Tracce e Sentieri

di Amalteo

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and Blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...†(rielaborato su suggestione di Woody Allen in Manhattan, con qualche cambiamento).

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sabato, 08 novembre 2008

Toumani Diabaté, concerto a Ferrara, Piazza Castello, 24 luglio 2008

Questo è un ricordo di una sera di estate: un bel ricordo. C’è voluto qualche tempo a mettere assieme i pezzi che aiutano la memoria: ora è possibile lanciarli nello spazio.

L’incontro con Toumani Diabatè era già avvenuto con l’ascolto del suo disco Mandè Variations.

Ma quel giorno c’era l’occasione di assistere ad un concerto dal vivo, alla fine del ciclo “Ferrara sotto le stelle”, in Piazza Castello. Potevamo vedere da vicino , oltre che ascoltare, il maestro della kora, l’antica arpa del Mali. Un segno della fortuna da non mancare

Jazzfromitaly aveva dato il primo impulso con la sua descrizione del concerto di Sermoneta. Appunti di gola aveva fornito le prime coordinate (da noi poi seguite) per la conoscenza della città.

Ma c’è stato qualcosa di più: l’appuntamento alle sei della sera, sotto la Cattedrale, con Clearbook, l’amica con cui avevo già parlato a lungo con le tecnologie internettiane e cioè indirettamente:

 

La comunicazione virtuale dei blog ha rafforzato la realtà di un’altra forma dell’incontro: quella di vedere con gli occhi una persona che si era solo immaginata. Era già avvenuto a Firenze con Dodo. C’è un attimo di pochi secondi in cui il tempo si riempie di energia: gli occhi si incrociano, c’è un frammento di incertezza e poi il riconoscimento si trasforma in conoscenza. Ecco una variante umanissima dell’intersoggettività. Clearbook, biancovestita, con l’uomo del suo destino.

E ora vi invito a presentificare dentro di voi il concerto. Anche se non c’eravate ho lavorato affinchè ci foste

 

 

Già dalla preparazione del palco e dalla presenza dei vari strumenti musicali  realizziamo che questa sera Toumani non sarà solo. Pensavamo ad un “solo live” ed invece sarà un magnifico “corale” di gruppo.

Grazie a ReeBee e Dodo (in sincronica simultaneità) posso dire la formazione:

  • Toumani Diabaté alla kora,
  • Kasse Mady Diabaté alla voce,
  • Fanta Mady Kouyate (chitarra elettrica),
  • Mamadou Fofana (piano acustico, flauto, calabash),
  • Fode Kouyate (percussioni),
  • Mohamed Koita (basso) 
  • Sidiki Diabaté (kora).

Alle 21 e 45 Toumani Diabatè, avvolto nella ampia tunica giallo-oro, fa il suo esordio e si siede come in un rito sacrale dietro allo strumento con il quale sembra fare tutt’uno, come in una gestalt:



Solo lui, la sua kora e questa traccia musicale:

 


Si tratta di una traccia di Mandè Variations, che qui sentirai nel modo in cui l’ha “incantata” quella sera:

Dopo il concerto prende un’altra piega: la manifestazione si fa interattiva e gli altri musicisti entrano in scena progressivamente, come dei magici folletti che animano una fiaba. Prima il figlio
Sidiki Diabaté , da lui amabilmente sostenuto con sguardi di orgoglio paterno, anche in un duetto mozzafiato fra le due generazioni.



Il giovane usa stilemi moderni, ma dentro la tradizione, perché ogni innovazione è sempre una tradizione ben riuscita.

Successivamente emerge il pianista Mamadou Fofana, vestito di bianco. Il suo swing è di derivazione jazzistica e l’inserto è di cultura classica.  Sono io quello che grida “bravo!”. Bonne chance, Mamadou: ti auguro un grande futuro




Ora è il momento del chitarrista
Fanta Mady Kouyate. Un lento farsi avanti. Anche qui il linguaggio musicale mostra le contaminazioni fra antico e moderno.





