Tracce e Sentieri

Passeggiate splinderiane di Amalteo

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Blogger: AMALTEO
Nome: Amalteo
2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli… il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ...” da Woody Allen, Manhattan (con qualche cambiamento pamalteo@gmail.com http://amalteo.wordpress.com/

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mercoledì, 28 febbraio 2007

Continua il Governo Prodi: il discorso di Follini

partenoneBravi! ... Bravi! ... Bravo Presidente del Consiglio!
E' una bella sera.
Grazie

Risultato di votazione

 PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione nominale con appello sulla proposta di risoluzione n. 2 ....sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia:

Senatori presenti

320

Senatori votanti

319

Maggioranza

160

Favorevoli

162

Contrari

157

Il Senato approva. (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi Ulivo, RC-SE (!!??!!), IU-Verdi-Com (!!??!!), Aut, Misto-IdV e Misto-Pop-Udeur e dai banchi del Governo. Molte congratulazioni al Presidente del Consiglio dei ministri).


In questa vicenda c'è chi si è guardato nello specchio e ha detto: "quanto sono coerente ... quanto sono inflessibile ... quanto me ne sbatto delle conseguenze ...  quanto mi amo ... quanto sono un roccioso comunista ..."
E c'è chi accetta il giogo, l'isolamento, il sentirsi chiamare "traditore". Pur di guardare agli interessi del paese.
La differenza di etica della politica è insormontabile.
Mi appunto un intervento decisivo e responsabile. Pro memoria.

FOLLINI (Misto-Idm). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che occorra partire un po' da lontano proprio per restare al tema che questa crisi ci pone. La politica italiana attraversa da molti anni una condizione di straordinaria infelicità e di straordinaria improduttività. In un passato più lontano siamo stati capaci di affrontare problemi e perfino tragedie, cavando il meglio da noi stessi.
Abbiamo attraversato con il passo lungo delle grandi civiltà politiche gli anni della guerra fredda, poi la sfida del terrorismo. E poi, quando ci siamo illusi di darci nuovi costumi e istituzioni, è accaduto invece che ci siamo improvvisamente fermati mentre il resto del mondo accelerava. Alle identità massicce e ingombranti della Prima Repubblica non siamo stati capaci, tutti quanti, di sostituire nuovi progetti. Abbiamo gonfiato con gli anabolizzanti la contesa bipolare e, in mancanza di meglio, i due poli, questi due poli, sono diventati il surrogato delle ideologie che non avevamo più.
Ci è servito il nemico per scegliere l'alleato. Il risultato è di aver moltiplicato i nemici e diviso le alleanze. Non è un caso, credo, che proprio questo stato di cose renda così cruciali gli interessi particolari e soprattutto gli interessi forti. E infatti una fatica maggiore oggi è quella di dare risposte ai più deboli, ai giovani, esposti ad un avvenire previdenziale che dovrebbe far tremare i loro genitori, ai consumatori, schiacciati nella morsa del vecchio patto tra i produttori, a quanti hanno talento e hanno merito senza avere conoscenze e protezioni e a tanti cittadini che non hanno rappresentanza.
Possiamo restare immobili a contemplare tale situazione. Per chi crede a questa commedia e a tutte le sue parti restare fermi, lo capisco, è un dovere; ma per chi cerca di lavorare ad una trama diversa altrettanto è un dovere cercare di muoversi.
La mia opinione è che serva al Paese un equilibrio diverso da quelli sperimentato fin qui. Serve un'opera paziente e lungimirante di tessitura che valorizzi le due culture più utili al futuro del Paese, quella moderata e quella riformista. Serve lavorare a definire un campo largo nel quale queste due culture, quella moderata e quella riformista, si parlino, si integrino, si rafforzino e si correggano a vicenda. Serve che il centro ritrovi la capacità riformatrice che ha smarrito da 20 anni a questa parte. Serve che la sinistra, una parte della sinistra, renda più forte e meno precario il suo ancoraggio moderato e serve che le due cose, almeno per qualche tempo, si leghino assieme. Qui, una volta, tra il centro e la sinistra c'era un ponte. Qui è stato alzato un muro. Qui occorre tornare a costruire un ponte.
Questo progetto può essere favorito - lo penso anch'io - da una diversa legge elettorale che ponga rimedio a quella che è stata una forzatura politica e istituzionale (Commenti dal Gruppo FI).
Ma non è la sola legge elettorale, di per sé, che rende virtuoso un sistema politico. Una nuova legge richiede un gioco nuovo e diverso. Se c'è una scelta strategica che scommette sull'allargamento al centro, allora ha senso il modello tedesco, ma evocare un cancelliere - lo dobbiamo sapere - significa archiviare il presidenzialismo strisciante che a tanti invece piace. È una svolta che vale, ma è una svolta che costa. Può essere un destino naturale, ma il destino - come ammonisce il protagonista del romanzo «L'ombra del vento» - si apposta dietro l'angolo come un borsaiolo, non fa mai visite a domicilio, bisogna andare a cercarlo e, forse, è arrivato il momento di cercarlo davvero.
Signor Presidente del Consiglio, lei si trova qui a chiedere la fiducia al Senato perché qualcosa è cambiato e perché qualcosa deve cambiare. Il Governo in questi primi mesi ha guardato troppo a sé, alla sua base, e ha guardato meno, credo, al Paese nel suo insieme. Il risultato lo abbiamo visto pochi giorni fa proprio in quest'Aula. Ho colto nelle sue comunicazioni un approccio meno lontano dalla linea divisoria. Non so fino a dove si spingerà. So però che di questo c'è bisogno e credo che il Paese ne abbia bisogno più ancora e prima ancora del Governo.
Mi sono chiesto in questi giorni se ci avrebbe aiutato una crisi vera, al buio, come si sarebbe detto una volta. Non lo credo. Avremmo aperto la strada o ad un grande conflitto inevitabilmente elettorale o ad un grande equivoco. Considero la governabilità una risorsa di tutti, non solo di una parte, e credo che questa risorsa, proprio perché scarsa ed incerta, non debba essere sprecata. Ma l'aver evitato rischi maggiori non ci mette e non la mette al sicuro. Se il Governo avrà oggi una maggioranza, ancorché numericamente esilissima, occorre evitare di chiudersi in un fortilizio e saper governare guardando ad un orizzonte più largo, convincendo chi è meno convinto, ascoltando chi è meno d'accordo e usando molto ago e molto filo per rammendare quel tessuto di regole e di legami che in tanti, da tante parti, hanno tirato e strappato.
Personalmente non sono qui per raccogliere allori, ma per condividere una difficoltà. È proprio questa difficoltà che mi spinge oggi a dare al suo Governo il mio voto di fiducia.

