" Poi, avvicina la tromba alle labbra e, senza alcuno sforzo, comincia a suonare.
Attacca con un soffio caldo, da cui nasce un suono basso, rotondo, soffuso e continuo.
Gli occhi sempre chiusi e le dita, gonfie, che si muovono incredibilmente agili, creando una variazione di suoni che sembra impossibile fare usando solo tre tasti.
La tromba non segue la melodia del cantato, soltanto rifacendolo, ma scende in profondità, esplorando stanze nascoste che la voce non aveva considerato, ricreando un’atmosfera di intima complicità, di dialogo privato, come se suonasse solo per me.
Solamente per uno di noi alla volta."
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