Poi Toumani racconta delle relazioni fra la musica africana, quella classica, il rock e il jazz. E spiega, come ha fatto dovunque, la fisicità animale e tecnica della kora e il suo funzionamento acustico. Il dito pollice sinistro per il basso, il dito pollice destro per la melodia, i due indici per l’improvvisazione. Bass, Melody, Improvisation:



 
Infine, a tarda notte, la chiusura del concerto. Toumani inizia una specie di trattattiva con il pubblico: “How many pieces”? “Five, Ten, Eleven” si sente nella piazza ormai sovraccarica di gusto per la vita. “Do youn want to sing?”
“Yesss”
E allora “listen to the guitar”
Pochi accordi ripetuti più volte per aiutarci a memorizzarli, in una sorta di apprendimento collettivo. Ad aiutarci è il cantante Kasse Mady Diabaté
, da lui chiamato “wonder brother”



Il concerto siamo diventati noi, persone riunite in quel momento che è parte della eternità. Un lallalallalalla sempre meno incerto, più vigoroso e alto.

Siamo in ipnosi: è bello perdere l’individualità e fondersi nel collettivo, soprattutto quando è la coscienza a guidare il processo alchemico.

Toumani, con le mani tese e le palme rivolte verso il cielo sprona, incita, accompagna.

Tutti in piedi, chi ancheggiando, chi dondolando, chi saltando. Si sentono le vibrazioni interne, i capelli delle donne oscillano: il ritmo si impadronisce della psiche.

Tutti, proprio tutti (anche un sessantenne pre-vecchio) a battere il tempo con il corpo.

Un unico, spettacolare eccezionale bis durato 40 minuti!.

Attorno a mezzanotte ci sperdiamo, ciascuno con la sua unica e galvanizzata personalità

 

 



Le fotografie sono di Luciana e gli audio-video di Amalteo. E grazie ancora a Dodo e Maurizio ReeBee per le informazioni sui nomi dei musicisti.

Leggi anche:

-> Fratelli di kora Video di ALESSANDRO "MOUSSA" CIACCINI

-> recensione di Mariam di Mamadou Sidiki Diabate

-> recensione di The Mande Variation di Toumani Diabate


Commenti
#1   08 Novembre 2008 - 14:24
 
adoro il jazz. Conosci antonio Faraò ( pianista jazz di Milano) Cmq
bentrovati !
Ti aspetto da me se ti va .
terra
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#2   08 Novembre 2008 - 15:28
 
Una delle caratteristiche dei blog, dei buoni blog come il tuo, è quella di avere un enorme potere di comunicare. E non solo proprie emozioni o proprie esperienze, ma anche eventi, fatti, avvenimenti che hanno dello storico, e che rimengono impressi nella nostra memoria culturale.

Rino, ascoltando.
utente anonimo

#3   08 Novembre 2008 - 18:54
 
gentile splendidarosa
toumani diabatè non è propriamente jazz. tuttavia nelle sue corde corre anche il jazz
vedo che sei appena entrata nelle rete dei blog.
buone avventure
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#4   08 Novembre 2008 - 18:57
 
grazie rino
ho "lavorato" molto per questo post (i trasferimenti dei video e degli audio richiedono molte conversioni e uso di procedure).
si impara facendo.
ma la soddisfazione per sè e per gli altri è molto energetica e salutare
ora c'è un ricordo condiviso di una serata memorabile
a presto, carissimo
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#5   08 Novembre 2008 - 19:36
 
Hai lavorato molto, ed il risultato è splendido.
Ci hai fatto vivere dentro quella serata, respirandone la gioia e l'energia.
Grazie.
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#6   08 Novembre 2008 - 20:38
 
ti ho detto della passione per la musica africana, ali farka toure salif keita baba maal geoffrey orema mori kante ray lema ismael O, toumani diabate, li voglio nominare proprio TUTTI in quanto cordata energetica e spirituale di figli e di fratelli di madre africa! toumani diabate ha fatto tante session con ali farka toure e con salif keita.

