Tracce e Sentieri

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and Blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...” (rielaborato su suggestione di Woody Allen in Manhattan, con qualche cambiamento). EMail: pamalteo@gmail.com. Blog For Nina Simone: http://amalteo.wordpress.com

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venerdì, 23 maggio 2008

Edward Elgar: Enigma Variations

Alla ricerca di Tracce musicali per l'amica PerlaSmarrita.

Edward Elgar (1857-1934)
Variations on a Original Theme, Op.36 ENIGMA
Enigma-Variationen

Theme (Andante)
1.   C.A.E. L'istesso tempo
2.   H.D.S.-P, Allegro
3.   R.B.T. Allegretto
4.   W.M.T Allegro di molto
5.   R.P.A. Moderato
6.   Ysobel - Andantino
7.   Troyte - Presto
8.   W.N. Allegretto
9.   Nimrod -  Adagio
10. Intemezzo: Dorabella - Allegretto
11. G.R.S. Allegro di molto
12. B.N.G. Andante
13  Romanza - Moderato
14. Finale: E.D.U. Allegro Presto





I compositori britannici - in misura preminente Edward Elgar (1857-1934) e Frederick Delius (1862-1934) - si affacciano alla ribalta, mostrandosi in grado di offrire un contributo personale e memorabile, soltanto quando ormai le grandi creazioni che costituiscono il nucleo centrale del romanticismo devono essere osservate con uno sguardo retrospettivo.
Di solito si ritiene che nella prima e più importante parte del XIX secolo la musica inglese abbia perduto molte occasioni, accettando una servile subordinazione agli influssi stranieri (Mendelssohn, Gounod) ed essendo inoltre penalizzata dall'assoluta incompatibilità fra l'etica vittoriana e l'estetica romantica.
Negli anni Trenta del secolo si potè per qualche tempo credere che i compositori inglesi potessero offrire allo sviluppo del romanticismo un contributo altrettanto notevole quanto quello che i poeti loro compatrioti avevano saputo dare al romanticismo letterario. Ma purtroppo, la promessa non fu mantenuta. Due personaggi che mostravano un potenziale interessante, Robert Lucas Pearsall e Henry Hugo Pierson, lasciarono la madrepatria senza però arrivare a farsi una solida reputazione all'estero; altri, per esempio Samuel Sebastian Wesley e William Sterndale Bennett, che rimasero in Inghilterra riscuotendo un relativo successo, sarebbero forse riusciti ancora meglio se avessero avuto a disposizione un clima culturale più propizio. Se consideriamo John Field nel novero dei compositori inglesi, possiamo dire che questi ultimi abbiano in effetti dato un loro apporto alla musica protoromantica: Field era nato a Dublino nel 1782, ma visse a Londra dal 1793 al 1802, prima di stabilirsi in Russia. I suoi notturni (il primo composto nel 1812) inaugurano questo genere fra i più tipici del romanticismo, e sebbene un certo sciovinismo nazionalista possa affermare che si tratta di un'invenzione inglese (o irlandese), essa ebbe ben poca influenza sulla musica inglese stessa: oggi, anzi, sembra probabile che sia stato piuttosto J.B. Cramer (nato in Germania ma residente in Gran Bretagna) ad aver avuto un effetto più concreto sullo sviluppo della composizione pianistica in Gran Bretagna, soprattutto sull'opera di William Sterndale Bennett. Bennett fu uno dei pochi musicisti capaci di assimilare l'influsso di Cramer e di Mendelssohn - nell'Inghilterra dell'Ottocento la prima rappresentazione dell'oratorio Elia, a Birmingham, avvenuta nel 1846, fu il momento chiave in cui si esprimeva l'influenza della civiltà musicale europea - senza apparire un pedissequo e scadente imitatore. Bennett ottenne qualche successo come autore di "ouverture romantiche da concerto", come La tempesta e Le ninfe del bosco, ma abbiamo di lui almeno un'opera di carattere "astratto", la Sonata per violoncello e pianoforte (1852) in cui il musicista rivela una vera capacità di creare una composizione strutturata con soddisfacente solidità.
Nel campo della musica orchestrale e strumentale simili realizzazioni erano eccezionali: ancor meno favorevoli le prospettive per la nascita di una vera e propria opera romantica inglese. Quella che appunto va sotto la definizione di "opera romantica inglese" merita di essere così denominata più per l'argomento che per la musica: quest'ultima non riesce mai a conseguire la forza espressiva e la persuasività drammaturgica, sia rispetto alla struttura del personaggio, sia nella strutturazione di una forma adeguatamente unitaria, delle migliori che l'Europa continentale ha saputo offrire.
