Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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Blogger: AMALTEO
Nome: Amalteo
2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento pamalteo@gmail.com http://amalteo.wordpress.com/

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martedì, 26 febbraio 2008

Nina Simone, 21 febbraio 1933 - 21 aprile 2003. Infanzia



Qui sopra c’è il ricordo del tempo passato.
Ora, però, immagina una bambina.
Immagina una bambina negra.
Immagina una bambina negra nata alle sei del 21 febbraio 1933 a Tryon, nello stato U.s.a. della Carolina.
Tuffiamoci nella storia di questa bambina che si chiama Eunice Kathleen Waymon e che diventerà, a vent’anni, il “cigno nero” con il nome di Nina Simone.
Black Swan, in Live at Carnegie Hall, 1963


 

E’ la sesta dei sei figli del diacono John Divine Waymon e della reverenda Mary Kete Waymon. Una famiglia religiosa, con gli alti ed i bassi di tutte le famiglie religiose.

Mia madre mi raccontava che da piccola mi era sufficiente vedere una immagine o sentire alla radio un programma con due o tre note di musica e io mi mettevo subito a canticchiare. Era in me, mi diceva: la musica era in me

 

A cinque anni Eunice diventa la pianista della chiesa metodista di Tryon. E’ là che apprende il senso del ritmo e la comprensione istintiva di certe vibrazioni mistiche che userà sulla scena negli anni a venire. Di più: apprende il potere ipnotico della musica e dei fenomeni psichici che si producono attorno ad essa.
Una buona e gentile donna della borghesia bianca della città, Mrs Miller, si offre di pagarle un corso di piano dalla professoressa Muriel Massinovitch, da lei ricordata come “Mazzy”.

“Fino ai suoi dodici anni Eunice Waymon prenderà tutti i sabato mattina il cammino verso la casa nel bosco, dove abitava Mazzy. Tre chilometri a piedi in andata e tre al ritorno percorsi come un rituale”

In David Brun-Lambert, Nina Simone. Une vie, Editions Flammarion, 2005, p. 24
Tradotto in Italia in questi giorni:
David Brun-Lambert, Nina Simone. Una vita,traduzione di Laura Cecilia Dapelli, Kowalski Apogeo, 2008, p. 450

Allora … la immagini questa bambina? … la vedi? ...

Durante quelle lezioni Eunice impara i fondamenti della musica classica. E impara a leggere e scrivere le note, a comprendere i ritmi e a cantare una melodia.
Un frammento di Little Girl Blue



Mazzy la inizia a Mozart, le presenta Liszt e soprattutto Bach. Attraverso Bach la ragazzina ritrova le emozioni che aveva provato nella chiesa. E’ qui che matura la sua arte della contaminazione: a partire dal mettere assieme Bach e i Gospel.
Dirà Nina Simone:

Ammiro Bach più di ogni altro compositore del mondo. Sul piano tecnico era puro: nessuna nota arbitraria in lui. Ed era perfetto anche sul piano emozionale”
Op. cit., pag. 25

Fra i sei e i dieci anni Eunice Waymon lavora al piano tre ore al giorno, poi passa a quattro e poi a sei ore di pratica quotidiana. Un programma cui si aggiungevano la scuola e le domeniche ad accompagnare le funzioni religiose.
Eccola, molti anni dopo, in quell’ambiente:

A dieci anni appena Eunice era già “costretta” al successo. Viene invitata a dare un recital al municipio di Tryon in presenza delle autorità locali. Ed è in questa occasione che rivela in ampio anticipo i suo carattere. Quando una coppia di bianchi chiede ai genitori di spostarsi dai posti in prima fila, la bambina si alza dallo sgabello del piano, protesta e dichiara che non avrebbe suonato se i genitori non fossero rimasti al loro posto.
Scriverà poi:

“Il mondo mi appariva sotto una luce diversa e capii che nulla sarebbe stato semplice”
Op. cit. p. 30