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 28, 2007 23:53 | link | commenti (5)
categorie: pensare politica

Al crepuscolo: Daniel Lanois, Transmitter

crepucoloAstime  mi ha regalato una poesia di Mark Strand.
A dire il vero l'ha regalata a tutti noi che, talvolta, ci intratteniamo qui al crepuscolo.
Questa sera associo il crepuscolo a questa
Transmitter
di Daniel Lanois,

in "Shine"

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder




Questo è il luogo. Le sedie sono bianche. Il tavolo splende.
La persona che vi siede fissa la cerea incandescenza.
Il vento sommuove l’aria, ripetutamente,
come per crearvi uno spazio. “ Uno spazio per me”, pensa.
È sempre stato attratto dal clima del commiato,
disponendosi in modo che il dolore – perfino il più intimo –
lo si potessi leggere da lontano.

This is the place.  The chairs are white.  The table shines.
 The person sitting there stares at the waxen glow.
The wind moves the air around repeatedly,
 As if to clear a space.  "A space for me," he thinks.

He's always been drawn to the weather of leavetaking,
Arranging it so that grief — even the most intimate —
Might be read from a distance.

Una fascia lunga di nuvole
è sospesa sul mare aperto con il sole, il sole senza qualità
che là dietro affonda – versione edulcorata di una storia
che viene detta una sola volta se vera, e sempre troppo tardi.

La cameriera gli porta da bere, lui alza il bicchiere
verso la luce che si spegne, ma un attimo solo.
Il barlume rosso che ne viene gli tinge la camicia.
Adagio il cielo s'oscura, il vento si placa,
la veduta sublima. Il suo ampio abbraccio viola
pare, in questo crepuscolo placido, più che un motivo
per essere lì, per contemplarlo, pare in sé una specie
di felicità, come se quel semplice fatto bastasse e potesse durare.

Mark Strand

(mirabilmente tradotto da Damiano Abeni, che ha scritto: "Vi ho trovati su google - e vi ringrazio per lo spazio concesso a Mark, il consiglio musicale, e le buone parole spese per il modesto traduttore. Ma se vi piace questo "ambiente" vi piacerà tutto il libro, e anche i precedenti. Comunque, continuate così!  Un saluto da Damiano Abeni, 14 marzo 2007)

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 28, 2007 18:32 | link | commenti (8)
categorie: ascoltare al crepuscolo, ascoltare mie antologie
martedì, 27 febbraio 2007

Oscar alla carriera a Ennio Morricone

roundmidnightMancavamo l'appuntamento da qualche sera.
Già ... la politica divide.
Ma la musica fa il gesto opposto: la musica unisce.
E questa notte possiamo onorare anche noi il nostro Ennio Morricone, che ieri sera ha vinto l'Oscar alla carriera.
78 anni.
Lo avete visto come era commosso?
Le sue musiche mi accompagnano da una vita. Il primo ricordo è il motivo di "Per un pugno di dollari". In quei tempi al cinema si fumava e ci si sedeva anche sui gradini, quando il film era di successo e le sale piene di spettatori.
Scelgo però il pezzo di quelo che , per me, è il più bel film di Sergio Leone, "C'era una volta l'America".
Quello dedicato a quella carogna di Deborah.

"Dimmi ...  cosa ti strugge, Noodles? ..." 



L'amico Percy Blakeney mi invia, in tempo reale, il video  della premiazione:
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 27, 2007 00:32 | link | commenti (24)
categorie: vivere personalitĂ , ascoltare a mezzanotte
lunedì, 26 febbraio 2007

Compleanni: A.

