
Sono moderatamente interessato al progetto del Partito Democratico.


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Deezer è quello che io (e probabilmente MOLTI di voi) hanno sempre desiderato: un sito che permette di ascoltare la musica degli artisti che si desidera ascoltare (e NON quella simile) senza interruzioni ed in modo totalmente legale e gratuito.
In pratica Deezer è un immenso jukebox online dove potrete cercare l’artista che vi piace e… ascoltarvi online tutta la musica che ha prodotto in streaming, senza dover installare alcunchè. Potete ascoltare solo le canzoni che vi piacciono, creare delle playlist per artisti, creare delle playlist temporanee ed anche inviare i vostri mp3 perchè vengano messi a disposizione per l’ascolto (mp3 di cui detenete il copyright, ovviamente).
La "bellezza" di Deezer, oltre al fatto di potersi ascoltare SOLO la musica che si vuole, è quella che il sito è totalmente legale (è un sito francese), in quanto gli artisti di cui è possibile l’ascolto vengono retribuiti con i ricavi della pubblicità presente su Deezer. E’ inoltre possibile creare dei "miniplayer" in Flash da incorporare sul vostro sito/blog in modo da poter permettere ai vostri lettori di ascolare proprio il brano che desiderate fargli ascoltare, in modo legale e senza detenere alcun file. Deezer inoltre è localizzato in ben 16 lingue (compreso l’italiano).
E questo è un primo risultato. Un JukeBox facile facile da realizzare.
Ero stato un esploratore polare in gioventù
e avevo trascorso innumerevoli giorni e notti a ghiacciare
di luogo deserto in luogo deserto. In seguito,
lasciai le spedizioni e rimasi a casa,
e lì crebbe in me un improvviso eccesso di desiderio,
come se un fulgido torrente di luce simile a quello che si vede
dentro un diamante mi attraversasse.
Riempivo pagine e pagine con le visioni di ciò che avevo osservato –
mari ruggenti di pack, ghiacciai immensi, e il bianco degli iceberg sferzato dal vento. Poi, senza altro da dire, smisi
e fissai lo sguardo su ciò che era vicino. Quasi immediatamente
un uomo in cappotto scuro e con un cappello a larghe tese
comparve sotto gli alberi davanti a casa.
Il modo in cui fissava davanti a sé e stava lì,
ben piantato sui piedi, con le braccia abbandonate lungo
i fianchi, mi fece pensare che lo conoscevo.
Ma quando alzai la mano a salutarlo
egli fece un passo indietro, si volse e cominciò a svanire
Leggo con troppo ritardo un numero della rivista Inchiesta ed apprendo, in un articolo di una docente brasiliana (Ana Maria Rabelo Gomez - Universitade Federal de Minas Gerais, Facultade de Educaçao), che è morto Tullio Aymone (1931-2002, 71 anni). "Prematuramente scomparso", dice.
Non posso trattenere la mia commozione, ma lascio anche affiorare i ricordi. Fondamentali e forti. Perché Tullio Aymone, in un periodo troppo popolato da "cattivi maestri" cui la televisione dà un palcoscenico per le loro debolissime teorie , è stato un vero maestro. Un ricercatore dal "pensiero forte".
L'ho inseguito in tutte le sue lezioni che ha potuto tenere a Trento nel periodo 1969-1973. Non era facile, perché l'attività didattica era allora , a dir poco, discontinua. Continuamente interrotta dalla prepotenza dei leader e leaderini di Lotta Continua che letteralmente "occupavano" ogni spazio fisico e mentale dell'Università. Per loro chi faceva lezione e chi ci andava era un nemico.
Nel gorgo, solo per certi versi creativo, di quegli anni, Tullio Aymone è stato un ancoraggio sicuro. Una presenza per me indimenticabile. Da lui ho imparato alcune cose fondamentali che mi hanno accompagnato per sempre: l'importanza della storia, cioè della necessità di "storicizzare" ogni evento (l'educazione, la sociologia, gli strumenti metodologici, ...); il ruolo del sociologo come "operatore del sociale"; la politica come scelta etica; lo stimolo a studiare Antonio Gramsci, Giorgio Candeloro, Eugenio Garin . Da lì è poi venuta la mia successiva e lunga militanza nel PCI, dove ho cercato di mettere assieme (purtroppo con scarsi esiti) lo stare in un partito e produrre trasformazione sociale, anche attraverso gli strumenti della conoscenza.