Tutto il tempo di Eunice era consegnato alla musica e al piano. Una vita senza la leggerezza di solito accordata alle ragazzine della sua età.
Mozart, Liszt, Bach erano i ritratti di musicisti bianchi affissi sui muri della sua camera. Ore trascorse ad apprendere i loro spartiti, a memorizzarne ogni nuance, ogni silenzio, a ripetere, fino a quando le sue mani non ne potevano più, gli stessi esercizi di arpeggio in tutte le tonalità.
Non abbiamo documenti sonori di questi anni. Ma quando Nina Simone parteciperà con un successo eccezionale al Carnegie Hall nel 1963, nella scaletta della serata mise, stupendo il pubblico:

Theme From Samson And Dalilah:

 

Bene, caro passante, forse hai visto con me questa bambina durante la sua infanzia.
Ad ogni ricorrenza ricostruirò una parte della sua biografia musicale.

Fiori, Fiori per Nina, Nina Simone

Little Girl Blue, At Montreux.
Attenzione al doppio finale

 
Nina Simone - Little Girl Blue
Caricato da revolution2

Questo video che ho postato su Youtube il 10 novembre 2006 ha raggiunto oggi 100.950 visitatori.
Tutti a portare fiori, fiori per Nina, Nina Simone:

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 26, 2008 02:04 | link | commenti (33)
categorie: ascoltare nina simone
lunedì, 25 febbraio 2008

Spazzini e guardiani di WC : lavoratori al servizio del "bello"

Il mercato è il migliore sistema di allocazione delle merci. Tutti gli altri sistemi hanno storicamente fallito
Tuttavia nel migliorare progressivimente la qualità della vita il mercato produce volumi crescenti di "scarti". Basta guardare dentro una pattumiera di casa.
Allarghiamo lo sguardo al caseggiato, alla via, al quartiere, alla città, alla regione .... e vediamo il pianeta. Il disastro ambientale della Campania, provocato dalla antropologia dei campani e dai loro amministratori, lo mostra in tutta evidenza storica.
Ecco perchè nella gerarchia delle professioni metterei al primo posto quelle che si occupano degli "scarti" della vita: spazzini, guardiani di WC nelle stazioni e nelle piazze, pulitori, in generale.
Al primo posto anche nella scala salariale.
Avremmo piu occupazione e un mondo più bello.
Scopro, grazie a Incredigif, che il regista Michelangelo Antonioni aveva già fatto questa riflessione in un documentario di 11 minuti del 1948:

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 25, 2008 10:42 | link | commenti (2)
categorie: pensare politica sociale, vedere cinema
domenica, 24 febbraio 2008

Gli Elbow al crepuscolo



Vorrei riprendere il cammino delle Musiche del crepuscolo.
E' il periodo giusto, da qui a maggio.
Quando la luce si fa avanti e il buio recede


An Audience with the Pope
in Elbow, "The Seldom Seen Kid", 2008

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 24, 2008 23:45 | link | commenti (6)
categorie: ascoltare al crepuscolo
sabato, 23 febbraio 2008

Giuliano Ferrara, l' "illuminato" cieco

Bravissima Daria Bignardi nel tenere testa in modo ragionevole ed argomentato a un eccessivo Giuliano Ferrara che, come tutti gli "illuminati" dell'ultima ora, è diventato cieco.

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 23, 2008 10:30 | link | commenti (11)
categorie: pensare politica elezioni

Paolo Conte, Diavolo rosso

Fra le finezze connettive di Youtube c'è questa: chi posta un video può ricevere una "risposta al video con un video".
Due anni fa avevo estratto dal Dvd Live in Amsterdam una strepitosa esecuzione di Diavolo rosso di Paolo Conte, che avevo appena visto in concerto all'Arena di Verona: ricordo indelebile, forse a prova di Alzheimer.
Oggi giancojazz mi risponde con questo audio-video probabilmente ripreso da lui:



Questa esecuzione è da annoverare fra i capolavori della umanità. I musici sono in stato di grazia, ma il chitarrista è semplicemente eroico.
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 23, 2008 09:43 | link | commenti (5)
categorie: ascoltare jazz italiano
venerdì, 22 febbraio 2008

Le cose che ho imparato ...