Oggi è il compleanno di un mio amico di vecchia data.
Ci siamo conosciuti attorno al 1967.
Lui ha avuto in dote genetica e poi culturale una sua “zona d’ombra” creativa: il dono del disegno.
Guai a chiedergli una cosa su committenza: non arriverà mai.
“Lavora” solo su ispirazione casuale.
Comincia da una orecchio, da un dito, dai capelli …  e dalle sue varie penne, matite, pennelli ogni tanto vengono fuori i più incredibili personaggi e animali, reali o fantastici.
Bisogna essere lì, con un foglio, quando arriva il momento.
Ed ecco che talvolta arrivano queste rappresentazioni che io conservo (numerose) come oggetti preziosi.
Eccone due, dedicati ad alcuni gatti di casa:


gatera


 


 


 


 


 


 


 




Scan10012 

















Altri di questi giorni, caro A., amico di giovinezza
Molti altri


postato da: AMALTEO alle ore febbraio 26, 2007 00:02 | link | commenti (11)
categorie: vivere personalitĂ , vivere amici, vivere compleanni, ascoltare a mezzanotte
domenica, 25 febbraio 2007

LiveBloggerNight

tracceCi sarò!
Oh, se ci sarò ...
Per inseguire tracce ...
Per sentire la voce musicale di Francesco, per conoscere altre blog - isole ...
Per sentire qualche musica di autori a me sconosciuti ...
Insomma per continuare ad essere preso dalla maga Circe che mi tiene prigioniero nei suoi giardini.


LA NUOVA PUNTATA DI LIVEBLOGGERNIGHT

INCONTRI NOTTURNI DALLA BLOGSFERA: DOMENICA 25 FEBBRAIO ALLE 22:00


LIVEBLOGGERNIGHT  NAVIGAZIONE SENZA ROTTA E SENZA CONFINI NELLA BLOGSFERA. LEI POSTA LUI RIPOSTA L’ALTRO COMMENTA IO OSSERVO POSTO E RILANCIO. UN PROGRAMMA SETTIMANALE DI E CON FRANCESCO MARIA GALLO.


NELLA PUNTATA DI DOMENICA 25 FEBBRAIO ALLE 22:00 IL VASCELLO DI LIVEBLOGGERNIGHT FARA' ROTTA (CON IL SOTTOFONDO MUSICALE DI ENRICO RAVA) VERSO LE BLOGISOLE DI (IN ORDINE DI ROTTA):



AMARADELIZIA

http://amaradelizia.splinder.com/



CINICASAFFO

http://cinicasaffo.splinder.com/



PSYCHOK

http://psychok.splinder.com/



LASTRANAETFOLLECREATURA

http://lastranaetfollecreatura.splinder.com/



INDEPENDANCE

http://independance.splinder.com/



LEMIECOSECHENONHO

http://lastranaetfollecreatura.splinder.com/



MARLENEVALLEY

http://marlenevalley.splinder.com/



DARKHORSE

http://darkhorse.splinder.com/



ALICEYDULCINEA

http://aliceydulcinea.splinder.com/



RILANCERO' E INTERPRETERO' I LORO POST ATTRAVERSO IL TEMPO, LA MEMORIA, I DEJAVU, LE VISIONI, I FRAMMENTI, LE SOLITUDINI, IL PRESENTE, IL FUTURO, I VIZI E LE PASSIONI. ESPERIENZE CHE PER UN'ORA DIVENTERANNO PARTE DELLA MIA E DELLA VOSTRA EMOZIONE.


CON MUSICHE E VOCI DI:


BEVERLY JO SCOTT – SHE’S YOUR WOMAN


NELLY FURTADO – ALL GOOD THINGS


AYO – ONLY YOU


ELISA – EPPURE SENTIRE (UN SENSO DI TE)


YOKO ONO – RIVELATION


OASIS – LAYLA


PINK MARTINI – LET’S NEVER STOP FALLING IN LOVE


DIANA WINTER – RAIN
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 25, 2007 15:36 | link | commenti (1)
categorie: comunicare blog
sabato, 24 febbraio 2007

Appunti di politica: dopo la caduta

Premessa

Mi capita (non molto spesso) di fare un sogno. Un sogno, non una reverie.
Siamo in campagna elettorale.
Le due coalizioni alternative si presentano l'una senza la sinistra-massimalista-fondamentalista (magari con i verdi che si occupano di ambiente e non di essere una ennesima variante dell'estremismo), l'altra senza la destra localista-populista-nazistoide (la Lega, naturalmente)
Si fa la discussione, vengono presentati i programmi. La situazione è tranquilla, il sogno si sviluppa in un modo sereno, senza tensioni.
Si va al voto.
A questo punto mi sveglio.
Non so come è finita.
Però guardo fuori dala finestra e tutto mi appare ... normale.
Ho le mie fatiche della giornata, ma non la tensione e drammatizzazione di questi orribili anni 1994-2007

Dopo la caduta

LACADUTA













Il mio simbolo dietro al tavolo di lavoro mi insegna che dopo una caduta si può tentare di alzarsi.

Rialzarsi

"Cerchiamo di non guardare la crisi dal buco della serratura,non giocare con il pallottoliere ma provare a capire di cosa ha bisogno il Paese in questo passaggio difficile".Così l'ex leader Udc, Marco Follini, spiega al "Corsera" la sua decisione di sostenere Romano Prodi.
"Votare con Diliberto non mi imbarazza, non più che non votare con Calderoli", e poi aggiunge: "io non faccio da stampella. Non milito da quella parte....Mi propongo di partecipare, se ci riesco, alla costruzione di un nuovo centrosinistra, e di ancorare questa costruzione più vicina al centro". E Casini? "Mi seguirà tra qualche mese, se non tra qualche giorno".