la conoscenza dell'energia di questa musica è stata per noi occasione di risveglio e di stupore e di felicità di un apprendimento di una modalità esistenziale, non lascia indenni ascoltare uno di questi "fasci d'energia" e sentire in tutte le fibre nostre che il risveglio sta accadendo, che il nostro cuore sta palpitando nell' avvertire un collegamento con i loro cuori che sono aperti vulnerabili ed affidati anzi abbandonati al flusso vitale dell'esistenza, noi abbiamo bisogno di fare tecniche corporee, di fare bionergetica per sperimentare il grounding, loro no! loro sono naturalmente collegati a madre terra, hanno per dotazione posture bioenergetiche, corrono il rischio di essere vivi! e la musica è sangue è linfa che scorre nelle vene e la voce è La VOCE straziata ed estatica di un essere vivente di questo pianeta terra! e la danza il movimento è connaturato all'esserci, il respiro è ritmo, il qui e ora non è da imparare sanno cos'è! sarà l'immunità dalle seghe mentali, sarà una totale assenza di propensione ai culti dell'ego e alle derive decadenti ma ho sempre pensato di questi figli d'africa che fossero canali di qualcosa che a noi non è più dato appartenere (di qualcosa per noi perduto nella notte dei tempi!)

il tuo racconto è vibrante caro amalteo, è degno di raccontare della vibrazione della kora, mi piace perchè ti metti a nudo dicendo del sentire senza mezzi termini e riuscendo a rendere quasi palpabile l'emozione che si prova quando si annulla l'individualità e si vibra tutt'insieme accomunati..conosco molto bene queste sensazioni per averle provate quando come te mi sono lasciata andare nei concerti dal vivo e la vibrazione si accumula si espande è come uno stato alterato di coscienza, una droga buona però! naturale prodotta da sé!

sono esperienze toccanti dove sentiamo di essere vivi dove circola una gioia possibile dove siamo in una caduta di ego! bellissima rigenerazione per psiche e per cuore!
amalteo sai essere così appassionato e non dimenticare le ragioni della coscienza perché ambedue, cuore e mente, debbono essere vivi e presenti nel nostro umano passaggio!

"i capelli delle donne oscillano", i corpi assecondano il ritmo della musica e la radiosità si stampa sui volti! dovremmo vederci in quei momenti non siamo più noi! trasfigurati! e poi qualcuno viene a irridere la spiritualità e a parlare di nevrosi di gruppo, di psicolabilità, di suggestione collettiva?! io dico la mia: sento e penso che è l'estasi che riaffiora nonostante si faccia di tutto per reprimerla per ricacciarla indietro, trova comunque uno spiraglio per riaffiorare, per scuoterci e per farci inequivocabilmente provare che stiamo sperimentando noi stessi in un altro modo!
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#7   08 Novembre 2008 - 21:22
 
inizio col dire che ne è risultato un vero capolavoro, da tutti i punti di vista... compreso il commento di papaverodicampo.
grazie
ciao

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#8   09 Novembre 2008 - 08:55
 
Una CONNESSIONE:

Ludovico Einaudi - I giorni - 2001

1. MELODIA AFRICANA I
2. I DUE FIUMI
3. IN UN’ALTRA VITA
4. MELODIA AFRICANA II
5. STELLA DEL MATTINO
6. I GIORNI
7. SAMBA
8. MELODIA AFRICANA III
9. LA NASCITA DELLE COSE SEGRETE
10. QUEL CHE RESTA
11. INIZIO
12. LIMBO
13. BELLA NOTTE
14. CANZONE AFRICANA IV

