato in un “qui ed ora” che in un'altra fase biografica non avrebbe potuto manifestarsi allo stesso modo e con la stessa intensità.
E’ successo con Mark Strand, che mi è stato segnalato da Astime.
Uno sguardo poetico sulla “quodinianità crepuscolare”.
Ma anche un potente evocatore di immagini potenti, nitide, fortissime ... come qui:

Due cavalli

Una calda sera di giugno

scesi al lago, mi misi carponi

e mi abbeverai come un animale. Due cavalli

mi si affiancarono, per abbeverarsi anch'essi.

È stupefacente, pensai, ma chi lo crederà?

I cavalli mi scrutavano di tanto in tanto, sbuffando

e scrollando la testa. Sentii il bisogno di rispondere, così anch'io

sbuffai, ma esitando, come se in realtà non volessi essere udito.

I cavalli dovevano avere percepito che mi reprimevo.

Si scostarono un poco. Poi pensai che forse mi avevano conosciuto

in un'altra vita - quella in cui ero stato poeta.

Forse avevano persino letto le mie poesie, perché a quell'epoca,

in quel tempo vago in cui il nostro ardore non aveva limiti,

cambiavamo stile quasi con la stessa frequenza con cui cadevano giorni nell'anno.

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E io, come esercizio psicologico di rilassamento faccio altrettanto:

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Il risultato è altamente impari.
Ma la poesia ha una forza simbolica tale da attutire ogni possibile senso di inferiorità.

La mirabile traduzione di Mark Strand  è di Damiano Abeni.
Che mi ha scritto:
"Vi ho trovati su google - e vi ringrazio per lo spazio concesso a Mark, il consiglio musicale, e le buone parole spese per il modesto traduttore.
Ma se vi piace questo "ambiente" vi piacerà tutto il libro, e anche i precedenti.
Comunque, continuate così! 
Un saluto da Damiano Abeni
14 marzo 2007
postato da: AMALTEO alle ore marzo 08, 2007 00:21 | link | commenti (8)
categorie: leggere poesia, leggere mark strand, ascoltare a mezzanotte