L'ho conosciuto nella sua capacità didattica: parlava calmo seduto sulla cattedra, mettendo insieme lezioni che intrecciavano sociologia, antropologia, psicanalisi, filosofia marxista, ricordi di lavoro. In lui le teorie non avevano mai pretese dogmatiche: le usava solo come strumenti per comprendere ed agire. Con lui ho appreso nel vivo cosa è l' "immaginazione sociologica" e cosa può voler dire essere "impegnati" nella storia collettiva ed individuale. Suggeriva di studiare lo psichiatra Harry Stack Sullivan, ma collocando le sue pratiche terapeutiche nel quadro della struttura sociale degli Stati Uniti. Sapeva connettere le teorie della psicanalista Melanie Klein al più generale processo storico dell'educazione nelle società europee. Di Marx puntava a cogliere il metodo analitico e a mettere in ombra il dogmatismo dottrinario. Considerava Freud un rivoluzionario del pensiero, ma consigliava di mettere da parte la sua matrice biologistica.
Oggi sono diventati molto di moda i libri di Zigmunt Bauman: chissà quanti ricordano che Tullio Aymone fece tradurre, nel 1971, dagli Editori Riuniti il libro Lineamenti di una sociologia marxista, scrivendone l'introduzione ?
Agli inizi degli anni '70 sono poi andato a trovarlo a Milano, in una semplicissima casa popolare carica di libri. Cercavo consigli, cercavo una guida. Ero una persona confusa, sempre alla ricerca di piste, di orientamenti. E da lui trovavo sempre le parole giuste. Mi accennava al suo lavoro di sociologo urbano, appreso all Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, con Chombart de Lauwe. Di questo autore ha scritto una introduzione alla edizione italiana di Des hommes e des villes, pubblicato da Marsilio. La sua vita professionale mi sembrava una avventura (Ivrea, l'Olivetti, Parigi, le ricerche nelle periferie urbane ....) e io avrei voluto fare qualcosa di simile:
Ancora mi ha ricevuto nella sua nuova fase di vita a Bologna, forse nel 1972. Mi disse che era stufo della rudezza della vita milanese e che lì trovava nuove e più ricche esperienze nelle quali collegare, nel suo irripetibile stile di vita, partecipazione sociale e ricerca. In quelle pochissime ore bolognesi è praticamente iniziata la mia professione. Mi disse di non occuparmi di scuola (volevo fare una tesi su quell'argomento, allora molto trattato) ma di sanità.
"Occupati delle Usl e di politiche sulla salute" mi disse. Io non sapevo neppure cosa fossero. Ma da allora inseguii quel tema. E la costruzione del sociale attraverso i servizi alle persone è diventato il mio oggetto di studio, di esperienza lavorativa e di scrittura. Così ho fatto la tesi sulla storia della sanità italiana e lui me l'ha presentata a Trento. Attraverso quella tesi ho conosciuto Laura Conti, di cui lui è stato amico ed anche ospite in casa sua, in una fase di difficoltà economiche. Così era la militanza del Pci: una comunità in cui, anche nell'asprezza della vita politica, c'erano azioni di mutuo aiuto.
Poi l'ho perso. Ho saputo dei suoi incarichi universitari successivi e ne sono stato contento: passava da una vita precaria ad una nuova situazione di insegnamento e di ricerca. Ma ho sempre cercato i suoi programmi, le sue bibliografie. Invidio gli studenti modenesi che hanno potuto, forse, ascoltarlo con più ampiezza di tempo.
Ho tenuto, come compagni di viaggio, tutti i suoi scritti. Lezioni registrate, appunti di articoli, libri, rapporti di ricerca. Ha scritto solo due libri, a mia conoscenza, ma centinaia fra articoli, relazioni a convegni, tracce per guppi di lavoro, progetti. Il suo ruolo di sociologo se lo è giocato giorno per giorno, intrecciando solide teorie e azione pratica. Intendo dire che lui organizzava la sua vita attorno all'agire nelle situazioni sociali, che fossero le periferie urbane, o le scuole dell''hinterland di Milano, o gli amministratori locali o, ancora, le culture dell'Amazzonia. E su questo costruiva i suoi saperi, talvolta concettualmente ardui.