I poeti per caso hanno ricominciato a produrre pensieri con la guida sapiente dei loro educatori.
Invito chiunque passasse di qui ad andare là per fare questo salubre esercizio:


Le cose che ho imparato

di Zakaria – 15 anni, Marocco

 

Ho imparato che in ogni situazione devo prendermi le mie responsabilità

Ho imparato che, per essere rispettato, devo prima rispettare gli altri

Ho imparato che devo sempre aiutare i miei amici, così un’altra volta potranno essere loro ad aiutare me

Ho imparato che tra me e i miei genitori deve esserci un rapporto di sincerità

Ho imparato che, anche se sono vivace, dentro di me c’è una persona responsabile

Ho imparato ad avere più fede in Dio

Ho imparato che in questa vita non potrò mai fidarmi di nessuno

Ho imparato che purtroppo in questo paese i soldi sono tutto

Ho imparato che ad essere troppo orgogliosi a volte si finisce male

Ho imparato che anche in questo paese molti insultano e odiano il mio paese, la mia religione e la mia razza, ma dovrò sempre esserne fiero perché la mia cultura fa di me quello che sono

Ho imparato che non bisogna odiare una popolazione per colpa di una persona

Ho imparato che essere ospiti nella casa di qualcuno che magari non mi vuole, non è una bella cosa

Ho imparato che qui sono solo un marocchino di m**** e valgo zero

Ho imparato a pensare di realizzare il mio futuro nel mio paese

Ho imparato che “razzista” equivale a “ignorante”

Ho imparato che per avere successo nella vita bisogna sudare

Ho imparato molte cose e quelle che ho scritto sono solo alcune.

 

Le cose che ho imparato

di Marco – 15 anni

 

Ho imparato che la vita è come un puzzle difficile da completare

Ho imparato a vedere con gli occhi di chi soffre

Ho imparato che non esisto solo io in questo mondo e che bisogna accettarsi a vicenda, anche se siamo diversi.

Ho imparato che dai propri errori si imparano lezioni

Ho imparato che a farmi contento basta un sorriso

Ho imparato ad ascoltare, osservare, amare

Ho imparato che non si può avere tutto

Ho imparato che gli amici non servono solo per divertirsi

Ho imparato a sognare ad occhi aperti

Ho imparato che le lacrime fanno pensare e maturare

Ho imparato che nessuno è perfetto

Ho imparato che la vita è come una storia, ma  non sempre a lieto fine

Ho imparato che non è facile fare la pace

Ho imparato che non bisogna perdere le buone opportunità, ma coglierle al volo

Ho imparato ad essere un punto di riferimento per altri

Ho imparato a dire grazie.

 

Le cose che ho imparato

di Mikela – 17 anni

 

Ho imparato che non bisogna ignorare i problemi, ma affrontarli

Ho imparato che amore e perdono servono a stare meglio

Ho imparato che il modo migliore per crescere è seguire la propria mente e il proprio istinto

Ho imparato che bisogna saper perdonare

Ho imparato che, riguardo alle banalità, è meglio riderci sopra che prendersela

Ho imparato che i soldi non fanno la felicità

Ho imparato che il rispetto è una cosa fondamentale nella vita

Ho imparato che bisogna sempre difendere se stessi e i propri ideali

Ho imparato che, quando sbaglio devo essere la prima a riconoscerlo

Ho imparato che si può salvare qualcuno anche solo con una preghiera

Ho imparato che gli amici, quando meno te lo aspetti, spesso ti si rivoltano contro

Ho imparato che non ci si deve fidare di nessuno

Ho imparato a cogliere le occasioni buone che si presentano

Ho imparato che, nella vita, è importante saper scegliere

Ho imparato che i genitori vogliono solo ciò che è meglio per loro (almeno i miei)

Ho imparato (grazie al mio fidanzato) che Dio esiste

Ho imparato che anche se a scuola una cosa non mi piace o non ho voglia di farla, è importante farla comunque perché mi potrà servire in futuro.

Ho imparato che la vita è più bella senza rimpianti e senza rimorsi.