Articolo di: Christian Verzeletti Del 01/02/02
Poche parole. Ci vorrebbero poche parole per descrivere la musica di Ludovico Einaudi. Ma soprattutto ce ne vorrebbero di diverse, leggere, ognuna con un senso e un luogo proprio, al di fuori di quel quotidiano che le costringe.
Solo una tale essenzialità potrebbe avvicinarsi ad una forma apparentemente muta come quella strumentale, e soprattutto a composizioni centrate su quella vita che nella sua vastità ci comprende e ci sfugge giorno dopo giorno.
“I giorniâ€, appunto. Nient’altro che un pianoforte per chi non lo sapesse. E un uomo. Con la sua anima. Come se fosse poco.
L’IDEA NASCE DA UN VIAGGIO IN MALI, UN GIRO IN AUTO A BAMAKO CON L'AMICO MUSICISTA TOUMANI DIABATE e una melodia popolare trasmessa alla radio. Ludovico sente quella melodia, ne prende lo spirito, una voce muta, legata alla terra, che si può sentire levarsi dal suolo africano solo una volta che si è sul luogo. Un lamento, un afflato, che è comune a molte sue composizioni da cui si sprigiona un respiro lento, soppesato. E così quella melodia diventa il tema portante che percorre il disco.
Un concetto mistico che passa per le mani di un uomo, per gli spazi silenziosi che vivono tra le note di un pianoforte ed i suoi pensieri. Vani i paragoni con altri pianisti moderni, forse qualche affinità con Michael Nyman, ma per il resto troppo ermetico Brad Mehldau, troppo psicologico Keith Jarrett, troppo solenni i classici del passato: la musica di Ludovico Einaudi è intima e personale, quasi materna nella sua silenziosa dedizione alla vita. Una rivelazione, non solo nel panorama musicale, in cui è ormai pienamente affermato.
Titoli come “In un’altra vitaâ€, “Stella del mattinoâ€, “I giorniâ€, “La nascita delle cose segreteâ€, “Quel che resta†e “Inizio†affermano un’attenzione dello spirito che è palpabile all’ascolto, come una carezza, come una preghiera. La mano destra e la sinistra si abbracciano in assoluta armonia, non sciupano nulla, non si inseguono e non si possiedono sulla tastiera.
La musica di Einaudi ha pochi colori e molte sfumature. È fatta di sottili cicli che portano alla riflessione, alla pausa.
L’unico movimento è quello lento dell’anima. Il silenzio la sola richiesta che viene fatta. Non una pretesa, ma una condizione necessaria alla vita. E alla fine del disco ci si accorge che è anche l’unico modo per tornare a vivere la quotidianità dei nostri giorni.



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#9   09 Novembre 2008 - 09:59
 
toumani diabatè e ludovico einaudi!
non ne avevo coscienza!
grazie prisma
e grazie a tutti. parleremo questa sera: qui si battono i tasti con 11 gradi!
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#10   09 Novembre 2008 - 15:25
 
Buona domenica, tanto per cominciare. ascolterò domani con calma i brani, ma già leggere il tuo resoconto sul feedreader, mi ha spinto a rientrare sul tuo blog e a scorrere anche i commenti dei tuoi amici. Stai diventando anche tu un maestro (ricordi il discorso via mail?), ed è una bella sensazione, per me, sempre molto bisognosa di nuovi stimoli. Grazie! :-)
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#11   09 Novembre 2008 - 19:35
 
Non sapevo di un disco di Einaudi con Toumani. Sapevo di un disco, Diario Malì, fatto con il cugino di Toumani, Ballakè Sissoko...e posso dirlo? è sorprendentemente squallido, si cioè la kora è messa molto più bassa di quel pallossisimo piano di Einaudi ed è vergognoso. Sentire 'New Ancient Strings' il disco di Toumani insieme a Ballake per rendersene conto.

ReeBee
utente anonimo

#12   09 Novembre 2008 - 20:43
 
pensa, prisma!
avevo il disco I giorni di Ludovico einaudi
sono un ascoltatore piuttosto distratto di questo pianista ed è di 7 anni fa.
comunque non direi mai di un disco che è "sorprendentemente squallido"
de gustibus
e con questo ho anche risposto all'anonimo che neppure commenta il concerto di ferrara
fra poco ti metto nella cesta di foldershare il cd I giorni
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#13   09 Novembre 2008 - 22:45
 
Mi ricordo molto bene di quel giorno e mi fa tanto piacere poterlo in qualche modo rivivere attraverso questa tua pagina. Mi ricordo dell'atmosfera magica, dell'entusiasmo tuo e quello di tua moglie che trascinava anche me che non avevo mai sentito questo musicista. E poi la magia dell'incontro quanto parole scritte e lopinioni portano a qualcosa di vivo e di vero. Parlavo con un'altra amica conosciuta attraverso internet su questo potente strumento che ti porta a conoscere cose che non avresti conosciuto e a sentirti in qualche modo più ricco da questa condivisione.
P.S. anch'io ho il cd di Einaudi, cd molto bello ma non conoscevo il background e perciò sono grata anche a Prisma!