Il suo è certamente un pensiero sistematico, ma questa sistematicità la si può ricavare dalle molecolari tracce scritte e dal suo parlare. Solo il filo della memoria può tentare di mettere assieme tutto questo.
Io mi sono fatto una idea di questo pensiero, perché ho a lungo frequentato le sue riflessioni, le sue argomentazioni, il suo modo di connettere esperienza personale e flusso della storia.
Il mio modo di rendere onore alla sua memoria ed al suo valore è quello di rendere disponibili queste tracce frammentarie.
Forse qualcuno rintraccerà a sua volta queste pagine e potrà aggiungerle ai propri ricordi e magari aiutarmi a "scolpire" ancora la sua persona attraverso altre tracce biografiche.
Ho lanciato nella rete questo ricordo: sarei molto grato a chiunque volesse inviarmi ricordi o altre testimonianze sulla sua vita ed il suo lavoro intellettuale.
AYMONE TULLIO, GOMES ANA MARIA RABELO
DUE TESTI DI TULLIO AYMONE, IN INCHIESTA N. 137-138
, 2002, p. 46-47
AYMONE TULLIO
UN CONSIDERAZIONI SULLA PARTECIPAZIONE POLITICA NELL'ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE, in INCHIESTA N.
137-138
, 2002, p. 48-63
AYMONE TULLIO
UN PROGETTO DI RICERCA COMPARATIVA TRA REALTA' SOCIALE ITALIANA E BRASILIANAI, in INCHIESTA N.
137-138
, 2002, p. 64-69
AYMONE TULLIO
IL RUOLO DELLA PARTECIPAZIONE in Popolazioni protagoniste dello sviluppo locale nei paesi del Sud del mondo
INCHIESTA N. 126, EDIZIONI DEDALO, 1999, p. 2-5
AYMONE TULLIO
GLI ESITI DEL MODELLO POLANYIANO NEGLI SVILUPPI DELLA RICERCA ANTROPOLOGICA, in INCHIESTA N.
117/118 1997
, 1997, p. 73-83
AYMONE TULLIO, PAVARINI MASSIMO, MOSCONI GIUSEPPE
BOLOGNA: FARE PREVENZIONE ALLA BARCA; SICUREZZA E OPINIONE PUBBLICA IN CITTA'
, 1996, p.
AYMONE TULLIO
AMAZZONIA i popoli della foresta
BOLLATI BORINGHIERI, 1996, p. 230
LA ROSA MICHELE, AYMONE TULLIO
ALLA RICERCA DELL'AMMINISTRAZIONE ruolo, identità, professionalità degli amministratori locali
FRANCO ANGELI EDITORE, 1995, p. 228
AYMONE TULLIO, PAVARINI MASSIMO (a cura di)
RICERCHE E RICERCHE - AZIONE - DIMENSIONE LOCALE: BOLOGNA, IL QUARTIERE RENO
, 1995, p.
AYMONE TULLIO (a cura di)
RICERCHE E RICERCHE - AZIONE - DIMENSIONE LOCALE: MODENA, CIRCOSCRIZIONE S. FAUSTINO
, 1995, p.
AYMONE TULLIO
UN ESEMPIO DI RAPPORTO INTEGRATO FRA NATURA E SISTEMI DI VITA, in FILOSOFIA E AMBIENTE DI VITA -
ATTI DEL CONVEGNO MAZIONALE DI MONTE S. ANGELO (FG) 14-16 SETTEMBRE 1995, a cura di Domenico di
Iasio
LEVANTE EDITORI, 1995, p.
