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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi, … Coatesa e il Genius Loci che lì mi ritrova ...le interpretazioni di Nina Simone, artista della musica … la voce di Ray Charles, quasi sempre … il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis … Duke Elligton che ascoltava mio padre, …i racconti di Stephen King … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi, attenuato dal politeismo simbolico di James Hillman ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...” (ispirato da Woody Allen in Manhattan). pamalteo@gmail.com

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martedì, 15 maggio 2007

Carlo Rivolta legge Gadda

books and bookends 4Già un'altra volta mi dicevo che abitare in provincia ha qualche svantaggio, ma anche molti pregi.
Per esempio si può vivere a 15 chilometri dai luoghi della prima fase della vita di Carlo Emilio Gadda.
E può anche capitare che un gruppo di persone abbia la bella idea di fondare un Centro Studi Gadda.
Se poi questa associazione ha l'altrettanto bella idea di organizzare pomeriggi di lettura di testi d'autore, allora si è vicini al godimento intellettuale.
Se, infine, a fare queste letture è Carlo Rivolta ... beh a quel punto è fatta...
Si è manifestato un momento Zen.
Cioè una di quelle circostanze in cui, in modo ineluttabile, tutte le cose sembrano convergere a creare l' "irripetibile dotato di significato".
Certo occorre anche assecondare il caso: occorre che uno come Amalteo sia lì con l'Ipod trasformato in registratore.

Carlo Rivolta è un attore di bravura sovrumana.
Non esagero.
Quando legge un testo questo si libra in tutte le direzioni: parole, voce e corpo danno vita a una vera e propria esperienza esistenziale.

L'impasto linguistico di Carlo Emilio Gadda lo si  impara ad apprezzare, fino a non poterne più fare a meno, piano piano.
Con l'adatta lentezza.
Forse ci vuole età per arrivare a goderne.
Gadda ricrea una nuova lingua.
Oppure la adatta per metterla al servizio del suo messaggio letterario.

Qui sotto, nella "Villa in Brianza" il tema di sfondo è una parte del suo "romanzo familiare".
In particolare la casa di campagna voluta da suo padre e da lui detestata.
Non entro nel merito del valore letterario di questo testo.
Ne parla con competenza Mario Porro in "Carlo Emilio Gadda, Longone al Segrino e la Brianza", in Gadda e la Brianza. Nei luoghi della "Cognizione del dolore", Medusa editore, 2007.

Volevo condividere, con te caro lettore, il senso dell'umorismo localista che trasuda da questo testo.
Qui si ride.
Si ride di gusto.
Attenzione: ci vuole una mezz'oretta per ascoltarlo.
Sarà tempo ben usato.
I lombardi ne godranno di più, per via delle inflessioni dialettali.
Ecco la lettura:

Carlo Emilio Gadda, La casa della Brianza, letto da Carlo Rivolta
postato da: AMALTEO alle ore maggio 15, 2007 15:47 | link | commenti (8)
categorie: tempo letture

Commenti
#1    16 Maggio 2007 - 00:05
 
caro amalteo,
con signorile e bonaria arguzia dico che... tutti i salmi finiscono in gloria! strepitoso... occhieggiante... vacca morta di colica brodosa, no, anzi, provetta brodosa signora dei cornuti quadrupedi brianzoli! (se è bella questa)
il signor francesco pellegatta era nato con il camicione inamidato, ma la donna di servizio non aveva neanche l'urinari! però la loro cucina aveva sicuramente l'imbuto, il setaccio e il sifone... il cavatappi o il macinino del caffè NO, perchè serviva al bettolino (si scrive così?) per frenare la carrozza, a polpette sul predellino piacendo.
pensa che cumbina, stasera mi sono fatta gli aspargi.
grazie infinite per aver assecondato il caso. una bella risata... prolungata... fa bene alla salute.
'notte

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#2    16 Maggio 2007 - 00:16
 
guarda prisma, se questo eccezionale lettura ti ha fatto , come desideravo, divertire mi rendi felice.
lì c'è un testo di fantastica ricchezza linguistica e un lettore come ce ne sono pochi.
ti ringrazio anche di averlo sentito : così ho conferma che il link funziona.
ho altri audio di rivolta: in particolare alcuni di primo levi che sono da nobel.
quell' "occhieggiante" mi fa impazzire di divertimento ogni volta che lo sento!
senti come suona bene: o c c h i e g g i a n t e
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#3    16 Maggio 2007 - 00:21
 
suona proprio bene e carlo rivolta è strepitoso!
se mi sono divertita? questa volta ho fatto fuori una confezione intera di scottex, però non vorrei tradire cristianini!
ciao
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#4    16 Maggio 2007 - 00:27
 
no.
cristianini non lo tradiamo.
tiriamoli fuori quando sono necessari. a proposito: sai che li puoi salvare questi file?
destro mouse sul testo del link, e salva file con nome.
te li metti in una directory e te li senti come vuoi anche su un lettore per mp3
ancora 'notte
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#5    16 Maggio 2007 - 00:39
 
oh che bella notizia. non lo sapevo. certo che li salvo.
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#6    16 Maggio 2007 - 08:26
 
Buongiorno, postatori di chicche generosamente offerte agli adepti, sono moooolto combattuta tra il decidermi a metter mano all'audiosilente o il continuare a morir d'invidia per gli imperdibili suoni e voci che VANNO , oh sì, vanno sentiti e che mi perdo, lasciando lentamente inaridire le sinapsi assetate. Mah! ci sarà un xchè? cmq bna giornata maf
utente anonimo

#7    16 Maggio 2007 - 17:28
 
E di Carlo Emilio il mio preferito continua ad essere: " La cognizione del dolore".
Beato te che abiti in una provincia feconda.
:*
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#8    16 Maggio 2007 - 18:20
 
cara dicichè
il pezzo che legge rivolta non è preso dalla cognizione del dolore.
ma la casa ed il romanzo familiare è sono gli stessi che lui camuffa il Maradacàl. E la Brianza è il Serruchon: "una lunga erta montana tutti triangoli e punte segone". E Lukones è il paese dela villa. e Don Gonzalo è il padre.
il pezzo scelto per la lettura è più diretto. anche se il linguaggio sontuoso è lo stesso.
il centro gadda è una eccezione voluta da persone appassionate e generose.
la norma è un'altra: quella dei locali che tendono a fregare i forestieri. anche se arrivano da milano
grazie per il passaggio
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