Un abbraccio ai cari Amaltei!
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#14   09 Novembre 2008 - 23:33
 
grazie veramente, amalteo.
hai lavorato tanto, ma hai fatto in modo che chiunque legga le tue parole possa essere lì, in piazza castello a ferrara, con tutti a sentire questa musica eccezionale, colta, travolgente e possa provare tutte quelle emozioni di cui tu parli in modo decisamente profondo, suggestivo ed invitante.

tu hai un grandissimo potere di comunicare eventi e sensazioni.
è una tua grandissima dote.
il tuo blog è un vero punto di incontro e di condivisione.

ho visto da vicino ed ho ascoltato anche io il maestro della kora attraverso le tue parole vibranti.
non vi era solo Toumani Diabatè, ma anche tanti altri artisti, alcuni più che grandi da continuare ad applaudire.
questa musica è incredibile, un misto tra musica africana, classica, rock, jazz.
è una musica particolare che io amo molto che muove tutto dentro di me.
“Siamo in ipnosi: è bello perdere l’individualità e fondersi nel collettivo, soprattutto quando è la coscienza a guidare il processo alchemico. Toumani, con le mani tese e le palme rivolte verso il cielo sprona, incita, accompagna. Tutti in piedi, chi ancheggiando, chi dondolando, chi saltando. Si sentono le vibrazioni interne, i capelli delle donne oscillano: il ritmo si impadronisce della psiche. Tutti, proprio tutti (anche un sessantenne pre-vecchio) a battere il tempo con il corpo.â€
queste tue parole rendono concreto ciò che viene descritto in modo così vivo da te.
tutto può essere toccato dalle mani, visto dagli occhi, sentito dalle orecchie ed annusato.
che meraviglia.
che magia.
mi viene voglia anche adesso di essere ancora lì, di sentire la musica e di muovermi liberamente, senza alcuna regola, insieme a tutti gli altri, annullando qualunque distanza, tutti presi dal ritmo, con il nostro corpo che si snoda e si muove tutto, con i capelli delle donne che si toccano e le mani delle persone che si avvicinano per godere in pieno di tutto ciò che si sta vivendo.
il ritmo si appropria del corpo e della mente, di tutto di noi.
questi figli di africa sono capaci di vivere in modo diverso, ancestrale qualcosa che noi, purtroppo, non abbiamo più o sentiamo differentemente come dice anche papavero di campo nel suo bellissimo commento.
è un'esperienze questa che tu, amalteo, dipingi e scolpisci che tocca in profondità facendo sentire come se si stesse vivendo in un altro mondo.
trovo splendido come tu riesca a far vivere tutto ciò, amalteo, con tutto te stesso.
tu sai parlare con passione e ti poni così come sei davanti a noi.
“Un lallalallalalla sempre meno incerto, più vigoroso e alto†diviene anche mio ed io non smetto di sentire questa musica.

per ciò che riguarda l'articolo postato da prisma sulla musica di Ludovico Einaudi, avevo letto qualcosa anche io sul suo viaggio in mali ed un giro in auto con il suo amico Toumani.
avevo anche letto che una melodia popolare sentita per radio durante quel giro ed una voce che si levava dal suolo africano, percepibile solo quando si è su quella splendida terra, fossero divenute fonte di ispirazione e, quindi, il tema principale del cd "i giorni".
non so.
cercherò di informarmi meglio, di cogliere meglio e più attentamente le varie sfumature del disco di Einaudi.

grazie. grazie. grazie.
un sorriso per te, amalteo
aura
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente auradanzante07

#15   10 Novembre 2008 - 02:32
 
amalteo.

quel "primo impulso" come dici tu,
fu solamente il racconto delle mie emozioni, al mio primo concerto dal vivo di Toumani,
organizzato proprio dagli amici di T. P. AFRICA, cioè GM e ReeBee, l'anonimo del commento #11, coautori di una trasmissione radiofonica omonima e veri appassionati delle musiche africana.

Ed era con loro che sarei dovuto venire al concerto di Ferrara, si parlava di affittare un camper, cosa che, per impegni diversi, purtroppo non si è realizzata.