AYMONE TULLIO
GLI SCENARI PER POSSIBILI PROCESSI DI APPRENDIMENTO RECIPROCO FRA CULTURE DIVERSE, dattiloscritto
in IMMIGRAZIONE SAPERNE DI PIU', EMILIA ROMAGNA
, 1990, p. 508-518
AYMONE TULLIO
SE DIRIGERE DIVENTA STILE, in RINASCITA n. 7
, 1989, p. 12-13
AYMONE TULLIO
AMAZZONIA: PERCHE' UCCIDONO GLI UOMINI E LE FORESTE, in RINASCITA n. 2
, 1989, p. 22-23
AYMONE TULLIO
NOI E I SERINGUEIROS, in RINASCITA n. 7
, 1989, p. 28
AYMONE TULLIO
ALCUNE QUESTIONI DI METODO, in LA CULTURA DEGLI ENTI LOCALI (1975-1985), a cura di Mariuccia Salvati e
Lucia Zannino
ANGELI, 1988, p. 155-160
AYMONE TULLIO
CULTURA POLITICA E STILI DI DIREZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE in LA FORMAZIONE NEL
PUBBLICO IMPIEGO: PROCESSI DECISIONALI, AMMINIS
FRANCO ANGELI EDITORE, 1987, p. 35-41
AYMONE TULLIO
MOVIMENTO OPERAIO, POLITICHE SOCIALI E PARTECIPAZIONE, in I NUOVI MOVIMENTI, a cura di M. Bonacini
IL LAVORO EDITORIALE, 1986, p. 55-67
AYMONE TULLIO
A PROPOSITO DELL'INDIVIDUO: SOGGETTI E SISTEMI IN UN CONTESTO STORICO O AGNOSTICO? In
Psicoterapia e scienze umane n. 3
, 1986, p. 131-144
AYMONE TULLIO
SOCIOLOGIA E DINTORNI, in PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE n. 3
, 1986, p. 52-58
AYMONE TULLIO
UNA OCCASIONE DI FORMAZIONE SUL CAMPO, in REGIONE EMILIA ROMAGNA , SPAZIO GIOVANI-RICERCA SUI
CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE senza data, probabilmente anni '80
, 1985, p.
AYMONE TULLIO
L' ARTE DI STUDIARE IL GOVERNO, in RINASCITA n. 5
, 1985, p. 8-9
AYMONE TULLIO
SE LA DEMOCRAZIA DIVENTA VITA QUOTIDIANA, in RINASCITA n. 20
, 1985, p. 8-10
AYMONE TULLIO
GIOVANI PROGETTUALITA' E ISTITUZIONI, in PROGETTO GIOVANI - UN PERCORSO DI EMANCIPAZIONE DELLA
CITTA', COMUNE DI MODENA
, 1985, p. 85-89
AYMONE TULLIO
CULTURE GIOVANILI, GRUPPI DEI PARI E MODIFICAZIONI DELLA SOCIETA' ITALIANA, in PSICOTERAPIA E
SCIENZE UMANE n. 2
, 1985, p. 19-27
AYMONE TULLIO
OLTRE L'HOMO POLITICUS: STRATEGIE E CULTURA NEL WELFARE STATE, IN RINASCITA N. 14
, 1985, p. 44-46
AYMONE TULLIO
GLI POLITICHE SOCIALI A UN BIVIO: L'ESPERIENZA DELLA SINISTRA ITALIANA NELLE AMMINISTRAZIONI
LOCALI, in INCHIESTA N. 66
, 1984, p. 16-23
AYMONE TULLIO
COMUNICAZIONE E CULTURA DEI PARI, in Atti del Convegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri
COMUNICAZIONE DROGA, 5-7 luglio
, 1984, p. 49-58
AYMONE TULLIO
LE AGGREGAZIONI GIOVANILI NELLA REALTA' MODENESE, in PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE n: 11/12
, 1983, p. 143-151
AYMONE TULLIO
NUOVA COMPLESSITA' SOCIALE ED AREE DI EMARGINAZIONE, in Conferenza economica cittadina, Comune di
Modena
, 1982, p. 1-6
AYMONE TULLIO
POTERE LOCALE E BUROCRAZIA NELL'EPERIENZA DELLA SINISTRA, in INCHIESTA n. 40
, 1979, p. 3-9
AYMONE TULLIO
PROGETTO DI RICERCA SUGLI OPERATORI CULTURALI, COMUNE DI FIORANO MODENESE - DATTILOSCRITTO
, 1978, p. 1-11
AYMONE TULLIO
TENSIONI POPOLARI E SVILUPPO DELLA SCIENZA in INCHIESTA N. 34
, 1978, p. 3-11
AYMONE TULLIO
BUROCRATIZZAZIONE DELLA POLITICA DELL'OVEST E DELL'EST in POTERE ED OPPOSIZIONE NELLE SOCIETA'
POST-RIVOLUZIONARIE
ALFANI,QUAD.DEL MANIFESTO N.8, 1978, p. 241-245
AYMONE TULLIO
ASSOCIAZIONISMO CULTURALE,RICREATIVO E SPORTIVO in RIFORMA DELLA SCUOLA N. 5
, 1977, p.
