Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento) pamalteo@gmail.com

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sabato, 29 dicembre 2007

Le fasi della vita e i suoi obiettivi

IMG_1561In tema di personalità e fasi della vita

In fondo anche la scansione delle fasi della vita è un problema di fini e di mezzi.
Ogni fase della vita ha i suoi obiettivi, perchè il corpo la mente sono nel frattempo cambiati. Occorre accorgersene, però.
Molte "scentrature" derivano proprio dalla incomprensione del fatto che dobbiamo commisurare i nostri mezzi (corpo e mente) agli obiettivi possibili. Quelli che si impongono proprio per quella fase della vita.
E infatti sono così penosi e penose quegli uomini e donne che fanno gli adolescenti quando sono, invece, alla penultima tappa del loro ciclo esistenziale.
Proprio oggi, nel riordinare una parte della mia biblioteca, mi sono imbattuto in questa riflessione:

"Tutti conoscono i tentativi coatti fatti da molte persone di mezza età, di ambo i sessi, per restare giovani,le loro preoccupazioni ipocondriache per la salute e l'aspetto, la comparsa della promiscuità sessuale, con lo scopo di dimostrare la loro giovinezza e potenza, la loro fatuità e l'incapacità di godersi relamente la vita.
Sono tutti tentativi di una gara contro il tempo. Oltre all'impoverimento della vita emotiva come conseguenza delle precedenti attività, c'è il pericolo di un vero deterioramanto del carattere. La perdita di contatto con la realtà psichica incoraggia la disonestà intellettuale, indebolisce la struttura morale e il coraggio"

in Elliott Jacques, Lavoro, creatività e giustizia sociale, Boringhieri, 1978, pag 73-74

Crescere ed educarsi, perchè l'adulto dovrebbe educarsi, anche alla luce della esperienza, ad ogni età.

Che affascinante progetto!

Nel racconto del mio cinquantanovesimo compleanno così filmavo il tempo trascorso, con quel filo di malinconia che affiora quando si pensa al tempo che resta:
INFANZIA (1959 meno 1948: vita durata 11 anni); ADOLESCENZA (1963 meno 1959: vita durata 4 anni); FORMAZIONE (1973 meno 1963: vita durata 10 anni); ETA’ ADULTA (2003 meno 1973: vita durata 30 anni); LAVORO (2007 meno 1973: vita durata 34 anni); ANNI DI VENEZIA (2003 meno 1997: vita durata 7 anni); AMORE (2007 meno 1982: vita durata 25 anni); POLITICA (2001 meno 1973: vita durata 28 anni); PRE-VECCHIAIA (2007 meno 2003: vita durata finora 4 anni)

Wolfang Roth, inseguendo Carl Gustav Jung, la racconta così:

L'infanzia, l'adolescenza, l'età media, la maturità e infine la «saggezza» e l'approssi­marsi della morte sono cinque fasi fondamentali che han­no bisogno di forze archetipiche specifiche per la loro rea­lizzazione.
Il compito principale nell'infanzia consiste nel fare i pri­mi passi verso un Io stabile, ovvero di differenziare in sen­so junghiano il complesso dell'Io. Poiché l'Io, con le funzio­ni della coscienza, nasce dalla matrice originaria dell'in­conscio collettivo e può essere dunque concepito come una «propaggine» del Sé, all'archetipo del Sé spetta qui un ruo­lo decisivo. Nell'interazione con i genitori si attivano le strut­ture archetipiche che corrispondono all'elemento materno e paterno. Qui si origina il compito evolutivo del distacco e della differenziazione rispetto ai complessi genitoriali.
Questo processo si prolunga nell'adolescenza. Nella fa­se del distacco dai genitori e del raggiungimento dell'auto­nomia, è soprattutto l'archetipo dell'eroe ad acquistare un significato particolare. L'esplorazione e la conquista del mondo risalgono prevalentemente a quelle esperienze «eroiche» che nella storia dell'uomo sono state raccolte e, per così dire, «archetipicamente archiviate» in innumerevoli variazioni. Anche gli archetipi centrali del femminile e del maschile, l'Anima e l'Animus, si presentano nell'adole­scenza all'uscita dalla fase di latenza e vengono esperiti proiettivamente nei primi innamoramenti.
Nella prima età adulta, che abbraccia all'incirca il perio­do tra i 25 e i 40 anni, l'archetipo dell'eroe è ancora impor­tante, ma stavolta si tratta della capacità di imporsi e del su­peramento della realtà nei confronti di molteplici resistenze e pericoli disseminati lungo la strada che porta all'identità personale e professionale. Nell'archetipo dell'eroe sono pre­senti le capacità necessarie per potere resistere al risucchio della regressione, ovvero l'«essere nuovamente inghiottiti» dall'elemento materno e, più in generale, dall'inconscio. Contemporaneamente viene raggiunta una fase di vita in cui può delinearsi una svolta fondamentale dall'estroversione prevalente, fino ad allora necessaria, all'introversione.