Per cui grazie a te,
per avercelo saputo raccontare, per aver avuto cura di registrare e di mettere a ns disposizione questi rari momenti magici (a proposito, hai altro materiale da poter ascoltare?)

Di Toumani in solo,
ho già raccontato, l'ascolto del gruppo e, specialmente del pianista strabiliante, (ReeBee mi dice di un altro concerto a Vienna con lo stesso gruppo, fantastico)
grazie ai tuoi video, colorano di malinconia questa mia assenza,
al limite del rimpianto.

Certo,
se questo post è la causa della mia malinconia,
devo riconoscere anche che,
per lo stesso motivo,
una traccia di quel concerto resterà con me, perchè l'hai fatte vibrare quelle corde, sei entrato in sintonia, hai creato l'armonia giusta,
caro amalteo,
e in mezzo a quel coro, ora, ci sono anche io...

...lallalallalalla
lallalallalalla...

p.s.
il CD "i giorni", che è molto bello, è solo un riflesso della musica africana, e nello specifico di Toumani, che ha dato ispirazione ad Einaudi.

Il CD "Diario Malì" è veramente un disco non essenziale, anche se molto gradevole, in quanto l'interazione tra Einaudi e Ballakè Sissoko non ha prodotto i risultati aspettati e la registrazione o la scelta dei volumi ha penalizzato il magico suono della Kora.

Per farvi capire cosa intendo, paragonate l'ascolto di questo con "Village Life" di Herbie Hancock & Foday Musa Suso, dove il grande pianista è completamente "al servizio" della musica del villaggio globale (era questo il senso del disco, no?) ed i risultati sono eccezionali.

Pp.Ss.
amalteo, GM, Ree Bee, tutti voi,
chi è il pianista vestito di bianco?

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#16   10 Novembre 2008 - 10:18
 
Mi rendo conto di essere entrato in malomodo in questa stanza. Me ne scuso e come da richiesta di JazzFromItaly fornisco formazione band di quella magica serata: Toumani Diabaté alla kora, Kasse Mady Diabaté alla voce, Fanta Mady Kouyate (chitarra elettrica), Mamadou Fofana (piano acustico, flauto, calabash), Fode Kouyate (percussioni), Mohamed Koita (basso) e Sidiki Diabaté (kora).

Ecco.
In ultimo volevo chiederti Amalteo se hai altre registrazioni di quella serata anche perchè quella che hai messo in audio si sente, credo, velocizzata di molto.

Ancora una scusa, ma che ci volete fare...? Einaudi non lo sopporto e Diario Malì è stata veramente un'occasione sprecata.....

E cmq non sono anonimo....
ReeBee
utente anonimo

#17   10 Novembre 2008 - 11:12
 
....ancora una info per il pianista e non solo di Toumani: qui il suo myspace
http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=189835527

ReeBee
utente anonimo

#18   10 Novembre 2008 - 11:47
 
Non avevo mai sentito questi ritmi cosi' suggestivi ,dal sapore d'Africa.
Grazie per avermeli fatti conoscere!
Un grande abbraccio a te e Luciana.
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#19   10 Novembre 2008 - 12:28
 
grazie papavero
per le tue parole.
mi avevi già detto della tua e vostra passione per la musica africana, e quindi sono felice di avere ultriormente contribuito ai vostri piaceri musicali.
come sai sio sono più sulla musica afro-americana che su quella africana.
trovo che questi musicisti, che pure hanno le corde ritmiche acculturate da generazioni, migliorino quando si contaminano con la musica europea e con quella anglo-americana.
quanto alla trance collettiva: certo non mi tiro mai indietro. sospendere per un certo tempo lo stato di coscienza soggettiva è molto emozionante.
vedo che hai sottolineato le mie parole sui capelli delle donne.
mi piace la donna come genere e la mia donna come persona di sesso femminile.
e sono eroticamente attratto dai corpi femminili quando ballano ritmicamente, e quando le donne ridono fra di loro in modo complice. e i loro capelli leggeri di shampo mi erotizzano, per l'appunto.
tornando alla sera del 24, è stato eccezionale il METODO che ha utilizzato il cantante. ha proprio insegnato le parole, ha corretto i vocalizzi dell'orda e li ha canalizzati nella cultura delle note. e poi, piano piano ha complessificato la struttura dei pezzi. fino ad ottenere in 40 minuti incredibili un coro fremente e armonico
insomma : dei maestri della pedagogia.
innfine: hai visto l'autorità e lo sguardo paterno di toumani con il figlio?
bene: sono contento di avere lasciato una traccia forte sui sentieri internettiani
a presto. questa sera passo sui tuoi passi
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#20   10 Novembre 2008 - 12:33
 