AYMONE TULLIO
FORME DI PARTECIPAZIONE A LIVELLO DI TERRITORIO in NOTE E RASSEGNE N. 45
, 1977, p. 83-88
AYMONE TULLIO
SPONTANEITA' E ORGANIZZAZIONE DELL' ASSOCIAZIONISMO, in CULTURA DI MASSA E ISTITUZIONI
DE DONATO, 1976, p. 107-114
AYMONE TULLIO
PARTECIPAZIONE POLITICA DI TERRITORIO: UNA RIFLESSIONE POLITICA INCHIESTA N. 22
, 1976, p.
AYMONE TULLIO
INTERVENTO AL CONVEGNO REGIONALE PROMOSSO DALL'ARCI - UISP DELL'EMILIA ROMAGNA, BOLOGNA 28
FEBBRAIO
, 1976, p. 32-34
AYMONE TULLIO
INTERVENTO SU: POTERE, AUTORITA', IDENTIFICAZIONE, GENERAZIONI, PAURA, in PSICOTERAPIA E SCIENZE
UMANE n. 1/2
, 1976, p. 9-13
AYMONE TULLIO
LEZIONI AL CORSO DI SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE
REGISTRAZIONI SU CASSETTA, 1973, p.
AYMONE TULLIO
SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE. Universita' di Trento CORSO 1973, Appunti
, 1973, p.
AYMONE TULLIO
SCUOLA DELL'OBBLIGO CITTA' OPERAIA
LATERZA, 1972, p. 200
AYMONE TULLIO
SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE. Universita' di Trento CORSO 1971-1972, Appunti
, 1971, p.
AYMONE TULLIO
SOCIOLOGIA DELL'EDUCAZIONE. Universita' di Trento CORSO 1970-1971, Appunti
, 1971, p.
AYMONE TULLIO
INTRODUZIONE, in LINEAMENTI DI UNA SOCIOLOGIA MARXISTA di ZYGMUNT BAUMAN
EDITORI RIUNITI, 1971, p.
AYMONE TULLIO
STUDENTI LAVORATORI E GRUPPI DI LAVORO
, 1970, p.
AYMONE TULLIO
INDIVIDUO, SOCIETA, LAVORO POLITICO, Universita' di Trento 1969-70, Appunti
, 1970, p.
AYMONE TULLIO
RICERCA SUL CONDIZIONAMENTO SOCIALE AL RISULTATO SCOLASTICO NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO DI
SESTO S.G.
COMUNE DI SESTO S.G., 1970, p.
AYMONE TULLIO
ORIGINE E SVILUPPO DELLE SCIENZE SOCIALI, relazione al Centro Studi di psicoterapia, psicopedagogia,
metodologia istituzionale di Milano . Appunti
, 1970, p.
AYMONE TULLIO
SEMINARIO "GRUPPI DI PARTECIPAZIONE POLITICA", Universita' di Trento 1969-70, Appunti
, 1970, p.
AYMONE TULLIO
CONSUMISMO E PARTECIPAZIONE NELLA SOCIETA' NEOCAPITALISTICA in PROBLEMI DEL SOCIALISMO N. 49
, 1970, p.
AYMONE TULLIO
NASCITA E SVILUPPO DELLE SCIENZE SOCIALI, LEZIONE E DIBATTITO C/O CENTRO STUDI PSICOTERAPIA
, 1969, p.
AYMONE TULLIO
MOVIMENTO OPERAIO, INTELLETTUALI, OPERATORI SOCIALI in PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE N. 11
, 1969, p. 5-15
AYMONE TULLIO
PIANO DI LAVORO PER LE SCIENZE SOCIALI
, 1969, p.
AYMONE TULLIO
ARGOMENTAZIONE
, 1969, p.
AYMONE TULLIO
IL POTERE DI BASE, gruppo di studio, Università di Trento, appunti
, 1969, p.
AYMONE TULLIO
INDIVIDUO SOCIETA' LAVORO POLITICO
, 1969, p.
AYMONE TULLIO
RICERCA SUL CONDIZIONAMENTO SOCIALE AL RISULTATO SCOLASTICO NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO DI
SESTO SAN GIOVANNI. FASCICOLO 2: IL CONDIZIONAMENTO SOCIOCULTURALE
COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI, 1968, p.