Ho imparato che la vita è un dono bellissimo e non bisogna sprecarlo.

 

 

Le cose che ho imparato

Di Naty Taty – 16 anni

 

Ho imparato che l’importanza di una persona ti è chiara solo quando ormai l’hai persa

Ho imparato che i segreti non devono mai essere rivelati

Ho imparato che l’orgoglio, di tanto in tanto, va accantonato

Ho imparato che bisogna saper cogliere le giuste opportunità

Ho imparato che è meglio non fidarsi della famiglia

Ho imparato che l’amore fa paura

Ho imparato che per realizzare i propri sogni occorre determinazione

Ho imparato che è nel momento del bisogno che si riconoscono le vere amicizie

Ho imparato che bisogna lasciar andare le persone che non ti vogliono seguire

Ho imparato che i genitori non hanno sempre ragione

Ho imparato che, anche se perdi una persona, ce ne sono altre vicino a te

Ho imparato che la felicità sta nelle piccole cose

Ho imparato che le bugie peggiorano le cose e che la verità è la via giusta

Ho imparato che, a volte, l’indifferenza è l’unica salvezza per andare avanti

Ho imparato che, seguire il cuore, non è sempre la scelta migliore

Ho imparato che deludere un’amica fa star male

Ho imparato che bisogna cavarsela da soli

Ho imparato che al mondo ci saranno sempre persone pronte a voltarti le spalle

Ho imparato che bisogna sempre dare agli altri una seconda possibilità

Ho imparato…che ho ancora molte cose da imparare.

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 22, 2008 15:46 | link | commenti (2)
categorie: pensare buoni maestri, vivere personalitĂ 

Si può fare

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 22, 2008 12:21 | link | commenti
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I radicali portano sfortuna



Grande passo falso del Partito Democratico.
I radicali sono prepotenti e portano sfortuna.

Hanno nuociuto alla Costituzione repubblicana, svilendo l'istituto del referendum abrogativo proponendone a decine su questioni talvolta incomprensibili: l'esito è stata una progressiva erosione dei votanti.

Quando si sono alleati con il PSI, nelle precedenti elezioni, in pochi mesi li hanno prima accecati e poi inceneriti sulla scena politica.

Dopo avere ottenuto molta visibilità presentando nelle proprie liste un teorico del terrorismo (Toni Negri) e una pornostar dei paesi dell'est (Cicciolina) hanno costantemente diminuito in verticale i loro votanti.

Ieri sera a Tg3 Primo Piano un gonfio Pannella vomitava battute da trivio con un gongolante Maroni CONTRO il Partito Democratico e irrideva come come un avvinazzato CONTRO Veltroni: e credo che siamo solo agli inizi

Infine i radicali pretenderanno di far eleggere nelle quote dei parlamentari a loro assegnati un certo Sergio D'Elia, condannato a trent'anni di galera (poi ridotti a 25 in appello) per concorso in omicidio.

I radicali sono prepotenti e portano sfortuna.

Da oggi sarà sempre meno possibile dire:

si può fare

Maledizione! La maledizione della mummia di Pannelkamen si sta scatenando sul Partito Democratico.

I radicali sono prepotenti e portano sfortuna.

Leggo oggi:

Da due settimane - come racconta chi ci vive accanto - Walter Veltroni è gasatissimo, è convinto di averle azzeccate tutte e alla fin fine è stato proprio questo stato di grazia del leader a "piegare" i notabili del partito attorno ad una scelta che molti non condividono: quella di inserire i radicali nelle liste del Partito democratico. In queste ore pochissimi escono allo scoperto ma sotto traccia i malumori sono stati seri e trasversali, in via privata dubbi hanno espresso personaggi tra loro diversi come Piero Fassino e Francesco Rutelli, mentre dall’area degli ex popolari sono arrivati alle orecchie del leader anche dei rotondi no. Ma è stato Walter Veltroni che ha fortemente voluto l’accordo. E’ stato Walter Veltroni che due giorni fa ha dato il via libera all’offerta poi avanzata ai radicali, un "pacchetto" politico ed economico al quale era difficile dire di no. Un’offerta allettante perché Veltroni era convinto che fosse giusto farlo l’accordo.