Esiste tuttavia musica di qualche pregio nelle opere di Michael Balte, Edward Loder e Vincent Wallace, risalente al periodo anteriore al 1870. Dopo di allora, l'influsso di Wagner e di Strauss, oltre che di figure minori come Raff, ebbe effetti poco positivi sulla situazione, e sebbene sia Hamish MacCunn che Delius sappiano dare buona prova di sé come autori di opere, resta evidente che per trovare un'opera inglese che rappresenti il meglio del genere dopo Purcell dobbiamo aspettare il 1945, con il Peter Grimesdi Britten. Soltanto Ethel Smyth, benché le sue opere per la scena siano apparse ben presto datate, sembra aver prefigurato i pregi drammaturgici di uno stile fiorito in un'epoca successiva.
L'Inghilterra del XIX secolo non offriva un buon terreno di coltura ai principi del romanticismo, anche perché la nuova classe media, potente in senso economico e politico, era caratterizzata piuttosto da una forma di flilisteismo puritano che da amore per la cultura e apertura mentale. Perciò non sorprende che il primo compositore capace di creare un tardo romanticismo inglese all'altezza di quanto si faceva all'estero, fosse un musicista in cui erano fortemente sentite le tensioni fra il conformismo sociale della media borghesia e un sentimento che può essere definito soltanto come una sorta di misantropia cattolica. Per quanto si tenda a tenere in alta considerazione i precursori di Elgar, da Julius Benedict, allievo di Weber, a Parry e a MacCunn, soltanto con le prime cantate di Elgar, appunto, furono gettate davvero le fondamenta di quel romanticismo. Solo allora, come afferma Stephen Banfield, i compositori inglesi si unirono ai loro "fratelli romantici degli altri paesi e delle altre arti nell'accettare come fonte di creatività le forze contrapposte" degli artisti contro la società e "la congenita alienazione" degli artisti nella società.
Di certo possiamo leggere nella vita di Elgar quella "congenita alienazione" come fonte ispiratrice di una musica dotata di intensità emotiva che non ha precedenti in Gran Bretagna. Perfino i suoi canti corali scritti nell'ultimo decennio del secolo possono sembrare segnati da una sorprendente disinvoltura rispetto a esempi più tipici dello stesso genere, come quelli di Parry. Elgar era in grado di infondere nella forma una concentrazione emotiva più potente di quanto sapessero fare Parry, Stanford o qualunque altro inglese suo contemporaneo. Quindi, il debito stilistico verso altri compositori - Brahms, Strauss - finisce con l'avere ben scarso peso, e la produzione orchestrale, corale e cameristica del ventennio che intercorre dalle variazioni Enigma (terminate nel 1899) al Quintetto con pianoforte (terminato nel 1919) costituisce un contributo fra i più pregevoli dell'intero repertorio romantico. Per quanto Delius, e altri, commentassero con disprezzo i vari richiami a Wagner, Verdi, Mendelssohn e Brahms presenti nella Prima Sinfonia di Elgar, non c'è dubbio che quest'ultima opera abbia una forza strutturale e un preciso punto focale come lo stesso Delius non sa mai uguagliare, se non forse quando riesce a dare ai suoi prediletti flussi ambivalenti quel senso di autentica ineluttabilità riconoscibile, secondo alcuni, nel Concerto per violino (1916). Delius è un originale, ben più di Elgar; nella sua evoluzione la musica di Debussy ha un ruolo cruciale, il che gli permette di allontanarsi più di Elgar dalle tecniche peculiari alla musica romantica, e al tempo stesso di conservare quell'accento sul sentimento puro, immediato, così fondamentale nel mondo espressivo del romanticismo.
In Elgar c'è un grado inferiore di estasi e di sensualità: meno riflessione, meno nar-cisistno: ma in compenso, il musicista sa dare una risposta nel complesso più dinamica al dolore e all'alienazione. Inoltre, rispetto alle più vitali tendenze evolutive del romanticismo, Delius si pone in un atteggiamento di totale indipendenza: se ne ha la misura nel distacco dimostrato dal compositore inglese nei confronti delle tante cose interessanti e importanti che avvenivano in Francia, la sua patria di adozione, prima che Debussy facesse la sua comparsa.