AYMONE TULLIO
RICERCA SUL CONDIZIONAMENTO SOCIALE AL RISULTATO SCOLASTICO NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO DI
SESTO SAN GIOVANNI. FASCICOLO 1: IL CONDIZIONAMENTO SOCIO-ECONOMICO
COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI, 1968, p. 70
AYMONE TULLIO
SOCIOLOGIA, appunti dattiloscritti, Scuola Unsas 1967/1968
, 1968, p. 1-57
AYMONE TULLIO
A PROPOSITO DELLA PSICOTERAPIA DELLA FAMIGLIA, in PROBLEMI DEL SOCIALISMO n. 37
, 1968, p. 1433-1439
AYMONE TULLIO
DIMENSIONE SOCIOLOGICA NELL'INTERVENTO URBANISTICO A SCICLI
, 1968, p. 38
AYMONE TULLIO, SPINELLA MARIO
LA RICERCA DI NUOVI "VALORI" NELLA GIOVENTU' ITALIANA DI OGGI, in RINASCITA n. 8
, 1968, p. 19-20
AYMONE TULLIO
SCIENZE SOCIALI E PSICOTERAPIA in RINASCITA N. 38
, 1967, p. 19-20
AYMONE TULLIO
POTERE LOCALE E BUROCRAZIA NELL'ESPERIENZA DELLA SINISTRA in INCHIESTA N. 40
, 1967, p. 3-9
AYMONE TULLIO
PATOLOGIA SOCIALE IN AMBIENTE URBANO in RICERCA SOCIALE IN AMBIENTE URBANO
, 1967, p.
AYMONE TULLIO
MARXISMO SOCIOLOGIA RICERCA EMPIRICA in PROBLEMI DEL SOCIALISMO N.18
, 1967, p. 607-618
AYMONE TULLIO
INTRODUZIONE a UOMINI E CITTA' di P.H. CHOMBART DE LAUWE
MARSILIO EDITORI, 1967, p. 9-24
AYMONE TULLIO
INDAGINE SUL LODIGIANO, in ILSES-ISTITUTO LOMBARDO PER GLI STUDI ECONOMICI E SOCIALI
, 1967, p.
AYMONE TULLIO
PATOLOGIA SOCIALE IN AMBIENTE URBANO in RICERCA SOCIALE IN AMBIENTE URBANO
ISTISS, ROMA, 1967, p. 204-212
AYMONE TULLIO
INTELLETTUALI, SCIENZE SOCIALI,REALTA' ITALIANA in PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE N. 4.
, 1967, p. 1-5
AYMONE TULLIO
I PROBLEMI DELLA SOCIOLOGIA E L'ISTITUTO DI TRENTO in RINASCITA N. 51
, 1967, p.
AYMONE TULLIO
POLITICA CULTURALE DELL'ENTE LOCALE IN RAPPORTO ALLA ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO, AL
TEMPO LIBERO ALLA SCUOLA E ALLE TRADIZIONI DELL'AMBIENTE IN CUI ESSO OPERA, in LA CULTURA
POPOLARE ANNO XXXVIII
, 1966, p. 209-220
AYMONE TULLIO
POLITICA CULTURALE DELL'ENTE LOCALE IN RAPPORTO ALLA ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO, AL
TEMPO LIBERO ALLA SCUOLA E ALLE TRADIZIONI DELL'AMBIENTE IN CUI ESSO OPERA, intervento al Convegno di
Modena 11-12 giugno
, 1966, p. 7-21
AYMONE TULLIO
PSICHIATRIA E CLASSI ECONOMICHE, in RINASCITA- INSERTO IL CONTEMPORANEO MARZO
, 1966, p. 7-8
AYMONE TULLIO
GLI UOMINI E I PROBLEMI in RINASCITA - INSERTO "IL CONTEMPORANEO" SETTEMBRE
, 1966, p. 3-4
AYMONE TULLIO
INTERVENTO AL QUARTO CONGRESSO NAZIONALE DELL'ARCI
, 1966, p. 53-59
AYMONE TULLIO
INTERVENTO E AZIONE CULTURALE NELLA SOCIETA' CHE SI CONTRADDICE, in INSERTO DI RINASCITA "il
contemporaneo"
, 1965, p. 11-13
AYMONE TULLIO
CARATTERE E FUNZIONE DEL CIRCOLO RICREATIVO E CULTURALE NEI SUOI SVILUPPI STORICI E NEL
MOMENTO PRESENTE, TESI PER IL CONGRESSO NAZIONALE DELL'ARCI, DATTILOSCRITTO SENZA DATA,
probabilmente anni 60
, 1965, p.
