In tema di agenda politica
leggo questo testo di Fully che condivido in toto:
Era da un po' che non seguivo più "Porta a porta", ma ieri sera non avevo sonno, ho visto che era presente Mastella, e la cosa, come capirete, mi ha incuriosito.
Cerco di sintetizzare quasi due ore di trasmissione in cui Mastella era solo sulla destra del teleschermo, e dalla parte opposta vi erano quattro giornalisti di un certo livello ad incalzarlo (Folli e Sansonetti su tutti) e Vespa a "moderare".
Anticipo il giudizio finale: secondo me lo "scontro" l'ha vinto Mastella.
Le sue argomentazioni? Sostanzialmente queste:
a) il reato di cui si accusa mia moglie, me e gli altri non è reato: non costituisce concussione segnalare ad un altro politico un nominativo vicino al proprio partito per una nomina in un posto pubblico e supportare questa segnalazione minacciando il "non appoggio" politico in caso di diniego. Fa parte del "metodo" politico vigente nel Paese. Reazione degli interlocutori: è vero, non è reato, ma è pur sempre un malcostume. Mastella - Resto.del.Mondo: 1 a 0.
b) quello che faccio io è quello che fanno tutti i politici. Vespa manda in onda un cartello in cui si vede che le 24 ASL della Campania sono dirette da 10 manager dei DS, 8 della Margherita, 4 dell'UDEUR e 2 dello SDI. Chiede alla Regione Lombardia e Veneto se le nomine delle ASL in quelle Regioni siano fatte su indicazione politica: la risposta ufficiale è Sì. Chiede la stessa cosa alle Regioni Emilia Romagna e Toscana, che si rifiutano di rispondere. Rifà la domanda in trasmissione al direttore del Resto del Carlino (Bologna) che risponde: "Sì, anche in quelle Regioni le nomine sono di ispirazione politica". Reazione: se è così (i giornalisti lo scoprono stasera, evidentemente) è un malcostume generale. Mastella - RdM: 2-0.
c) se è un malcostume generale, discutiamone tutti insieme e cambiamo le regole del gioco politico. Reazione: nulla, nessuno ha niente da obiettare. Solo Sansonetti dice che "Rifondazione" non opera così. Al che Mastella sbotta: "Andate a vedere come sono gestiti in Campania i corsi di formazione". Silenzio. Mastella - R.d.M: 3-0
d) e poi - è sempre Mastella che parla - io sono accusato da una Procura che ha avuto un comportamento non lineare: sa di non essere competente ma prima di mandare il fascicolo a Napoli fa arrestare mezzo Udeur. Per questo io ho attaccato "quel" tipo di magistratura, non tutta la magistratura". Reazione: probabilmente non hai tutti i torti. Mastella - RdM: 4-0.
e) Alla obiezione di Sansonetti: "Ma anche ammesso che sia così, non è responsabile per questi motivi far cadere il Governo" Mastella risponde (sintetizzo): "Il governo mi ha lasciato solo, io lascio solo il governo". Risposta eticamente criticabile (anche se umanamente comprensibile). Mastella - R.d.M. 4-1
C'è un ultimo aspetto del dibattito che ho trovato inquietante e sul quale sto ancora meditando. Ad un certo punto Mastella ha detto: "E' chiaro che in questo sistema le nomine sono tutte a carattere politico. Ma state pur certi che se io voglio imporre - poniamo - un "mio" primario in un posto di responsabilità, me lo scelgo con tutte le carte in regola come professionista: non voglio mica che ammazzi la "mia" gente. Se è un cretino poi la "mia" gente non mi vota più".
La tesi è interessante, vagamente agghiacciante se pensate a quello che succede in alcuni ospedali italiani, quello di Vibo Valentia, ad esempio.
Da questa vicenda emerge comunque un dato di fatto: anche se sei bravo, trovati uno sponsor politico, altrimenti farai la fame tutta la vita. Non è un concetto nuovo, ma ormai sembra che sia accettato da tutti come "normale" e certo non è un bel segnale per il nostro futuro.
Io ho dato il mio verdetto. Mastella batte R.d.M.: 4-1. Ma non ne sono affatto contento.
Ho risposto così a questa traccia di Fully:
caro Fully
anch'io sono stato a sentire Mastella fino a quasi le 2 di notte.
Ho usato il metodo Paolo Pansa, il giornalista. L'ho guardato, ho osservato il suo viso, gli occhi, gli scatti d'ira e i momenti di argomentazione.
Si impara abbastanza a guardare il corpo delle persone, oltre che ad ascoltare le parole scritte o parlate.
Ma devo dire che il momento decisivo è stato il video del figlio.