ciao mimuovo
maestro è molto (troppo no: sono un sagittario ed ho la vocazione alla formazione)
qui sui sentieri internettiani mi piace fare il compagno di viaggio. e coltivare amicizie del tutto impossibili nello stretto giro di una città o dei colleghi di lavoro
toumani diabatè merita di diventare un tuo amico di ascolto.
in lui parla una tradizione musicale innervata nel moderno
a presto
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#21   10 Novembre 2008 - 12:41
 
cara aura
sai quanto mi piacciono i tuoi vari e gentili segnali di presenza e vicinanza.
le tue sottolineature ed amplificazioni sono importanti perchè mi confermano sul lavoro che ho fatto.
il concerto di ferrara è finito quella sera. si è consumato nell'arco di tre ore.
certo per i presenti sarà incastonato nella memoria. ma io ci tenevo a renderne più stabilealmeno qualche tratto.
e così, con mezzi primitivi e la forte cooperazione di luciana ho usato tutti gli strumenti che avevano disponibili: un ipod, una cinepresa, una macchina fotografica.
certo è un "lavoro", nel senso che ci sono volute ore di trattamento delle informazioni. però il risultato c'è. e, se le fragili tecnologie internettiane terranno, gli audio, i video ele fotografie saranno disponibili.
mi auguro anche per toumani diabatè, che se vorrà dalla sua casa piena di tappeti del mali vedrà che un tizio amalteo lo ha ricordato
ciao
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#22   10 Novembre 2008 - 12:59
 
caro jazzfromitaly
benvenuto su questo post che deve molto a te. Ti assicuro che senza il tuo accenno al concerto di sermoneta difficilmente saremmo andati a ferrara.
Abbiamo già parlato delle corde musicali che fa vibrare toumani diabatè. È questa stupenda alchimia di tradizionale e di moderno che produce il suo sapiente suono. È commovente come ovunque spiega la tecnicalità (ed accenna solo alll’arte che deve essere appresa con un lunghissimo tirocinio) della kora.
Mi chiedi se ho altri materiali.
Devo distinguere. L’audio è solo quello e di pessima qualità. Ho registrato con un ipod e ho dovuto buttare via le tracce della musica troppo forte che alterava il risultato. Nel pezzo a solo ha funzionato. Ora verifico se la velocità cui accenni tu e ree bee è dovuta alla traccia stessa o al trasferimento si goear. Recentemente ho acquistato un registratore dell’olimpus. Spero che funzioni meglio in queste occasioni. Comunque le mie conoscenze tecniche in materia sono davvero molto artigianali
Video: tutto quello che ho è su youtube e ora linkato nel post.
Fotografie: no ho molte altre. La fotografa è mia moglie luciana e scatta a tutto spiano. Se ti interessano dimmelo e te le rendo disponibili sul mio flickr di flickr.
Ho impiegato molto tempo a comporre quasta pagina
Ora comprendo l’amore e l’energia che dedichi a tuoi post di memoria. Le copertine, le musiche, le ricerche bibliografiche, i dati sulle session e sui musicisti
È una granda fortuna averti conosciuto
Ai prossimi incontri, dunque
Magari ad un concerto
chissà
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#23   10 Novembre 2008 - 13:45
 
ciao clear
come potevamo non ricordare quella sera?
... la cattedrale ... il riconoscimento ... le chiacchere sotto le mura . l'inoltrarsi della sera ...
grazie per la visita
e buon giorni a te e compagno di vita
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#24   10 Novembre 2008 - 13:52
 