AYMONE TULLIO
TEMPO LIBERO E FUNZIONE DELLE COSTE, seminario di studio di Italia Nostra, senza data, probabilmente anni '60
, 1965, p.
AYMONE TULLIO
LA LIBERTA' DI SCEGLIERMI UN LAVORO, in RINASCITA n. 8
, 1965, p. 15-16
AYMONE TULLIO
APPUNTI DI SOCIOLOGIA, SCUOLA UNSAS, dattiloscritto senza data, probabilmente anni '60
, 1965, p. 1-16
AYMONE TULLIO
POPOLAZIONE RESIDENTE E TURISTICA E FUNZIONE DELLE COSTE
ITALIA NOSTRA DI GENOVA, 1964, p. 7-16
AYMONE TULLIO
INDAGINE A BUCCINASCO, in COLLETTIVO DI ARCHITETTURA DI MILANO
, 1963, p.
AYMONE TULLIO
SVILUPPO ECONOMICO E PROBLEMI SOCIALI NEL SUD MILANESE, in PROBLEMI DEL SOCIALISMO n. 1
, 1963, p. 41-59
AYMONE TULLIO
FISIONOMIA STRUTTURALE DELLA POPOLAZIONE DI UNA "COREA", in PROBLEMI DEL SOCIALISMO n. 4
, 1963, p. 445-463
AYMONE TULLIO
LA CULTURA D'AVANGUARDIA DI FRONTE AI PROBLEMI SESSUALI, in PROBLEMI DEL SOCIALISMO n. 5
, 1963, p. 624-631
AYMONE TULLIO
STORIA DI UN CIRCOLO CULTURALE in RINASCITA 2 FEBBRAIO
, 1963, p. 26
AYMONE TULLIO
ORGANIZZAZIONE DELLE STRUTTURE DI TEMPO LIBERO
, 1963, p.
AYMONE TULLIO
UNA "COREA" MILANESE in RINASCITA 18 MAGGIO
, 1963, p. 9-10
AYMONE TULLIO
RICERCA SOCIOLOGICA E INTEGRAZIONE SOCIALE NELLE AREE IN SVILUPPO, appunti
COLLETTIVO DI ARCHITETTURA, 1962, p.
AYMONE TULLIO
PROBLEMI UMANI E PIANIFICAZIONE URBANISTICA NEL MILANESE in CENTRO SOCIALE n. 43/44
, 1962, p. 125-131
AYMONE TULLIO
STUDI PRELIMINARI ALLA PROGETTAZIONE URBANISTICA PER IL TEMPO LIBERO A LIVELLO COMUNALE E
COMPRENSORIALE
COLLETTIVO DI ARCHITETTURA, 1962, p.
AYMONE TULLIO
LA BASE CULTURALE DELLE SCIENZE SOCIALI, dattiloscritto senza data, probabilmente anni '60
, 1960, p.
AYMONE TULLIO
APPUNTI DI ANTROPOLOGIA CULTURALE AL CORSO UNSAS - SCUOLA PER ASSISTENTI SOCIALI, senza data,
probabilmente anni '60 - dottiloscritto
, 1960, p. 1-11
AYMONE TULLIO
RELAZIONE SOCIALE PER IL COMUNE DI SAN DONATO MILANESE, dattiloscritto senza data, probabilmente anni
Sessanta
, 1960, p. 1-25
AYMONE TULLIO
SCHEMA DI RELAZIONE: L'UOMO PER LE SCIENZE SOCIALI, dattiloscritto senza data, probabilmente anni '60
, 1960, p.
AYMONE TULLIO
SCHEMA DI RELAZIONE: PROGETTO GRAMSCI. dattiloscritto senza data, probabilmente anni '60
, 1960, p. 5
AYMONE TULLIO
ARGOMENTAZIONE IN TEMA DI CULTURA POPOLARE, dattiloscritto 1 marzo
, 1959, p. 6
AYMONE TULLIO
GIUSEPPE COCCHIARA:POPOLO E LETTERATURA (RECENSIONE) in RINASCITA N. 12 1959
, 1959, p.