Per tre motivi: «Perché Emma Bonino è una donna apprezzata non soltanto per le battaglie laiche, ma perché è stata un ottimo ministro come sanno tutti gli imprenditori italiani»; «perché dobbiamo essere un partito inclusivo e che non cerca esclusioni pretestuose». Ma alla fin fine - questo Veltroni lo ha spiegato soltanto ai suoi - il motivo più profondo della scelta è che «sul tema della laicità, il Pd deve avere un suo profilo e una sua coerenza», non deve scoprire il fianco (e dunque perdere voti) su questo versante, ma senza cavalcare tigri laiciste, perché nella concezione veltroniana il nuovo partito deve saper accogliere al suo interno sia Emma Bonino che Paola Binetti, proprio come fanno i grandi partiti anglosassoni, capaci di "contenere" confessioni, etnie e pulsioni spesso contrastanti. E a chi gli ha obiettato con forza - i radicali ci faranno perdere voti - Veltroni ha risposto anzitutto con un sondaggio che dimostra il contrario: con la Bonino in lista il Pd ha un valore aggiunto dell’1 per cento, mentre nel caso di un apparentamento o di una corsa solitaria del Pr, per il partito democratico il saldo non sarebbe mai positivo.

Vedremo se il leader ha occhio da leader.
Che Emma Bonino sia un gran donna non ho dubbi.
E' che vive all'omba di Tutankamen Pannella.
Ha sacrificato la sua intelligenza alla esubaranza incontenibile di questo avventuriero
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 22, 2008 00:40 | link | commenti (6)
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giovedì, 21 febbraio 2008

Kosovo e Padania libera


A due battute di elicottero e 3 ore di motoscafo dalla Puglia c'è un'area geopolitica, il cui presidente Thaci è capocordata di traffico della droga, che si chiama Kosovo e che da qualche giorno si è proclamata in modo unilaterale stato indipendente.
La prima reazione è del nazilocalista Borghezio che ha dichiarato: la prossima tappa sarà la Padania.
Ricordo che ad innescare il bagno di sangue genocida nella ex Jugoslavia fu la proclamazione unilaterale da parte del consiglio d'Europa della Slovenia.
Non  sarà indifferente avere a giro d'orizzonte uno stato che farà da base per i vari traffici criminali della attuale congiuntura storica (prostituzione, forza lavoro, droga).
Non ho una cultura di politica internazionale sufficiente per osservare e valutare questi passaggi.
Ma ho un consulente personale. Sì: un consulente personale che già mi aiutò a dipanare qualche filo della matassa sul terreno Israele e palestinesi. Si chiama Silendo: e consiglio di interpellarlo quando è necessario.
Gli ho chiesto una scheda sulla situazione.
La riporto qui, sul blocco degli appunti.

Ciao Silendo. Mi fai una scheda sulla situazione del Kosovo?

Il Kosovo è una provincia a maggioranza albanese inserita in uno stato slavo, la Serbia appunto.
Sicuramente ricorderai il recente passato fatto di scontri, vittime, vendette, pulizia etnica.
Maurizio Molinari  ha perfettamente ragione. Il Kosovo è di fatto uno Stato-mafia con un sistema economico legale ridotto al lumicino ed un sistema economico illegale di proporzioni consistenti.
La dirigenza è nella sostanza fatta di criminali, Thaci in primis.
Gli USA (e l'Unione Europea al seguito) spingendo (ed accettando) l'indipendenza hanno commesso un errore di cui pagheremo le conseguenze negli anni futuri.
Innanzitutto perchè viene meno il principio di sovranità statale che è alla base del sistema internazionale moderno. Si afferma, invece, il principio di auto-determinazione dei popoli. Questo implica che teoricamente tutte le minoranze (e l'Europa è un mosaico di minoranze) si potrebbero sentire legittimate a dichiarare la propria indipendenza.
Chi potrebbe, in via di principio, opporsi dopo il Kosovo ?
Ma non solo. Si sta venendo a creare uno Stato autonomo stile "Tortuga" alle porte di casa nostra con evidenti implicazioni riguardanti la sicurezza.
E' un errore strategico di tali proporzioni che ancora stento a crederci.