caro ReeBee
scuso il tono brusco.
è che io non sopporto i giudizi tranchant: li trovo divisivi. in musica poi ... dove i gusti sono talmente diversi che coincidono , alla lunga, con le singole persone.
però sono davvero stato maleducato.
colgo l'occasione per ringraziarti per le tue precise informazioni che ho intergrato nel post.
quanto alla traccia audio.
l'ho registrata con un ipod e poi trasferita su goear.
qui su didshare portari trovare tutte e tre le tracce che ho registrato (due le ho scartate per la distorsione: non ho competenze tecniche adatte per aggiustare i suoni): http://www.divshare.com/download/5049919-2e5
e qui c'è la traccia del pezzo: http://www.mediafire.com/download.php?hymg2yzzztn
magari riesci a migliorarla
grazie ancora
amalteo
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#25   10 Novembre 2008 - 15:01
 
ciao redimpression
benvenuta fra tutti gli appassionati di questa musica e di questo eccezionale concerto
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#26   10 Novembre 2008 - 15:59
 
Non volevo lusingarti gratuitamente (non sono proprio il tipo, anche se non mi conosci abbastanza per saperlo): è che mi piace molto pensare di apprendere anche da questo mezzo troppo spesso ingannevole. Ho ascoltato tutto, grandissimo concerto. Grazie davvero. ciao
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#27   10 Novembre 2008 - 17:29
 
No, scusami tu Amalteo......sono entrato facendo rumore e me ne sono accorto in ritardo. Grazie dei grazie e scusa delle scuse.

alla prox

ReeBee
utente anonimo

#28   10 Novembre 2008 - 22:41
 
Come al solito hai fatto un gran bel lavoro. Il testo coinvolgente, le riprese, le foto. Sulla musica e sul concerto hai già detto tutto.
Mi ha colpito molto soprattutto la 'lezione' sulla tecnica, quel che si può ottenere con quattro dita e un mucchio di lenze da pesca. La dimostrazione pratica della tecnica necessaria per poter poi volare liberamente nella poesia del suono.
Splendido.
Grazie mille.
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#29   10 Novembre 2008 - 23:15
 
grazie a te, dodo. ricordi? ne abbiamo parlato a lungo di questo concerto. e forse ci scappava ancora un incontro personale.
la "spiega" di toumani è perfino commovente (oltre che interessantissima: bass .. melody ... improvisation ...!!!). è come se volesse parlare di questa cultura antica e trasmessa di generazione in generazione, in cui i manufatti servono anche a produrre suoni bellissimi e unici.
poco fa leggevo sul blog di reebee che dice di toumani: un mozart dei nostri giorni
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#30   11 Novembre 2008 - 09:58
 
Anche se come generi musicali non c'entrano nulla, inevitabilmente le note di Toumani mi hanno fatto pensare alla fine di Miriam Makeba sul palcoscenico. Mi ha impressionato pensare che una donna così grossa e malandata abbia voluto cantare ugualmente a piedi nudi e con la stessa generosità di quando era giovane. Non so, forse la fine sul palcoscenico è auspicata da molti artisti, però a me ha messo un po' di malinconia. Grazie per l'articolo sulla resilienza, amalteo: l'ho copiato sul word, voglio stamparlo e leggerlo con calma! sì, penso che potrei utilizzarlo sul blog... saprai di sicuro se lo farò. Buona giornata a te e ai tuoi "discepoli" ;-)
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#31   11 Novembre 2008 - 23:58
 
la morte di miriam makeba assume un valore simbolico.
e certamente mette malinconia.
tuttavia, visto che si deve morire tutti, questa è una morte adatta alla sua personalità
ora sta cantando dove è arrivata. con nina simone , visto che erano amiche
ciao
mimuovoalessandra
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#32   14 Novembre 2008 - 10:03
 
che bellezza. oltretutto amo davvero tanto Ferrara...nascondo a fatica un po' d'invidia per questa tua esperienza!
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#33   07 Dicembre 2008 - 09:57
 
Ricambio i ringraziamenti che mi hai inviato oggi su tpafrica. Anch'io ti ringrazio per questa bella cronaca ...
Un saluto, GM
utente anonimo

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