L'età adulta intermedia, che va all'incirca dal quarantesimo al cinquantacinquesimo anno di vita, va intesa come un «superamento dello zenit», come un volgersi definitivo verso la seconda metà della vita. In questa fase si costella in modo particolarmente frequente l'archetipo del Fanciullo «divino», che si riflette, per esempio, in sogni di bambini. In tal modo si riattiva e si rigenera il «fanciullo inferiore» con le sue doti creative e spirituali. Si possono così scoprire e sta­bilire nuovi compiti di vita e una nuova ricerca di senso.
Questo processo prosegue nell'età adulta successiva (maturità), che va all'incirca dai 55 ai 75 anni. Con l'approssimarsi del­la «saggezza» possono schiudersi nuove libertà rispetto ai ruoli predefìniti. Può attuarsi, grazie a un atteggiamento di introversione, uno sguardo retrospettivo sulla vita condot­ta fino a quel momento e può prodursi un legame con la «to­talità». L'archetipo del «Vecchio saggio» ha qui un compito centrale. Il confronto e l'integrazione dei temi della «sag­gezza» non soltanto si uniscono allo sguardo retrospettivo e alla ricerca approfondita del senso della vita, ma sono ca­ratterizzati allo stesso tempo dal senso di una separazione prossima, dunque dall'approssimarsi della morte.

Verso la fine della vita, questo processo può essere ca­ratterizzato da un'ulteriore e più profonda introversione, nella quale si perviene anche a un'«organizzazione rove­sciata» delle funzioni dell'Io, che trova la sua espressione nell'indebolimento e nella perdita. In questa fase di allen­tamento e di addii, dunque di disposizione a morire, l'ar­chetipo della morte, che si può esprimere simbolicamente, per esempio con l'immagine del barcaiolo, ha un significa­to particolare.

In Wolfang Roth, Incontrare Jung – introduzione alla psicologia analitica (2003), Edizioni Magi, 2005, p, 166-168

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 29, 2007 17:21 | link | commenti (14)
categorie: vivere tempo, pensare psiche
giovedì, 27 dicembre 2007

Carl Gustav Jung sul simbolo di Giobbe



In tema di cultura e personalità

Nelle religioni tendo a distinguere i simboli, di cui sono espressione, dalla dogmatica o dalla precettistica che si portano dietro.
Nello stesso tempo faccio il possibile per distinguere anche fra le religioni. Giudico pericolosa e disumana la religione musulmana, che nasce dalla guerra e che aspira alla sopraffazione. Mentre resto psicologicamente ammirato dalla figura di Gesù detto il Cristo, in quanto mi parla di un Dio che nasce da donna e che si fa uomo e muore (urlando il suo senso di abbandono) per annunciare la possibilità della Resurrezione. Che interpreto come faccenda esclusivamente personale e terrena. Senza negarmi l’illusione di una possibile altra vita ultra-terrena, ma ritenendola estremamente improbabile.
In questa prospettiva sono anche lontano sia dal nervoso ed invidioso laicismo dei professionisti della laicità, sia dal prepotente senso di superiorità morale che invade la cultura cattolica su temi quotidiani come il sesso e la famiglia o su questioni comportamentali di etica e bioetica.
Essendo un felice essere inutile (più passa il tempo e più mi diverte la mia inutilità esistenziale, la mia infinita piccolezza) sono stato estremamente colpito dal fatto che anche un gigante come Carl Gustav Jung, alla fine della sua vita, era arrivato alle stesse conclusioni.
Ubi maior minor cessat. Tuttavia certe coincidenze fanno piacere.
In una lettera scritta nel 1960 all’età di 85 anni così Jung argomentava con un cattolico che lo aveva aspramente criticato per il suo straordinario scritto su Giobbe (1):
 