In questi istanti Armstrong ha indicato la strada su cui tutti, proprio tutti, compreso Miles Davis, dopo hanno camminato:
Un commento odierno di Giulio Stevanato mi spinge a riprendere la mia personale storia del jazz.
Quando comincia il jazz moderno, anche se nel pieno di quella che oggi chiamiamo "tradizione?
In molti sostengono, e io con loro, che il jazz moderno comincia con i fino ad allora inauditi suoni di tromba di Louis Armstrong di West and Blues
A riprova che per inseguire la modernità occorre ricercare nella tradizione.
E' questo che intendo dire quando mi dico che "sono un conservatore".
Riprendo per i fili un mio precedente post e lo intreccio con l'oggi
Ho cominciato ad ascoltare musica jazz fin da molto piccolo, agli inizi degli anni ‘50. Ho un ricordo vaghissimo di quando, probabilmente a tre anni o giù di lì, i miei genitori mi facevano imitare la voce di Louis Armstrong, che evidentemente mi aveva colpito molto. Quando avevano qualche ospite, venivo messo nel mezzo del “tinello marron” (come direbbe Paolo Conte) e mi esibivo in qualche suono gutturale, che oggi vorrei che qualcuno avesse registrato. Si rideva molto, mi sembra, a quelle esibizioni.
Il fatto è che mio padre era un forte appassionato di musica jazz. Mia madre no. Mia madre era fra quelle di cui dice il pluricitato Paolo Conte: “Le donne odiavano il jazz, non si capisce il motivo”
Lui era stato prigioniero degli americani a Napoli e nel
Il fatto è che mio padre mi ha sempre impedito l’accesso alla sua discoteca, in pratica per quarant’anni. Non era il “padre morbido” delle generazioni degli figli degli anni ’60 e successivi. I dischi non si toccano e basta.
Negli anni successivi ho esagerato. Ma non sono il solo, vero JazzFan?
Ma come può essere definito il jazz?
Per addentrarmi nelle pochissime chiavi che consentono di provare ad apprezzarlo conviene consultare un jazzofilo tedesco, che aiuta a farlo in modo semplice e magistrale (perché i buoni maestri sono sempre semplici):
“II jazz è un modo artistico di suonare la musica nato negli Stati Uniti dall'incontro del nero con la musica europea. Lo strumentale, la melodia e l'armonia del jazz nascono prevalentemente dalla tradizione musicale occidentale. Il ritmo, il modo di fraseggiare e la formazione del suono nonché certi elementi dell'armonia del blues nascono dalla musica africana e dalla sensibilità musicale del nero americano. Il jazz si differenzia dalla musica europea per i seguenti tre elementi fondamentali:
1. Per un rapporto particolare con il tempo che viene indicato con la parola «swing».
2. Per una spontaneità e una vitalità della produzione musicale in cui l’improvvisazione riveste importanza.
3 Per una formazione del suono e per un modo di fraseggiare in cui si riflette l’ individualità del jazzista esecutore.
Questi tre elementi fondamentali creano un nuovo tipo di rapporto di tensione in cui non sono più importanti — come nella musica europea — i grandi archi tensionali, ma una quantità di piccoli elementi tensionali che creano intensità, che vengono continuamente costruiti e poi distrutti. I diversi stili e le diverse fasi dell'evoluzione attraverso i quali è passata la musica jazz dalla sua nascita intorno all'inizio del secolo a tutt’oggi, diventano una parte essenziale per il fatto che ai tre elementi fondamentali di volta in volta viene attribuita un importanza diversa e il rapporto fra loro muta continuamente.
In questa definizione è compreso prima di tutto il fatto che il jazz è nato da un incontro fra «nero» e «bianco», e che quindi non potrebbe esistere né come un dato di fatto esclusivamente africano, né come un dato di fatto esclusivamente europeo. …. La tipica formazione del suono di jazz è in larga misura una creazione dei neri, ma tuttavia nella musica jazz vi è una quantità di suoni vocali e strumentali che sono presenti anche nella musica europea
Joachim Ernst Berendt, Il nuovo libro del jazz: dal New Orleans al jazz rock, Vallardi 1986, p. 436-437
Ero su tracce e sentieri ed ho trovato