...
"dal nostro attuale punto di vista Elgar ci sembra ugualmente appartenere a quella scuola di compositori inglesi dl primo novecento che si mantennero sostanzialmente appartati dall'avanguardia europea, coltivando uno stile marcatamante lirico, tardi romantico "
in Enciclopedia della musica, Il sole 24 ore, 2008, volume III
le altre tracce nei due volumi dedicati alle avanguardie musicali del novecento sono estremamente frammentarie e deboli
è curioso: si tratta di ben 1440 pagine
...
incredibile
nessun cenno in Il novecento - volume 18 Musica (edizioni corriere della sera circa 630 pagine
collana curata da umberto eco e collaboratori
avevo il sospetto che umberto eco vivesse ormai solo sul riflesso sulla sua fama.
confermo.
...
Più precisa la Garzantina Musica:
Elgar Edward (Broadheat, Worcester, 1857 - Worcester 1934) compositore inglese. Studiò dapprima col padre, organista e commerciante di articoli di musica, ; completando in seguito la propria formazione da au-i todidatta. Dopo aver svolto attività orchestrale, come ; strumentista e direttore, succedette nel 1885 al padre come organista nella chiesa di Saint George di Worcester. Dal 1889 si dedicò interamente alla composizione. Si affermò con l'oratorio Lux Christi (1896),ma la sua fama crebbe rapidamente dopo le esecuzioni, al festival di Birmingham del 1899 e 1900, rispettivamente delle Variazioni sinfoniche op. 36 (14 Variations on an Originai Theme: «Enigma»), e dell'oratorio The Dream ofGerontìus. La sua abbondante produzione comprende: altri 2 oratori, The Apostìes E (1903) e The Kingdom (1906); 6 cantate, una quarantina di cori profani a cappella, 4 anthems, 4 litanie e altra musica sacra; l'ouverture per orchestra Froissart op. 19 (1890), la Serenade per archi op. 20 (1892), Serenade lyrique (1899), Chanson du rnatin e Chanson du soir per piccola orchestra op. 15 (1901), le ouvertures sinfoniche Cockaigne op. 40 (1901) e In thè South op. 50 (1903), le 5 Pomp and Circumstance Marches per orchestra ( 1901-07), Introduzione e Allegrò per archi con quartetto solista op. 47 (1907), 2 suites per orchestra (op. la e op. lb, 1907 e 1908), 2 sinfonie (op. 55, 1908, e op. 63,1910), Elegy per archi (1909), i pezzi sinfonici Falstaff op. 68 (1913) e Polonia op. 76 (1915); Severn Suite op. 87 (1930) e alcune marce per ottoni; la Romanza per fagotto op. 62 (1910); i concerti per violino e orchestra op. 61 (1910) E
e per violoncello e orchestra op. 85 (1919); composizioni per voce recitante e orchestra; 2 quartetti, 1 quintetto per archi e pianoforte e 1 per fiati, sonate e pezzi per violino e pianoforte, liriche; musiche di scena, 1 balletto. Compositore di stile eclettico, influenzato soprattutto dal tardo romanticismo tedesco. E. conserva tuttavia spiccati caratteri nazionali che gli hanno guadagnato grande considerazione in patria; molto meno eseguito è invece all'estero, dove è nota solo la sua produzione oratoriale e sinfonica.2

tuttavia , neppure qui un cenno a "Variazioni enigmatiche "
...
"autodidatta ebbe un buon successo nel 1896 con l'oratorio lux christi ma furono soprattutto le "Variazioni Enigma" del 1899 a dargli fama in tutta l'inghilterra (in Andrea Zaniboni,  Guida all'ascolto della musica da camera dell'800 , franco muzzio editore, pag 139.
il disco è qui:
http://www.ibs.it/disco/0028947456124/edward-elgar-3-philharmo/variazioni-enigma-concerto.html

...
dice wikipedia (mai fidarsi di wikipedia, controllare sempre. la rete è piana di megalomani):
http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Elgar

...
c'è anche un libro:
Sams Eric, Variazioni con enigma svelato. Saggi su Elgar, Schubert e sul confine tra musica e letteratura
qui:
http://www.liedersoundarchive.org/scheda%20Elgar.htm

...
interessante questa intervista a jeffrey tate:
http://www.sistemamusica.it/2006/maggio/25.htm
postato da: AMALTEO alle ore maggio 23, 2008 13:41 | link | commenti (3)
categorie: ascoltare classica