“il mio volumetto non si interessa per nulla a ciò che Lei o io pensiamo di Dio, ma solo e con tutta modestia a quello che la storia dei simboli ha da dire al riguardo.
… mi occupo delle rappresentazioni antropomorfiche della divinità e sguazzo nella melma del fondo del mare. Questa melma è però l’animo umano, com’è già da molte migliaia di anni. Come medico mi occupo delle sofferenze del mondo e delle loro cause … ma Lei è un cristiano felice, ben superiore al fondo melmoso, esultante nella Sua straordinaria affermazione che Dio è amore, alla quale nessuno presta ascolto. Lei bada così poco alla “melma” da non notare neppure di cosa mi occupo … Non posso condividere il Suo arrogante rifiuto della follia umana. La Sua prerogativa è di non interessarsi all’uomo, ma al suo amore, che, come Lei dice, è Dio.
… Il cristiano felice ci dice come dovrebbero andare le cose, ma evita volutamente di lasciarsi coinvolgere dalla realtà concreta, che è soltanto fastidiosa. Questa stupefacente superiorità muove quasi all’invidia: si lascia che tutto vada come deve andare e si abbandonano gli uomini a dibattersi nel loro confortevole pantano.
Già, e il Suo amore? Al secondo punto della lettera Lei scrive: “Che diritto aveva Giobbe di lamentarsi con Dio per la perdita di semplici oggetti?” Se Lei è sposato, chieda un po’ a Sua moglie cosa direbbe di essere considerata un “semplice oggetto”  …. Il suo involontario uso del linguaggio illumina e tradisce come funzioni il Suo “amore”. Interessante, vero?
Lei nega all’uomo il diritto di lamentarsi davanti a Dio. Può mai il dolore chiedere il diritto di urlare il suo bisogno e la sua disperazione? Non ha forse diritto, il cristiano felice, di lamentarsi col suo amorevole Padre, col “Dio dell’amore” o col “Dio-Amore e impetrare da Lui considerazione, pazienza o almeno, se non altro, giustizia?
Negare a Giobbe il “diritto” di recriminare tradisce il Suo punto di vista legalistico e distaccato, ma non rivela un sentimento umano.
Nella mia debolezza e stupidità considero indispensabile mantenere un po’ di compassione, di umiltà, di amore e di sentimento, se si vuol capire l’animo umano e il suo triste fango, cioè la melma e il fango che ne coprono il fondo, ma se Lei chiude gli occhi di fronte ai miti antichi e si rallegra alla vista di una “realtà” semplificata, ogni fango sembra scomparire”

Carl Gustav Jung, Esperienza e mistero, 100 lettere a cura di Anela Jaffé (1975), traduzione di Antonio Vitolo e Maria Anna Massimello, Boringhieri. 1982, p. 158-160


(1) Carl Gustav Jung, Risposta a Giobbe (1952), in Psicologia e religione, traduzione di Elena Schanzer e Luigi Aurigemma, Boringhieri, 1979, pagg. 337-460

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 27, 2007 15:42 | link | commenti (11)
categorie: pensare psiche
mercoledì, 26 dicembre 2007

Muore Oscar Peterson

Oscar Peterson (1925-2007) lo ricorderò soprattutto per questa interpretazione:



venerdì, 11 maggio 2007 Oscar Peterson (1925)
A proposito di felicità e di grandi vecchi!
Ascoltiamo e guardiamo Oscar Peterson.
La faccia beata, le note nella bocca ... e che altro ancora Dodo, Prisma ...? Ah sì, l'occhio affettuoso del contrabbissista ... E il piano orchestrale con una mano sola, quando si asciuga il volto ... E i passaggi di a solo fra musicisti ...
postato da: AMALTEO alle ore dicembre 26, 2007 18:49 | link | commenti (9)
categorie: ascoltare jazz, vivere morte
martedì, 25 dicembre 2007

Fiabe di Louis Armstrong

La mattina dopo "la notte", sotto l'albero di Natale, ho trovato:

 



" .... si realizza nell’evento del Natale un fenomeno che gli storici delle religioni, ma anche gli psicologi del profondo, conoscono bene. Si tratta della potenza che il rito, condiviso per lungo tempo da molte persone, finisce con l’assumere nell’inconscio collettivo e, da lì, nella vita di tutti. Anche chi coscientemente non crede, insomma, viene toccato nel profondo, anche se inconsciamente, dall’enorme energia che la preparazione e la celebrazione del rito ha prodotto nella psiche di tutti i popoli che si sono riconosciuti in quel rito, nel corso del tempo. Questo contatto, tra la psiche individuale e l’inconscio collettivo già presente in ognuno di noi, trasforma e modifica, per un periodo più o meno lungo, il nostro clima psicologico. In questa trasformazione, naturalmente, contano molto le caratteristiche simboliche e affettive presenti e attive nel rito. Nel Natale, ad esempio, compare il simbolo che più fortemente influenza la felicità dell’uomo: proprio quello del cambiamento e della trasformazione. Che realizzandosi, ci fa passare da una condizione precedente e ormai vecchia, stanca, priva di energia, a una nuova, proiettata in un futuro pieno di speranza."
Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 24 dicembre 2007, www.ilmattino.it
postato da: AMALTEO alle ore dicembre 25, 2007 00:10 | link | commenti (8)
categorie: ascoltare a mezzanotte, ascoltare jazz - louis armstrong
domenica, 23 dicembre 2007

Interpretazioni di Silent Night

E' piena notte.
Poi, domani sarà "la notte" per cultura, storia e tradizione.
C'è una musica (una più di altre) che è annidata nella mia memoria biografica e sensoriale ed è associata al Natale.
Una gran festa, indipendentemente dai credi. Perchè tutti siamo stati piccoli ed avvolti dalla magia di questo arco dell'anno.
Così, per "atmosferizzare" le ore che precedono ho preparato una manciata di

Silent Night
Stille Nacht

Un classico si può permettere tanti stili di esecuzione e altrettanti di ascolto: voci di bambini, Tom Waits, Lisa Hannigan, Frank Sinatra, Dinah Washington, Dionne Warwick, Placido Domingo, Enya, Mahalia Jackson, Harry Connick, Johnny Cash, Barbra Streisand, Brennan Caballè, Zucchero, Chris Botti, Lena Horne e Count Basie, Nat King Cole, Sinead O' Connor, Willie Nelson, Cortoons Walt Disney, Canto gregoriano ...
Auguro al passante sulle tracce una Buona e Dolce caduta dentro questo momento.

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 23, 2007 00:55 | link | commenti (8)
categorie: ascoltare a mezzanotte
sabato, 15 dicembre 2007

Gruppo di lettura: autori per i prossimi tre mesi

books and bookends 4Piccolo e non pretenzioso passaggio per individuare il prossimo autore e testo da leggere assieme nei prossimi 3 mesi.
Ringrazio Astime che mi ha segnalato lo strumento e indicato il possibile uso.
E' una esercizio di prova ed errore per centrare l'obiettivo di un libro da mettere a lettura.
Clicca un autore, poi Submit Vote e infine Control Result.

La conversazione su
Herrigel e il suo Zen e tiro con l'arco rimane aperta.
Buoni giorni.

19 dicembre 2007
36 voti. ci siamo. Lo strumento Sparklit è tarato. la prossima volta (tranquilli: sarà a fine febbraio) daremo solo 2 voti. per disperdere meno le preferenze.
... ci siamo, dicevo.
Il gruppo - base ha già ricevuto questa lettera. ma poichè questo è uno spazio aperto, "nessuno si senta escluso".
Dunque:

Caro passante che sei arrivato su questa traccia,
ho pensato di anticipare di qualche giorno la proposta per le nostre letture comuni. per approfittare delle vacanze di Natale sia per regalare, sia per farsi regalare qualche libro. Ecco anche una idea-regalo: regalate uno dei libri indicati qui sotto, con l'indicazione che ci sarà una lettura condivisa. pensate: un libro con una lunga, lunghissima coda.
Vengo al dunque.
Propongo la lettura di 3 libri, dicasi tre libri
Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, Einaudi
Haruki Murakami, A sud del confine a ovest del sole, feltrinelli
Alice Munro, Il percorso dell'amore, Einaudi
Perchè tre? intanto questi autori si sono imposti nel questionarietto e poi perchè con tre libri si può scegliere. Si allarga la base della conversazione. In tre mesi sono abbastanza certo che almeno un libro ciascuno lo potrà leggere, meditare e commentare. Inoltre qualcuno ha già letto almeno uno di questi. bene: potrà leggerne un altro
perchè Memorie di Adriano? perchè astime ha detto che è il suo libro. difficile dubitarne
Perchè A sud del confine a ovest del sole? perchè è molto piaciuto a dicichè. e dicichè è brillante, spiritosa, creativa, piena di scoppiettante intelligenza. come dubitarne?
Perchè il percorso dell'amore? perchè è del 1985. è la prima raccolta di racconti che ha fatto conoscere in Italia questa scrittrice canadese. Ho l'intuizione che ci piacerà molto questa donna. potete forse dubitare di una mia intuizione?
Les jeux sont faites.
Abbiamo un gruppo numeroso di partenza, abbiamo tre autori e tre titoli. Abbiamo davanti tre mesi e , poi , ancora l'altro tempo che resta.
Ora abbiamo bisogno dello spunto di partenza
Si tratta del post di partenza, cui associare for ever la conversazione.
Ho chiesto alle due ragazze già citate di fare il gesto. E a un'altra commentatrice del libro di Herrigel
Faranno il post cui assoceremo, quasi come in un wiki, tutti i commenti, creando così una conversazione.
Ci diamo un appuntamento per i primi di gennaio
Nel frattempo: buona transizione all'anno nuovo
a presto
amalteo


Gruppo di lettura

Fra gli autori indicati qui a fianco, quale ti piacerebbe leggere o rileggere nei prossimi 3 mesi?

Robert Louis Stevenson
Virginia Woolf
Rainer Maria Rilke
Alice Munro
Cormac McCarthy
Marguerite Yourcenar
Haruki Murakami
Isabel Allende
Jonathan Coe
Doris Lessing
Philip Roth
Anne Tyler
Arthur Schnitzler
Amélie Nothomb
  Current Results
postato da: AMALTEO alle ore dicembre 15, 2007 17:09 | link | commenti (64)
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Gruppo di lettura: elenco dei libri in divenire

books and bookends 4Appoggio qui il nostro elenco libri in divenire, per averlo sempre sotto mano e per provare a dire: " ... ecco leggo ..."  oppure "... ecco ... rileggo ...":

Elenco dei libri per il nostro gruppo di lettura

C'è una libreria di Parigi che si chiama "Sous la lampe".
Mi ha sempre dato quel senso di luogo adatto alla lettura. Un po' intimo e raccolto. Persino il lieve buio d'intorno lo rende ancora più intimo e raccolto.

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Post connesso a questo:
postato da: AMALTEO alle ore dicembre 15, 2007 11:04 | link | commenti (4)
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venerdì, 14 dicembre 2007

Libri per la transizione di fine/nuovo anno

books and bookends 4Fra le tante liste di Libri da regalare che si trovano sui quotidiani o sui tanti Blog-Libri mi piace il modo in cui ha impostato la raccolta dei suggerimenti Remo Bassini:

"Ho chiesto ad alcuni che vivono tra libri e scrittori e scrittura di indicare, per il mio giornale, tre titoli di libri da consigliare ..."

Ho messo sul tavolo questi:

Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori.
da tenere accanto, sul tavolo o sul comodino, per godere di una scrittura densa di leggerezza e per invitarsi ad altre letture

Cormac McCarthy, La strada, Einaudi
un padre e un figlio su un carrello da supermercato in cammino dentro una terra desolata. eppure la relazione intersoggettiva la vince sulla distruzione del paesaggio da vivere

Vito Mancuso, L’anima e il suo destino, Raffaello Cortina
perchè la domanda prima è anche la domanda ultima: “la domanda riguarda la morte e l’al di là della morte, non tanto che cosa ci sarà, piuttosto, molto più radicalmente, se qualcosa ci sarà”

Remo Bassini sta raccogliendo moltissime altre proposte che aggiorna in questo elenco: Libri da regalare

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 14, 2007 23:58 | link | commenti (5)
categorie: leggere

Demetrio Paolin, Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana

Il saggio di Demetrio Paolin Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana mi è stato segnalato ,qualche mese fa da Kosmogabri, che lo aveva reso disponibile sul sito Re.Set e.Magazine della Svizzera italiana.

Il saggio è pubblicato da VibrisseLibri (scaricabile gratuitamente). Una seconda edizione riveduta e aumentata sarà pubblicata dalle edizioni Il Maestrale (in libreria a gennaio 2008). Dai primi di gennaio Vibrisselibri pubblicherà interviste a scrittori e giornalisti sui temi trattati nel saggio.

Per ora lo appoggio qui. Vorrei riprenderlo in futuro.

Il seguente booktrailer è scritto e prodotto da Grenar per Vibrisselibri.


postato da: AMALTEO alle ore dicembre 14, 2007 23:35 | link | commenti
categorie: pensare storia contemporanea, pensare politica terrorismo

Tempi brevi e tempi lunghi della politica

IND-CULT-SOCLa politica - e anche la politica che passa attraverso le "forme partito" che si sono create in questi anni - mi interessa PERSONALMENTE.
Perchè mi aiuta ad uscire dal mio individualismo. Pensato ed elaborato, ma sempre ... individualismo.
La politica mi stimola, invece, ad un esercizio quotidiano di riflessione sul Sè e sul Mondo. E' quindi necessaria.
Tuttavia mi rendo conto che la comunicazione televisiva, così incalzante, veloce, spesso superficiale porta ad un "effetto svuotamento".
Intendo dire che la logica del tempo breve (riforma della previdenza, legge sulla sicurezza, sistema elettorale ...) mette in ombra il tempo lungo. E' come se - affascinato dalla contingenza temporale alimentata dalla comunicazione "per frammenti" - alla lunga mi si ottunde la riflessione su cicli storici più ampi. Quelli che consentono l'interpretazione.
A questo pensavo mentre leggevo queste righe di Silvia Montefoschi nella sua analisi del ruolo di Louis Althusser nella storia del pensiero:

"Tralasciando le notevoli reazioni polemiche che questa figura di pensatore e il suo pensiero hanno suscitato, non solo in Francia, ma nel mondo intellettuale di sinistra, polemiche che non hanno altro valore se non quello di eventi limitati alla datazione e storica, dalla contingenza e dal carattere personalistico delle polemiche stesse ..."

in: Silvia Montefoschi, L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno. Escursione nella filosofia del XX secolo, Zephyro Edizioni, Milano, p. 7

postato da: AMALTEO alle ore dicembre 14, 2007 10:43 | link | commenti (2)
categorie: pensare storia contemporanea, pensare politica