Conclusione

Non so. Ci spero.
Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 24, 2007 10:12 | link | commenti (10)
categorie: pensare politica, vivere psiche sogni réverie
venerdì, 23 febbraio 2007

Appunti di politica: i discorsi di D’Alema sulla politica estera

LACADUTA















IL QUADRO DELLA CADUTA

Alle spalle del mio tavolo di lavoro c’è questo quadro a tenermi avvertito tutte le volte che la mia mente corre troppo in avanti o troppo in alto.

Lo chiamo il “quadro della caduta”.

Mi serve a darmi dei limiti. A vedere il mio umanissimo limite.

Si può cadere, in qualsiasi momento e soprattutto quando meno ce lo aspettiamo.

Certo si può anche cercare di rialzarsi.

Spero sempre che l’uomo lì rappresentato abbia preso coscienza che stava chiedendo troppo a se stesso e che tenti di riprendersi e rimettersi in piedi. Fatto più saggio a causa della caduta.

Ieri sono caduto anch’io. Sono rovinosamente caduto a terra.

LA SECONDA CADUTA DEL GOVERNO PRODI, DOPO IL 1998

Ieri è stato dilapidato nel giro di una settimana la dura e onerosa fatica di avere sconfitto l'immorale Berlusconi nel 2006.
Una fatica immane resa inutile da 2 persone (e non Andreotti e Pininfarina , e tantomeno Cossiga, che nulla hanno a che fare con la maggioranza)  che hanno dimostrato che la coalizione di centrosinistra non ha una condivisa politica estera.
Due Bruti che hanno accoltellato Cesare. Ora sghignazzano come dei tifosi da stadio o commensali di bettola.

UN SEGRETARIO REGIONALE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI PESTA IL DISSIDENTE

Oggi è capitata una cosa divertente.

Nino Frosini, segretario del Pdci toscano, dà un “cazzottone in faccia” a Fernando Rossi, il senatore transfuga da quel partito (ma non dai 14 mila euro mensili che percepisce) che ha contribuito ad affondare il governo.

Frosini dice di averlo solo “colpito sul naso con il dorso dell’indice”.

Il vizio violento dei comunisti è un demone interno.

Prima lo candidano ed eleggono.

Poi lo isolano.

Bel partito il suo, egregio roccioso Diliberto, che nella migliore tradizione stalinista usa l’argomento del “tradimento” ( pezzo forte dei tribunali staliniani):
“L’esasperazione alimentata dal comportamento di Rossi e dal tradimento del mandato elettorale se non giustifica  aiuta a comprendere l’arrabbiatura dei nostri compagni”

 

IL GRANDE D’ALEMA, UN POLITICO DANNATO DALLA SUA STESSA STORIA

Ieri dicevo che  la relazione iniziale del ministro Massimo DAlema e le sue conclusioni sono state astute ed abilissime.

Lo dico esplicitando nel mio diario che non sono d’accordo con la sua linea di politica estera.

Infatti sono favorevole alla politica estera del precedente governo Berlusconi (compresa la guerra preventiva contro gli stati canaglia che alimentano il terrorismo islamico), pur essendo un elettore del centro-sinistra.

L’ho spesso motivato nel blog di amalteo.

Sono convinto che sulla sicurezza interna ed internazionale la destra garantisce di più, in prospettiva.

La sinistra non ha valutato il segno storico del ciclo che si è aperto con l’attentato delle torri gemelle. Non può farlo per il limite teorico del suo processo di pensiero: nella sua ideologia le masse musulmane rappresentano oggi il proletariato ottocentesco scomparso nelle società moderne e che avrebbe dovuto “fare la rivoluzione”. Quella classe operaia ora si è trasformata in artigianato a partita iva e gran parte di essa preferisce addirittura la lega o Berlusconi. Servono altre masse. E quelle musulmane fanno comodo.

Sono in dissenso con la politica estera del governo di centro-sinistra, anche se lo voto e lo voterò ancora, perché di là ci sono gli ex fascisti, gli orrendi leghisti e l’eticamente immorale Berlusconi (alteratore della costituzionale divisione dei poteri).

Tuttavia … Tuttavia … riconosco volentieri che i discorsi di D’Alema (relazione e conclusioni) sono stati magistrali.

Un vero statista, imprigionato nel suo passato di esponente di rilievo del defunto Pci, che non ha potuto dispiegare appieno il suo ruolo politico. Il massimo della cultura politica proveniente dalla tradizione del partito comunista italiano.

Aveva offerto su un piatto d’argento la possibilità ai dissidenti di sostenere il governo Prodi.

Ma i Bruti hanno insistito nell’accoltellare Cesare.  Il loro io smisurato non ha limite.  E' l'io del pensero totalitario

Ho analizzato i “7 movimenti” del suo argomentare e me li voglio annotare qui.

Questi sono stati i fondamentali passaggi argomentativi del leader massimo.

1. IL RISPETTO DEL PROGRAMMA POLITICO DELL’ULIVO

“la politica estera del Governo è stata coerente con le grandi scelte condivise su cui si è sempre fondata, nella sua tradizione migliore, la politica estera italiana; coerente con i princìpi ed i valori ispiratori del programma di Governo e quindi, come è giusto e doveroso, coerente con gli impegni assunti verso i nostri elettori e - mi permetto di aggiungere - coerente con gli interessi strategici del nostro Paese, così come abbiamo cercato di interpretarli in una fase internazionale difficile.”

2. LA CONTINUITA’ DELLA POLITICA ESTERA ITALIANA

“la situazione ottimale per l'Italia è quella in cui la priorità europea, il sistema delle Nazioni Unite e la relazione atlantica si potenziano a vicenda a favore di quelle soluzioni pacifiche cui guarda, appunto, l'articolo 11 della Costituzione; la situazione peggiore, il disequilibrio è quando ciascuna delle nostre priorità entra in conflitto con le altre. Quando ciò accade, la politica estera italiana diventa strutturalmente più debole, più incerta …

quanto rientri nei nostri migliori interessi operare a favore di un rafforzamento politico dell'Unione europea e di un rilancio delle Nazioni Unite, di soluzioni pacifiche e multilaterali alle crisi internazionali. Tutto questo rientra negli interessi strategici del nostro Paese ma, insieme, riflette i valori che ispirano la nostra politica estera …

rilancio di tradizionali rapporti di amicizia con il mondo arabo, che si erano alquanto appannati negli ultimi anni. Direi che c'è una vasta percezione, nel mondo arabo, del fatto che l'Italia è tornato ad essere un Paese amico; amico, naturalmente, sia d'Israele che degli arabi e, in quanto tale, in grado di esercitare un ruolo sul cammino della distensione e della pace …

La politica estera italiana attuale è nella continuità con la tradizione migliore della politica estera dell'Italia repubblicana. Abbiamo praticato nei fatti la priorità del multilateralismo, un riferimento per noi obbligato, tra l'altro alla luce del dettato della Costituzione repubblicana che ho citato all'inizio della mia esposizione: rifiuto della guerra, ma anche coraggioso riferimento ad una possibile limitazione della sovranità, nel nome di un impegno della comunità internazionale …

Ho ricordato le coordinate della continuità della politica estera italiana: l'articolo 11 della Costituzione, ovvero la scelta dell'impegno dell'Italia per costruire un ordine internazionale fondato sulla pace, il rifiuto della guerra e la partecipazione attiva dell'Italia a quell'architettura di istituzioni e di alleanze (ONU, Unione Europea e NATO) entro la quale la nostra politica estera si è sviluppata in questi anni e continuerà a svilupparsi nel periodo prevedibilmente di fronte a noi ….

ciò non significa che in tutti i campi il Governo attuale segni una rottura con il passato. Se vogliamo parlare seriamente di continuità, ritengo che per certi aspetti il Governo attuale recuperi una continuità più lontana della politica estera italiana. Mi permetto di dubitare molto che i Governi democratici imperniati sull'alleanza tra la Democrazia Cristiana e il Partito socialista avrebbero approvato la teoria della guerra preventiva, se devo giudicare almeno dal modo in cui gran parte degli esponenti di quel mondo si sono collocati nel dibattito politico di questi anni ….

in nessuna delle sfide in cui siamo impegnati vi è certezza di successo, a cominciare da quella che ci vede in primissimo piano nel Libano con una responsabilità preminente per il numero dei militari e per il comando della missione delle Nazioni Unite. Ma in tutti questi diversi campi noi ci muoviamo sulla linea di un difficile equilibrio: lealtà alle alleanze, lealtà al quadro nell'ambito del quale noi ci troviamo (e se ne usciamo non contiamo più nulla) e sforzo, impegno, per far avanzare concretamente una nuova prospettiva di distensione e di pace ….

3. LA DISCONTINUITA’ CON LA  POLITICA ESTERA DEL GOVERNO BERLUSCONI

Sì tratta di quanto è accaduto negli anni successivi al drammatico attacco terroristico dell'11 settembre 2001 con le divisioni internazionali, in particolare, di fronte all'intervento in Iraq. Sono stati anni di lacerazione per l'Europa; un pilastro della nostra politica è stato colpito. Sono stati anni in cui è stato indebolito e marginalizzato il sistema delle Nazioni Unite , anni anche nei quali si sono coltivate vuote illusioni nelle soluzioni unilaterali, anni in cui gli equilibri alla base della politica estera italiana sono stati anch'essi stravolti, cosa che ha indebolito l'Italia in un'Europa più debole e ne ha fatto smarrire la voce in un sistema delle Nazioni Unite già largamente emarginato …

Non c'è il minimo dubbio che di fronte alla politica neoconservatrice dell'Amministrazione americana, di fronte alla teorizzazione della guerra preventiva, dell'esportazione con la forza della democrazia e all'atto della guerra in Iraq si è diviso l'Occidente. Non l'Occidente da una parte e il pacifismo dall'altra parte; si è diviso il campo democratico occidentale; si sono divise le grandi democrazie occidentali. Si è aperta una ferita profonda che ha diviso anche il campo politico italiano rispetto ad un consenso sulla politica estera che aveva caratterizzato lunghi decenni della storia repubblicana 

Questa è la verità. È lo scenario reale nel quale ci muoviamo. Io credo che sia del tutto legittimo rivendicare, da questo punto di vista, una novità nella politica del Governo Prodi rispetto alla politica del Governo Berlusconi: la novità del non aderire alla politica neoconservatrice. Non avremmo mandato i soldati in Iraq e non ce li avremmo mandati così come non ce li ha mandati la maggioranza dei Paesi europei  ….
 

4. RICOLLOCAZIONE DELL’ITALIA NEL QUADRO DELL’EUROPA

la politica estera italiana è stata prima di tutto in questi mesi una politica europea, il che significa una politica favorevole all'integrazione europea …

Il Governo Prodi è un Governo europeista, anche perché ha dimostrato di non volere scaricare su Bruxelles il peso di responsabilità nazionali. Non abbiamo usato l'Europa per deresponsabilizzare l'Italia; abbiamo responsabilizzato l'Italia per rafforzare l'Unione Europea.
 

5. LE BASI AMERICANE IN ITALIA

Si richiede di allargare tale base nel quadro di quello che gli americani definiscono, ed è senza alcun dubbio, un ridimensionamento della presenza americana in Europa, che, tra l'altro, ha già previsto la dismissione della base della Maddalena e prevedrà un'ulteriore riorganizzazione anche nel nostro territorio della presenza americana …

Gli americani che alla fine della guerra fredda avevano in Italia quasi 20.000 militari oggi ne hanno circa 12.000 e vanno ridimensionando la loro presenza in Europa, come è ovvio che accada in un mutato scenario internazionale. In questo quadro ci è stato chiesto di poter potenziare Vicenza per concentrare le forze, chiudendo altri basi in Europa; un'iniziativa che è stata ritenuta ragionevole dal Governo italiano, il quale ha assunto un impegno …

abbiamo posto agli americani l'esigenza di una valutazione più approfondita sulle preoccupazioni espresse nello stesso consiglio comunale di Vicenza, dove, nel momento in cui è stato approvato il progetto, sono state, tuttavia, indicate talune limitazioni e sulle preoccupazioni che si sono successivamente manifestate anche nei movimenti e nei comitati dei cittadini di Vicenza …
 

6. DIFFERENZE FRA LA SITUAZIONE DELL’ IRAK E QUELLA DELL’AFGHANISTAN

Guardiamo anzitutto all'Iraq. Abbiamo disposto il ritiro del contingente italiano perché schierato in Iraq dopo un'operazione militare che era stata decisa in modo unilaterale, senza mandato delle Nazioni Unite, e con motivazioni - il possesso di armi di distruzione di massa - che si sono dimostrate infondate. Il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq è stato, quindi, una scelta coerente con l'impostazione politica e programmatica della coalizione di Governo e rispondente sul piano operativo alla necessità di voltare pagina …

le ragioni della presenza italiana in Afghanistan, innanzitutto nella sua componente militare di quasi 2.000 soldati schierati a Kabul e ad Herat, che ringrazio come tutti i nostri militari impegnati all'estero per il loro straordinario impegno. Si tratta, come è noto, di una missione condotta dalla NATO più 13 Paesi non membri della NATO sotto mandato delle Nazioni Unite. Nella sua componente civile, anch'essa importante, è una missione in crescita, come dimostra anche l'aumento delle risorse che il Governo intende mettere a disposizione e che riteniamo debba ancora crescere …

la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan, dopo l'abbattimento del regime dei talibani, non ha ancora prodotto gli effetti sperati. Sono stati ottenuti risultati importanti, che non credo possano essere sottovalutati: la liberazione dell'Afghanistan da un regime oppressivo, oscurantista, totalitario, che ignorava i più elementari diritti umani, in particolare quelli delle donne; la creazione di prime istituzioni democratiche; la formazione di un esercito nazionale; la ripresa delle scuole, sia pure in un Paese segnato ancora da alti tassi di analfabetismo, il faticoso avvio di un processo di ricostruzione economica …

La convinzione del Governo italiano è che per vincere la sfida in Afghanistan si debba rafforzare l'impegno civile, l'impegno politico, l'impegno economico. La convinzione del Governo italiano è che sarebbe un gravissimo errore che la NATO si isolasse, facendo della missione afghana una sfida solo della NATO. La missione afghana è innanzi tutto una sfida dell'intera comunità internazionale, delle Nazioni Unite e dell'insieme dei Paesi del mondo 

Ci sono delle differenze molto profonde, di carattere giuridico, di carattere politico e di fatto, che fanno sì che mentre il ritiro dall'Iraq è stato un atto politico che ha aperto all'Italia nuove possibilità di iniziativa politica, rimettendoci in sintonia con la maggioranza degli europei e anche con gran parte del mondo arabo, il ritiro dall'Afghanistan sarebbe un atto unilaterale che ci separerebbe da tutta l'Europa, compresi quegli spagnoli che sono lì a fianco a noi, non ci metterebbe in comunicazione con nessuno e non ci farebbe fare nessun passo avanti …

Vi è una profonda diversità tra un'azione militare in Afghanistan, che è stata autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché lì c'erano le basi dei terroristi...

È diversa l'azione militare in Afghanistan, autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla base dell'accertato fatto che lì vi erano le basi di Al Qaeda, dall'azione militare in Iraq, voluta in modo unilaterale sulla base della menzogna che lì ci sarebbero state le armi di distruzione di massa. Non sono la stessa cosa e non è giusto metterle sullo stesso piano nel modo in cui si affrontano i diversi problemi di queste diverse situazioni …

7. LA RESPONSABILITA’ DI UNA COALIZIONE CHE GOVERNA

quello che noi chiediamo al Parlamento è di avere il consenso necessario per affrontare i rischi, ma anche nella consapevolezza che affrontare quei rischi è la condizione per sviluppare in modo autorevole quell'azione per la pace in cui l'Italia è impegnata con l'adesione, il sostegno e la solidarietà di altri Paesi e di altre forze internazionali …

Considero - ma voi direte: è naturale - il bilancio di questi mesi di lavoro come bilancio positivo. Non è intenzione del Governo né mia enfatizzare successi, anche perché siamo consapevoli della difficoltà delle sfide nelle quali siamo impegnati. Tuttavia, l'Italia c'è in diversi scenari essenziali e c'è con un ruolo di protagonista. In questa difficile fase delle relazioni internazionali non possiamo permetterci di essere né cinici, né sognatori. Non vogliamo rinunciare alla nostra ispirazione ideale, né possiamo rinunciare ad un lucido realismo necessario per tradurre questa ispirazione in un'azione politica efficace nel quadro dei rapporti di forza esistenti 

Una cosa è certa: un Paese come l'Italia, che non è una grande potenza, non può ingaggiare sfide così delicate e complesse come quelle nelle quali siamo impegnati senza un consenso politico forte e chiaro. Di questo abbiamo bisogno. Il Governo italiano non può trovarsi nelle prossime settimane ad affrontare la difficile sfida, ad esempio, dell'atteggiamento internazionale verso un nuovo governo palestinese, o la difficile discussione sul cambio di strategia in Afghanistan nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, o la difficile sfida sul tema della pena di morte (che, come voi sapete, irrita diversi grandi Paesi) senza aver la certezza di un consenso e di una stabilità.

Non lo si può chiedere a nessuno e certamente il Governo non lo potrebbe fare.

Dunque, noi siamo qui a chiedere questo consenso, a chiedere il consenso più ampio possibile per continuare nel difficile, impegnativo cammino della pace …

penso per ragioni politiche, costituzionali e - se mi permettete - anche etiche che l'idea di agire senza consenso, soprattutto quando sono in gioco questioni così importanti come la pace, la guerra e la sicurezza del Paese, è qualcosa che non appartiene al costume democratico e alle mie abitudini. Credo di avere dimostrato nella mia vita politica di essere persona molto attenta a misurare il consenso democratico, persino al di là degli obblighi costituzionali, e a prendere atto del dissenso con una coerenza che non sempre - lo dico - ho riscontrato in tutti i protagonisti della vita politica …

Ho voluto parlare con chiarezza e spero che questo dibattito si concluda nella chiarezza. Chi condivide la politica estera del Governo la voti, chi non la condivide voti contro anziché dire che la sostiene dicendo che è un'altra da quella che è. È il momento dell'assunzione delle responsabilità ed è per noi fondamentale misurare il consenso vero di quest'Aula, condizione preziosa per andare avanti nel nostro lavoro.


Come poi è andata a finire lo sappiamo.

Link ai titoli dei principali quotidiani del 22 febbraio 2007:

Corriere della Sera

La Repubblica

La Stampa.

Il Sole 24 ore

postato da: AMALTEO alle ore febbraio 23, 2007 18:05 | link | commenti (11)
categorie: pensare storia contemporanea, pensare politica
giovedì, 22 febbraio 2007

Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman …

proiettoreGiorni tristi.
Esiste la depressione politica.
E' quella in cui sto male per come vanno le cose fuori del mio Io. Nella storia, o più semplicemente nella contingenza quotidiana.
La depressione politica arriva quando ascolto certe frasi di Buttiglione, quando Sgarbi insulta qualcuno, quando Berlusconi fa credere ai suoi sudditi di essere un superuomo ... quando due maramaldi, scelti da due partiti della coalizione che ha vinto le ultime elezioni, mandano a fondo un governo che aveva tolto lo scettro al su indicato personaggio brianzolo.
La depressione politica ieri era al suo culmine. Oggi è un po' calata, grazie anche a qualche commento e letterine private.
Ma ora è arrivato un farmaco. Un farmaco scovato da Gri Gri ... grazie Gri Gri


Al Pacino è una parte di me.
Amo Al Pacino ... Adoro Al Pacino
Se madame Bovary c'est moi, io dico ... Al Pacino c'est moi ...
"Ma davvero non ha mai ballato il tango? ... allora .... bisogna provvedere ..."
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 22, 2007 22:41 | link | commenti (14)
categorie: vedere cinema al pacino, vedere cinema teatro, vivere diario, pensare politica
mercoledì, 21 febbraio 2007

Premonizioni del 10 aprile 2006

Messaggi dell'inconscio o realismo?

9 mesi fa

Magritte_3
Ore 17 del 10 aprile 2006.

