


Il problema fondamentale è che nella reale intersoggettività i contenuti su cui i due riflettono insieme sono contenuti che riguardano entrambi. Il punto di partenza implica il concetto che la dinamica dell’uno è uguale alla dinamica dell’altro. Tutte le dinamiche che emergono appartengono ai due e, via via riflettendo scoprono insieme che queste dinamiche appartengono a tutta l’umanità e si passa in un ambito di ricerca filosofica, in cui la dinamica umana coincide con la dinamica dell’essere.
Come si parla di intersoggettività ? non ci si può limitare a dire tu sei un soggetto non sei un oggetto, ma occorre trattare un contenuto comune, perché se ci si limita a trattare i problemi del paziente non è mica intersoggettività. In "al di là del tabù dell’incesto" dico che in gioco deve entrare anche la problematica del soggetto analista. Metterei in evidenza questo problema. Nell’intersoggettività come ne parlo io ciò che emerge è un contenuto universale.

E' da qualche giorno che ascolto, soprattutto di sera, la musica degli Einstürzende Neubauten. Più precisamente quella della loro seconda fase. O seconda vita.
Julee Cruise
Falling (1989), Live In NYC
[via FoxyTunes / Julee Cruise]
E questo è per Prisma che oggi ha a sua volta proposto all'ascolto Michel Petrucciani qui.
Attenzione: sono circa 54 minuti. E' inadatto per la notte tarda!
Live at Village Vanguard, 1985
Argomentare stanca: occorrono i cavalli di Mark Strand
Sono una persona impulsiva. La pressione tende a salire .... la sento salire.
E io ho una certa età ... devo applicare il principio della cautela.
Occorre riequilibrare.
Occorre tirare fuori il cavallo che è in me ... i cavalli che sono in me.
Domenica scorsa Francesco Maria Gallo ha letto la poesia "Due cavalli" di Mark Strand, che mi aveva folgorato giovedì scorso.
Succede … può succedere …
E’ successo che un poeta mi è arrivato addosso per caso.
Non proprio per caso: a frequentare i blog è più facile incrociare qualcuno o sconosciuto o non conosciuto abbastanza.
Le vie dei blog sono frammentarie, intercettano pensieri volatili, spingono le persone a copiare qualcosa. Spesso qualcosa di breve. E a riproporlo. A lanciarlo come una palla al vento.
E talvolta uno scritto arriva al momento giusto.
Quella poesia, quella prosa acquista significato in un “qui ed ora” che in un'altra fase biografica non avrebbe potuto manifestarsi allo stesso modo e con la stessa intensità.
E’ successo con Mark Strand, che mi è stato segnalato da Astime.
Uno sguardo poetico sulla “quodinianità crepuscolare”.
Ma anche un potente evocatore di immagini potenti, nitide, fortissime ... come qui:
Due cavalli
Una calda sera di giugno
scesi al lago, mi misi carponi
e mi abbeverai come un animale. Due cavalli
mi si affiancarono, per abbeverarsi anch'essi.
È stupefacente, pensai, ma chi lo crederà?
I cavalli mi scrutavano di tanto in tanto, sbuffando
e scrollando la testa. Sentii il bisogno di rispondere, così anch'io
sbuffai, ma esitando, come se in realtà non volessi essere udito.
I cavalli dovevano avere percepito che mi reprimevo.
Si scostarono un poco. Poi pensai che forse mi avevano conosciuto
in un'altra vita - quella in cui ero stato poeta.
Forse avevano persino letto le mie poesie, perché a quell'epoca,
in quel tempo vago in cui il nostro ardore non aveva limiti,
cambiavamo stile quasi con la stessa frequenza con cui cadevano giorni nell'anno.
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
E io, come esercizio psicologico di rilassamento faccio altrettanto:
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder