Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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Blogger: AMALTEO
Nome: Amalteo
2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento) pamalteo@gmail.com

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giovedì, 29 novembre 2007

Gruppo di lettura

books and bookends 4

“Ho sempre pensato che chi legge un libro, in qualche modo lo riscrive. L’autore porge delle indicazioni ma poi è il lettore che deve saper ricostruire con la sua immaginazione e il suo sapere il mondo in cui si trova a vivere attraverso i corpi estranei dei personaggi”

Dacia Maraini, Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni, Rizzoli, 2000, p. 21

Ho un’idea che mi frulla per la testa da qualche tempo: creare un gruppo di lettura.
L’idea è di fare, tramite queste nostre pagine trasferite sui fili internettiani,
quello che si potrebbe fare faccia a faccia tra amici, nelle nostre case.
Con la differenza che qui supereremmo le barriere dello spazio:
non più l’orizzonte locale della città o del paese, ma la possibilità di mettere assieme
i paesaggi del Nord, del Centro e del Sud.
Un gruppo di persone - che si allarga e restringe, in rapporto alle nostre esigenze
della quotidianità - sceglie di leggere un libro, lo stesso libro.
E poi ne parla, citando pezzi, leggendolo a voce alta, collegandolo alla propria situazione
emotiva, facendo le sue connessioni ad altri testi, rivelando i suoi punti di vista.
Il primo passo è quello di scegliere il libro.
Si può partire da quello che, casualmente, è sul comodino di ciascuno (“sto leggendo”),
o negli elenchi che si mettono nei tag,  o ancora che è una lettura del passato,
ma che si ha voglia di ri-leggere.
Il secondo passo consiste nel mettere in atto la strategia intersoggettiva. 
Uno inizia il percorso: introduce la conversazione, fa la sua presentazione del testo, 
mette in luce alcuni aspetti, invita alla lettura.
Ogni blog dei componenti del gruppo potrà fungere da punto di partenza.
L’Altro prende la parola, associa, amplifica, mette in risonanza, passa, ritorna, 
si allontana, aggiunge, sfuma.

Sarà il tempo a fare il suo corso.

Non ci sarebbe alcuna differenza rispetto al “giro dei post”, se non quella che

– ogni tanto – si torna al gruppo di lettura.

Il post di partenza fa da aggregatore dei commenti.

In tal modo semplicemente forziamo la inesorabile struttura cronologica dei blog

e creiamo – invece -  fra noi una struttura tematica.

Ossia stiamo su quell'oggetto finchè ci sono cose da dire.

Fra l'altro è la logica dei Wiki: tematica e non cronologica.

Quando la discussione finisce - per esaurimento naturale - uno di noi potrà fare un eventuale post di sintesi che riprende i vari apporti.

Ma anche questo senza eccessi, non come compito. ma solo come "voglia" di farlo.

Certo, perché la premessa di tutto è che debba essere un piacere, non un impegno.

“Il fenomeno intersoggettivo … si rivela a me come la felice condizione dell’esistere 
con l’altro senza bisogni.
Se però analizzo questa condizione mi accorgo che essa si fonda sul soddisfacimento
di due bisogni che le sono essenziali; quello che l’altro ci sia, in quanto è grazie
all’esserci dell’altro che io mi manifesto come esistente e mi riconosco,
e quello che io ci sia in libertà, poiché mi riconosco solo se sono libera
di dirmi e di darmi così come, di volta in volta, l’esistere dell’altro mi rivela a me stessa”
Silvia Montefoschi, L’uno e l’altro, Feltrinelli, 1977, p. 32 
Prendo congedo da qui per due giorni. 
domenica prossima farò il primo gesto.  A partire da:
Eugen Herrigel, Lo Zen e il tiro con l’arco, Adelphi, 1979 (prima pubblicazione: 1948), 
che ho verificato con alcuni amici il suo essere già “in lettura”.  
Nel frattempo creiamo l’atmosfera del luogo in cui ci troveremo con questa musica:
 
Archimia, The Place Where We Will Meet Again, in Tacchino latino, 2007 
postato da: AMALTEO alle ore novembre 29, 2007 12:50 | link | commenti (14)
categorie: pensare silvia montefoschi
lunedì, 26 novembre 2007

26 novembre: la tappa dei 59 anni


Giorgio Gaber, La razza in Estinzione in La mia generazione ha perso

Quante vite ci sono date da vivere?

Se vedo la questione dal punto di vista concretistico è evidente: una sola. Quella del nostro ciclo biologico, scandito dal tempo che resta.

Se invece mi  dispongo sul piano esistenziale e simbolico, le cose stanno diversamente.

Arrivare a 59 anni con le funzioni cognitive ancora funzionanti e in condizione di salute accettabile (vediamo cosa succede il 27 novembre, però) offre una occasione psicologica per “fare memoria”

Come elabora la mia mente la scansione della vita alla luce del qui ed ora dell’oggi?

Ecco …

Lascio andare le briglie della memoria e fisso i momenti fondanti e la loro durata.

 

INFANZIA (1959 meno 1948: vita durata 11 anni)

Nasco nel 1948, da un amplesso - spero gaudente -  quasi primaverile.

Quindi ho l’età della Costituzione della Repubblica Italiana.

Che venga da lì il mio rigorismo sulle regole? Ossia la convinzione profonda che sono le regole ad essere educanti e protettive?

Questa è la fase della necessaria dipendenza dalla famiglia:


In questo periodo ho vissuto in modo passivo come la risultante genetica ed educativa di mia madre e mio padre e cultural-educativa della scuola elementare:



Sono quello della prima fila a destra. E la biondina alla mia destra è stata la prima destinataria delle primarie pulsioni libidiche di allora. Forse decisive per l’orientamento sessuale.

Qui in terza media:



E’ stata una fase di Io passivo nella quale - in quanto vivente -  ho costruito le impalcature del mio corpo e le prime radicine della psiche:



ADOLESCENZA (1963 meno 1959: vita durata 4 anni)

E’ la fase in cui l’Io diventa più attivo e nella quale le responsabilità della vita che mi è toccato costruire comincia ad essere solo mia e non più addebitabile ai genitori biologici.

Faccio risalire l’inizio della adolescenza  alle prima vacanze da solo. Nel corso di un viaggio venni affidato ad un’altra famiglia di Barcellona. Era l’estate del 1959

Un bel ricordo.

E un bel sapore che riemerge dalla memoria sensoriale: l’ "orchata" del Barrio Gotico.

Sul piano della cronologia storica sono gli anni dell’avvio dei primi governi di centro-sinistra.

 

FORMAZIONE (1973 meno 1963: vita durata 10 anni)

L’adolescenza, con le sue trasformazioni somatiche e sessuali, sfuma in quella della formazione sempre più identificata e mirata. Insomma: qui costruivo – in modo prevalentemente inconscio -  il futuro destino professionale.

Il primo perno importante è a 15 anni (1963) : scoprivo che non c’era solo l’Iliade e l’Odissea, ma anche Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway.



E' il periodo del  professor Visconti, dei giornali studenteschi e delle irripetibili amicizie di quei tipi di anni.



Poi il volo fuori dal nido: l’Università. A 300 Km da casa.

Il Sessantotto.

Il massimo della contraddizione: credevamo che fossimo in Cina e invece eravamo a 30 metri dal Duomo.

Anche questa chiusura di fase è fissata in modo indelebile e stabile in un viaggio di studio: Parigi, in agosto e settembre del 1973, a 25 anni.

 

ETA’ ADULTA (2003 meno 1973: vita durata 30 anni)

Il centro di una esistenza è l’età adulta.

Ma qui non sono nella catalogazione delle età di cui si parla nelle facoltà di Scienze della formazione.

E – quindi – per me l’età adulta contiene al suo interno 3 vite

 

LAVORO (2007 meno 1973: vita durata 34 anni)

Howard Gardner in Cinque chiavi per il futuro (Feltrinelli 2007) sostiene che per acquisire l’intelligenza disciplinare (quella che governa il mestiere e la professione) occorrono dieci anni.

Sì … ci vogliono almeno 10 anni per entrare in un circuito lavorativo e saperlo attraversare.

Il sistema sociale italiano mi ha fornito un lavoro modesto ma gratificante.

Ho potuto mettere assieme apprendimento cognitivo continuo e un reddito di sopravvivenza.

Ci sono stati anni di stabilità, poi una caduta dolorosa e poi ancora una rinascita “napoleonica” (la polvere e l’altare del Manzoni).

Qui dentro splendono come gemme luminose ed assolute gli

ANNI DI VENEZIA (2003 meno 1997: vita durata 7 anni)

 

La fine di questa esperienza coincide con l’apertura della pre-vecchiaia.

 

AMORE (2007 meno 1982: vita durata 25 anni)

E’ certo che questo è il mio Mandala tibetano.

E’ il cuore pulsante della esistenza.

E tutto è dovuto ad un incontro sincronico con mia moglie



Questa vita dura tuttora e vorrei durasse in eterno.
 

POLITICA (2001 meno 1973: vita durata 28 anni)

E’ un percorso importante, nel quale non sono stato solo uno spettatore.

L'ho già raccontato in The Cross the Line

La militanza è stata attiva.

Ho cominciato sull’onda storica del colpo di stato militare nel Cile.

Ho partecipato a tutte le vicende del declino del modello comunista (sia pure nella sua variante italiana).

Ho concluso con l’attacco delle torri gemelle di New York, quando ho compresa la totale incapacità della sinistra di comprendere l’evento ed il ciclo che si apriva.



PRE-VECCHIAIA (2007 meno 2003: vita durata finora 4 anni)

Eccomi all’oggi.

Ho 59 anni e da 4 sono consapevolmente nella pre-vecchiaia



La vita tranquilla

Sei alla finestra.
C'è una nube di vetro a forma di cuore.
I sospiri del vento sono caverne in ciò che dici.
Sei il fantasma sull'albero lì fuori.
La strada è muta.
II tempo, come il domani, come la tua vita,                    
è in parte qui, in parte sospeso in aria.
Non puoi farci niente.
La vita tranquilla non da preavvisi.
Consuma i climi dello sconforto
e compare, a piedi, non riconosciuta, senza offrire nulla,
e tu sei lì.

Mark Strand, da Darker (1970), pubblicata in Il futuro non è più quello di una volta, traduzione di Damiano Abeni, Minimum Fax, 2006, p. 57

Lo dico con stupore (e paura): sono gli anni migliori

Vorrei che durassero a lungo.

Anche per vedere quante vite ho ancora da vivere

Auguro a chiunque passi di qui di arrivare a questi anni e goderli intensamente come riesco a viverli io.


Il giorno dopo.
La sincronicità svolge implacabilmente la sua funzione, come sempre mi è successo.
Claudio Risè, proprio oggi, pubblica una argomentazione sul tema:

Ricordare il passato per immaginare un futuro

postato da: AMALTEO alle ore novembre 26, 2007 00:12 | link | commenti (57)
categorie: vivere tempo, vivere memoria, vivere personalitĂ , vivere compleanni
sabato, 24 novembre 2007

Tracce condivise

Per fare ordine nelle erranze sui sentieri della rete consiglio ai camminatori di imparare ad usare Google Reader


tracce

postato da: AMALTEO alle ore novembre 24, 2007 13:06 | link | commenti (7)
categorie: comunicare blog
mercoledì, 21 novembre 2007

Femmes qui jouent du piano



Questa sera musica!

Per te,

amica o amico che passi

.... per me ...

Nina  Simone  at Ronnie Scott, 1984,  Norah Jones, Live in New Orleans, 2002,  Gianna Nannini, Perle, 2004:

Facciata A  - God, God, God       Comes Love      Notti senza cuore      If You Knew / Mr Smith      Come  Away  with  me       Una luce       Mississippi  Goddam / Alabama Song        The long Way Home        California        For a while      Carnival Town

Facciata B  -  Amore cannibale       See-Line woman       The long day is over      Aria

Shirley Horn, May the music never end, 2003: If you go away       The nearness of you      Yesterday    

Profumo       Humble me       Ill wind       Meravigliosa creatura





Post Scriptum
Mi si perdoni l'auto-elogio, ma questa antologia è davvero molto, molto bella.
Se vuoi solo sentirla clicca o su Femmes-piano1.mp3 (facciata A) oppure su Femmesjouentpiano2.mp3 (facciata B) nel box DivShare qui sopra. Lascia aperta la pagina e puoi anche fare altro mentre ascolti: la musica fluisce.
Se vuoi metterla su un tuo lettore, clicca o su Facciata A o su Facciata B. DivShare (benedetti!) mette a disposizione, lì sulla destra, il link Download Original che puoi scaricare su una tua directory e poi trasbordare sul lettore.
buoni ascolti e riascolti.
postato da: AMALTEO alle ore novembre 21, 2007 00:25 | link | commenti (14)
categorie: ascoltare mie antologie
lunedì, 19 novembre 2007

Camminare per 500 passi ...

Dalla casa sul lago al posteggio occorre camminare per circa 500 passi (di cui 77 scalini).
Nel mese di novembre lassù il sole cala già alle 15 e alle 18 è buio pesto.



Quei passi, calcati nel buio,
fanno ancor più riflettere sullo scorrere del tempo.
A metà percorso una breccia nel muro fa vedere il disegno della baia.



Oggi pomeriggio con Lu abbiamo riflettuto su queste parole di Silvia Montefoschi:

Il problema fondamentale è che nella reale intersoggettività i contenuti su cui i due riflettono insieme sono contenuti che riguardano entrambi. Il punto di partenza implica il concetto che la dinamica dell’uno è uguale alla dinamica dell’altro. Tutte le dinamiche che emergono appartengono ai due e, via via riflettendo scoprono insieme che queste dinamiche appartengono a tutta l’umanità e si passa in un ambito di ricerca filosofica, in cui la dinamica umana coincide con la dinamica dell’essere.

Come si parla di intersoggettività ? non ci si può limitare a dire tu sei un soggetto non sei un oggetto, ma occorre trattare un contenuto comune, perché se ci si limita a trattare i problemi del paziente non è mica intersoggettività. In "al di là del tabù dell’incesto" dico che in gioco deve entrare anche la problematica del soggetto analista. Metterei in evidenza questo problema. Nell’intersoggettività come ne parlo io ciò che emerge è un contenuto universale.

da Intervista a Silvia Montefoschi, a cura di Tullio Tommasi


Camminare per 500 passi, il buio presto, una breccia sulla baia, il tema dell'intersoggettività, una canzone ... sono eventi che stanno assieme solo se gli si dà peso ed importanza. Come quando sulla rena di una spiaggia ciottoli, alghe, legni e barattoli formano una figura che appare dotata di significato.
E' la relazione fra gli oggetti e il soggetto che si può provare a far agire dentro di sè.

John Foxx & Harold Budd
Here And Now
in Translucence, 2003




MONTEFOSCHI SILVIA, FU UNA PIOGGIA DI STELLE SUL MIO VISO (NAPOLI 1952), LABORATORIO RICERCHE EVOL., 1989, p. 70;  MONTEFOSCHI SILVIA,  ESSERE NELL'ESSERE, RAFFAELLO CORTINA, 1986, p. 305;  MONTEFOSCHI SILVIA, IL SISTEMA UOMO. Catastrofe e rinnovamento, RAFFAELLO CORTINA, 1985, p. 234;  MONTEFOSCHI SILVIA,  C.G JUNG UN PENSIERO IN DIVENIRE, GARZANTI, 1985, p. 226;  MONTEFOSCHI SILVIA ,PSICOANALISI E DIALETTICA DEL REALE, BERTANI EDITORE, 1984, p. 150;  MONTEFOSCHI SILVIA,  AL DI LA' DEL TABU' DELL'INCESTO. Psicoanalisi e conoscenza, FELTRINELLI, 1982, p. 231;  MONTEFOSCHI SILVIA, DIALETTICA DELL'INCONSCIO, FELTRINELLI, 1980, p. 287;  MONTEFOSCHI SILVIA, OLTRE IL CONFINE DELLA PERSONA, FELTRINELLI, 1979, p. 165;  MONTEFOSCHI SILVIA, L' UNO E L'ALTRO. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico, FELTRINELLI, 1977, p. 368
domenica, 18 novembre 2007

David Byrne, Winter



E' calato il generale inverno.
Le foglie cadono più velocemente dagli alberi e sono spazzate via dal vento.
E' arrivato il momento di riprendere le buone abitudini della musica da ascoltare con gli amici.
Data l'ora: attorno a mezzanotte.

David Byrne
Winter
da "The Knee Plays"



Per saperne di più su David Byrne e sul disco occorre andare a questo post di Prisma
postato da: AMALTEO alle ore novembre 18, 2007 00:17 | link | commenti (4)
categorie: ascoltare a mezzanotte
sabato, 17 novembre 2007

Prodi, il leggendario, vince la scommessa della seconda legge finanziaria



La leggenda del santo mediatore continua.
Perfino De Bortoli, il direttore del Sole 24 Ore che era scettico, riconosce la "grande tenacia di Romano Prodi".
Il governo supera il traguardo della seconda legge finanziaria, lo strumento di base delle politiche pubbliche per il prossimo anno.
161 voti favorevoli, 157 contrari.
C'è qualche mese di fiato nella politica italiana..
Quello sufficiente a far sprigionare l'abilità tattica e strategica di Veltroni.
I detrattori (invidiosi da girone dantesco: occhio alla serata-evento con Roberto Benigni) si accorgeranno presto de i talenti di Walter Veltroni.
Il suo  indirizzo è chiarissimo: perseguire obiettivi di interesse per tutto il paese, non quelli di un singolo partito, come il nascente Partito Democratico.
Ottimo metodo.
Argomentazioni altrettanto conseguenti.

"L’opposizione, forte nel Paese di un consenso popolare senza precedenti, in Parlamento è sostanzialmente impotente, nonostante i numeri di Palazzo Madama.
Per il centrodestra, se non vogliamo che Prodi abbia gli anni contati, è davvero doveroso riflettere e cambiare strategia.
Alleanza nazionale si augura che ciò accada in fretta e unitariamente, perché dividerci oggi sarebbe davvero imperdonabile. Al centrodestra serve una strategia semplice e chiara che parta da un dato politico tanto ovvio quanto fin qui pervicacemente negato da Berlusconi.
Il governo cadrà un secondo dopo che si avrà certezza che dopo Prodi non si torna subito alle urne con l’attuale legge elettorale. Giusto o sbagliato che sia è così, perché continuare a negarlo contro ogni evidenza? L’attesa dell’implosione della maggioranza rischia di essere l’attesa di... Godot se il centrodestra non contribuisce alla sollecita rimozione del macigno che sbarra la strada alle nuove elezioni: l’attuale legge elettorale, una legge che obbliga tutti ad alleanze eterogenee in cui è enorme il potere di interdizione e di ricatto anche di formazioni ultraminoritarie, con ridottissimo consenso popolare e che non a caso proliferano come i funghi dopo le piogge."

Gianfranco Fini, Corriere della Sera, 16 novembre 2007


Lo scenario è questo.
Bene.
Molto bene.
postato da: AMALTEO alle ore novembre 17, 2007 01:03 | link | commenti (13)
categorie: pensare politica
lunedì, 12 novembre 2007

Salute e malattia: “occuparsi” e non “preoccuparsi”

Siamo psicologicamente fragili davanti alle malattie. Ma forse è meglio parlare solo per me e dire: sono psicologicamente fragile davanti alle malattie.
Il vissuto della “salute” è quello della perfetta aderenza fra l’immagine con cui mi si presenta realmente il mio corpo e l’immagine ideale che ho interiormente del mio corpo. Se leggo o sto al computer è la vista e l’uso delle dita che mi mettono tranquillo. Se vado alla casa sul lago ho bisogno di gambe per camminare e un po’ di muscolatura per vangare.
Sto bene quando non sento alcun conflitto fra il corpo ideale (quello che mi consente la mie presenza nel mondo) e quello reale.

Ma cosa succede quando qualcosa si incrina?
Cosa succede dal punto soggettivo, intendo dire.

Accade di percepire una frattura fra il mio stato corporeo e quello standard di comportamento e di capacità di azione che prima mi sembravano ovvi.
Lo stare bene coincide quasi con la situazione di non percepire il mio corpo, perché – per l’appunto -  funziona.
L’incrinatura comincia quando il corpo parla.
Mi ha parlato l’estate del 2006 per un giorno intero, dopo i 240 scalini (bassi) che vanno dalla casa alla strada. E poi ancora nei mesi successivi. Con segni evidenti o di semplice allentamento della normale funzionalità o di alterata funzione.
In particolare mi ha parlato il cuore. Questo organo fisico ha lanciato qualche segnale che ho – in una alternanza fra ipocondria e fatalismo diagnostico – ascoltato ed accolto. Grazie anche al Servizio sanitario nazionale che con grave irresponsabilità viene criticato e che – invece – è un grande valore del welfare italiano.

Mi viene spontaneo confrontare la dimensione simbolica con quella medico-scientifica.
Il cuore, è innanzitutto un simbolo di “centro”, come insegna il linguaggio: “il cuore del problema”, il “cuore della città”.

 



Ma è anche considerato la sede di quella conoscenza che passa attraverso le emozioni:

il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce[...]. Io dico che il cuore ama l'Essere universale naturalmente, e ama sé stesso naturalmente, [...] e s'indurisce contro l'uno o l'altro, a sua scelta. [...]”, Blaise Pascal


Tuttavia, quando si percepisce una incrinatura, il cuore simbolico assume l’altro suo significato, diventando un potente e perennemente in azione muscolo chiamato “miocardio”.


Alla soggettività conviene  prudentemente affiancare l’oggettività.
Alla forza del simbolo occorre aggiungere quella complementare della indagine obiettiva.
Fra oggi e domani il mio miocardio è sotto esame di un servizio pubblico di medicina nucleare. Sarò anche blandamente radioattivo per 48 ore.
La mia grande amica ed insegnante Laura Conti mi diceva con la sua garrula voce: “Non bisogna preoccuparsi, ma occuparsi della propria salute”.

Saggia Laura che aveva - in poche ed efficaci parole - indicato la strada.

postato da: AMALTEO alle ore novembre 12, 2007 18:10 | link | commenti (65)
categorie: vivere salute e malattia
sabato, 10 novembre 2007

I gatti salvano la vita


I gatti salvano la vita.
Ne ho la prova provata.

Nel  1996, a 48 anni, per una serie di circostanze in parte esterne (avere un "capo" cattolico di Comunione e liberazione, che certamente finirà in un girone dantesco del basso inferno) e in parte interne (la mia insopportabilità di avere un "capo") ho perso il lavoro.
Nello stesso arco di tempo succedeva la stessa cosa a mia moglie. Nel suo caso si trattò di mobbing. Tanto più schifoso in quanto proveniva da una cultura lavorativa che si definiva cooperativa.
La nostra vita era ad una svolta economica. Con qualche riflesso - lieve - anche sulla situazione emotiva e su quella relazionale
Diciamo che fu una estate depressiva.
Ebbene, in quelle settimane, lì fuori nel giardino, vicinissimo alla casa - per chiedere aiuto attraverso un nutrimento sicuro e comodo - Gatta Fulvia partorì 5 gattini. Tutti salvi e, poi, ben cresciuti. E poi ancora andati per i loro destini.



Con un evidentissimo rapporto di causa - effetto (di questo parla la sincronicità) i mesi successivi ci portarono entrambi ad entrare in un'altra fase della vita. O, come direbbe Mark Strand in un'altra vita.
Insomma superammo bene quella crisi. Anzi: molto bene.
Amore e Lavoro, i due pilastri dell'equilibrio psichico di cui ha mirabilmente trattato Sigmund Freud, hanno quasi subito ricominciato a tenere.

I gatti salvano la vita.
Ne ho la prova provata.


Questo pezzo di memoria è riaffiorato in connessione al Video sceneggiato da Perlasmarrita:


postato da: AMALTEO alle ore novembre 10, 2007 13:09 | link | commenti (20)
categorie: vivere animali gatti, vivere memoria, vivere tempo sincronicitĂ