E perchè gli Stati Uniti (presidenza Clinton) hanno promesso e poi sostenuto questa indipendenza unilaterale?

Perchè gli americani hanno spinto per avere un Kosovo indipendente ? Per frammentare la Serbia filo-russa.
Divide et impera, hai presente ?
A questo poi si legano interessi vari ma la motivazione di base, sia per l'Amministrazione Clinton che per quella Bush, è questa. A riprova, per inciso, che gli interessi geopolitici sono costanti e non variano a seconda delle Amministrazioni e dei Presidenti.
Sulla questione della razionalità, e più in generale, del processo decisionale, in materia di politica estera sono stati scritti fiòr di trattati e tanti ne verranno ancora scritti.
Il punto è che le scelte politiche non sono razionali. Sono frutto di un bilanciamento/scontro di interessi, di soggetti e di istituzioni diversi. Il risultato finale, quindi, non è quasi mai il "più giusto", diversamente da quello che la maggior parte delle persone è portata a credere.
Tieni anche presente che l'orizzonte temporale sul quale ragionano i decisori non è quasi mai quello lungo. E' quasi sempre, invece, quello medio o corto.
In sostanza si ragiona sulla base dell'interesse (quasi) immediato o comunque non sulla base di eventuali interessi di lungo periodo.
Gli USA, ad esempio, hanno tutto l'interesse ad avere una Serbia incapace e supina. Prestano poca attenzione al fatto che l'indipendenza del Kosovo potrebbe portare contraccolpi negativi in un futuro. E per giunta non a loro ma agli europei.
Mi spiego ?

I serbi, secondo me, possono fare poco. Tranne qualche dimostrazione diplomatica.
Per la Russia, invece, la situazione è più complessa e prescinde da elementi contigenti.
Mi spiego. La dirigenza moscovita non è anti-occidentale. Soprattutto non è anti-americana.
Solo che non ragiona in termini di subalternità. I russi si vedono ancora come un potenza internazionale. Puntano a condividere tale status con gli USA e non ad affermarlo in contrapposizione ad essi.
Il fatto è che la strategia di Bush (ed in parte anche quella di Clinton) punta invece a frammentare il più possibile la Russia, limitandone la forza e restringendone il campo d'azione.
Ora, questa cosa del Kosovo ovviamente viene letta dalla dirigenza come l'ennesimo rifiuto delle offerte (di condivisione) russe.
A prescindere quindi dalle contromosse contingenti il punto rilevante è l'effetto che questo avrà nell'atteggiamento, nel comportamento, da parte moscovita.
Tieni presente, infatti, che la dirigenza russa non è "monoblocco" granitico. Anche lì ci sono correnti di pensiero "imperiali" che vedono gli americani come nemici e non come partner.
Washington, negli ultimi anni, sta erodendo le posizioni filo-occidentali a vantaggio di quelle "imperiali".

Eccoci al punto: l'Italia non produce energia per i suoi bisogni. La compera dalla Russia, dalla Libia, dalla Francia, perfino dalla Svizzera.
Ecco il futuro prossimo venturo.
Ed ecco un ottimo motivo per ridurre la natalità e non per aumentarla, come grida Maurizio Ferrara.
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 21, 2008 14:14 | link | commenti (7)
categorie: pensare storia contemporanea, pensare politica

Walter Veltroni ... ma anche ...

Ciascuno di noi è il prodotto della sua vita e delle diverse cose che lo circondano.

Ciascuno, nella sua vita, è : "ma anche ..."

Il "maanchismo" è il manifesto della laicità, intesa come abbandono dell'integralismo, di ogni fondamentalismo intollerante, di ogni concezione arrogante e della pretesa di avere ragione su tutto ...

perchè chi non dice "ma anche ...." finisce sempre per dire "senza se e senza ma"

Walter Veltroni
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 21, 2008 11:14 | link | commenti
categorie: pensare politica, vivere personalitĂ