Quando una famiglia (padre maschio, madre femmina, due figli. oggi è dovere essere precisi), quando una famiglia cresce un figlio così, così evidentemente sincero, così evidentemente cresciuto bene, così evidentemente pulito, eppure umiliato da un giornalista iper-raccomandato che gli tende tranelli e lo incalza per puro spirito di sevizia (mentre pensa alla fattura fiscale che emetterà alla sua azienda) credo di non sbagliare.
E' evidentemente un giudizio di superficie , il mio, un giudizio da lettore di giornale e da telespettatore.
Tuttavia credo che di reati da carcerazione preventiva non ne abbiano fatti, che quel giudice si è solo vendicato per la sua carriera burocratica impedita da un decreto del governo (e il suo procedimento finirà nella fogna), che lo hanno vigliaccamente lasciato solo ( e mi ricordo anche le trasmissioni degli inquisitori-Santoro e Floris).
E Mastella, che non porge l'altra guancia, ha restituito gli schiaffoni. Fortunato lui che può farlo.
Non è il mio politico di riferimento, il Mastella e
mi spiace che il Governo Prodi venga messo in crisi
tuttavia: chapeau!
ciao Fully
Amalteo
Altre tracce
Dichiarazione di Clemente Mastella, Roma, 21.01.2007
Nella vita di un politico repubblicano eletto dal suo popolo, legato alla sua terra, alla sua famiglia, alla sua cultura e ai suoi valori, viene un momento in cui dire “basta” è una scelta senza alternative.
... Da uomo di centro che ha guardato a sinistra, secondo la lezione degasperiana; da ministro della Giustizia che ha operato laicamente per la riconciliazione e il rispetto della separazione dei poteri costituzionali, dell’autonomia della politica elettiva e dell’ordine giudiziario, ciascuno nel rispettivo spazio; da quella persona schietta e sincera che spero di essere riuscito ad essere nel corso di tutta la mia vita pubblica e privata, con i miei talenti di leader popolare e i miei errori, ma sempre accompagnato da una visione e da una pratica onesta della politica, espongo adesso, una volta per tutte, la ferma e pacata motivazione del mio “basta”.
.... un’inchiesta che si è presto trasformata in gogna mediatica, privazione della libertà personale di una mia familiare incensurata e sempre e da sempre a disposizione dell’autorità penale, nuovo tentativo di denigrazione e messa in stato di accusa, del tutto a prescindere dalla capacità di individuare singoli reati e di sanzionarli secondo le regole del giusto processo, della classe dirigente di un partito del sud, di un partito di cattolici impegnati da anni nelle difficoltà e nelle entusiasmanti occasioni della politica italiana. I dettagli sono la mancata, piena solidarietà di amici e alleati timorosi di subire anch’essi la gogna mediatica, l’attacco strumentale e fazioso di personalità ministeriali che dovrebbero guardare il loro passato, e riflettere, più che aggredire il presente e il futuro dei loro compagni di banco. I dettagli sono il dilagante pettegolezzo, la messa in burla e in caricatura di un lavoro onesto che credo in tutta sincerità di aver compiuto nei miei ruoli politici e istituzionali: insomma un vasto e duraturo tentativo di intimidazione ai miei danni,una feroce aggressione, che si concluderà in un nulla di fatto in tribunale ma intanto mi ha portato alla decisone responsabile di lasciare il governo per difendermi da uomo comune, .... cominciato e finito in ore di trasmissione televisiva confortata da deposizioni di magistrati ora esclusi dalle loro inchieste per la palese incapacità professionale di tenere alto il prestigio della magistratura, un’incapacità sanzionata a schiacciante maggioranza dal Consiglio superiore. Nonostante abbia subito
Un governo e una maggioranza hanno senso se sono capaci di aggredire i mali del paese, non di lasciare per convenienza opportunistica che i suoi membri siano aggrediti da gente di malaffare politico e mediatico e giudiziario. Una maggioranza responsabile si qualifica oggi, ...., dalla sua capacità di restaurare fino in fondo lo stato di diritto, di censurare chi lo viola sistematicamente ricorrendo al mezzo televisivo e alle ordinanze di custodia cautelare per colpire i presunti nemici politici e personali. Una coalizione perbene si caratterizza per la capacità di porre fine allo scandalo della giustizia ingiusta, delle intercettazioni usate come grimaldello per violare i diritti elementari della persona, e questo a ogni livello della vita sociale e politica, dall’uomo comune, dall’imprenditore , dal sindacalista, dal politico al ministro.
.... Non tratto, non negozio, non accetto mezze misure: mi batto e mi batterò per un governo e una maggioranza in grado di ridare un senso alla giustizia come misura legale e formale di civili rapporti tra gli uomini e le donne che abitano questo grande, straordinario paese, che non merita lo spettacolo al quale è stato condannato da anni d’inerzia, e che sotto gli occhio di tutti.