Primi sentimenti.
Il paesaggio è cambiato. Il paesaggio sembra cambiato
L'orizzonte è diverso. E' sicuramente diverso.
E questo per oggi è il massimo della speranza.
Il caimano è azzoppato e ora azzannerà. Dove e come potrà. Con rabbia.
Grande, grande, grande gratitudine per Romano Prodi.
Che si fà carico, che si dà il carico, che gli danno il carico, che sente il carico di tenere assieme l'impossibile.
Il tre per cento dell''elettorato ha cambiato la prospettiva di questi anni abbastanza crudeli.
Ora occorrerebbe governare per cinque anni. Cioè attivare il principio della responsabilità.
Ma quell'acqua del quadro di Magritte nasconde tante insidie.
Il mito di Narciso ("Io ... Io ... Io ...Io ...") è lì, potente come sempre.
Il cielo è chiaro, c'è una luce interna, ma intorno è buio.
E poi quell'acqua, quell'acqua ...
 Da: http://amalteo.splinder.com/post/7723525/Elezioni+politiche%3A+10+aprile+2006
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 21, 2007 19:33 | link | commenti (22)
categorie: pensare politica, pensare politica elezioni

Appunti di politica: per 2000 militari nelle retrovie

partenoneOrribile ritorno a casa.
L'umore è quello del 9 ottobre 1998, quando Rifondazione non votò la finanziaria e ritirò l'appoggio all'allora governo Prodi, che venne sfiduciato alla Camera.
Oggi gli stilisti del comunismo hanno ancora tagliato la gola al governo Prodi, che non ha una maggioranza in politica estera.
La relazione del ministro D'Alema, una astutissima e abilissima relazione sul filo del rasoio, è stata respinta: era necessaria una maggioranza di 160 senatori. La relazione ha avuto solo 158 voti.
I due voti mancanti sono uno di Rifondazione Comunista e uno del Partito dei comunisti italiani.
I due Bruti ora bivaccano, mentre Cesare è agonizzante.
Sicuramente Massimo D'Alema si dimetterà da ministro degli affari esteri.
E' la prima e forse l'ultima crisi del governo Prodi. Ultima nel senso che si potrebbe anche ritornare al voto.
Con un esito scontato.
I comunisti, non paghi del passato mostruoso del periodo 1917-1989 per la seconda volta (promemoria: il dito verso il basso, come per i gladiatori del Colosseo, di Bertinotti)  mettono a terra l'unica possibilità per evitare il ritorno dell'immorale Berlusconi.
Cio è avvenuto per 2000 (duemila) militari collocati nelle retrovia dell'Afghanistan.
Più che una politica militare un impiccio agli americani che fanno il lavoro duro e necessario, su richiesta del governo legittimo di quel paese
Complimenti!
Ma non mi stupisce. Per la sinistra radicale, con gli eskimo tirati fuori della naftalina, il massimo godimento è fare del male.
Con le parole e con le pallottole
Cronache
15.21 Prodi è a Palazzo Chigi. Probabilmente il presidente del Consiglio farà il punto della situazione dopo che il governo è stato sconfitto al Senato sulla politica estera. Prodi sta incontrando vari ministri e, in particolare, Parisi, titolare della Difesa. L'opposizione chiede le dimissioni del governo. Il centrodestra chiede che Prodi salga da Napolitano al Quirinale per illustrargli la sconfitta subita al Senato e rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica.

16.19 Il presidente della Repubblica Napolitano rientra a Roma. Lo si è appreso dalla prefettura di Bologna, dove il capo dello Stato si trovava per una visita ufficiale di due giorni. Sempre secondo indiscrezioni il presidente del Consiglio Prodi dovrebbe recarsi al Quirinale alle 19.

ridicoli: gli accoltellatori amano il potere

PRC E PDCI: IL GOVERNO DEVE ANDARE AVANTI

Il Prc e il Pdci sono convinti che il governo deve andare avanti. Giordano,leader Prc,dice: "Deciderà Napolitano ma per noi il governo Prodi deve continuare a vivere. Ci sono tutte le condizioni per proseguire". E assicura: "Il governo ha incondizionata fiducia e sostegno del Prc".D'Accordo Diliberto,leader Pdci:"E' necessario rinsaldare la coalizione. Criminale sarebbe riconsegnare il Paese alle destre o procedere verso larghe intese. Serve un dibattito parlamentare e un rinnovato voto di fiducia per andare avanti"

impressionante la faccia tosta di questi due

17.51
Il governo fa quadrato attorno a D'Alema, dopo la sconfitta subita al Senato sulla politica internazionale.
"D'Alema -dice Chiti- non fa una corsa isolata. Un governo che non ha una maggioranza coesa e autosufficiente, lascia. Non lascia solo il ministro degli Esteri", osserva il ministro per i Rapporti con il Parlamento rivolgendosi ai cronisti.
"Ora -aggiunge- bisogna vedere se questa coalizione è unita oppure no. Certo in questi giorni si è manifestato di no".

ora la colpa è di Andreotti e Pininfarina !?! M i sembrano i leghisti delle mie valli: "Vengono da fuori!" (detto di ladri e delinquenti)
18.00 "Io sarei stato anche disponibile a votare a favore... ma poi,questa posizione di dover esprimere comunque una discontinuità con il governo Berlusconi, di dover sempre ridurre tutto a un pro o contro Berlusconi, mi sembra davvero assurdo... Io non ho votato a favore di Berlusconi... quindi ho deciso alla fine di chiamarmi fuori". Così il senatore a vita Andreotti, dopo la sua astensione al Senato. Molti senatori dell'Ulivo hanno dato la colpa di quanto accaduto alle astensioni di Pininfarina e dello stesso Andreotti.

19.20 Il ministro Di Pietro annuncia: "Prodi ha deciso di rimettere il mandato nelle mani del presidente Napolitano". Di Pietro ha annunciato la decisione di Prodi di dimettersi al termine di un Consiglio dei ministri straordinario. Prodi è appena arrivato al Quirinale.
postato da: AMALTEO alle ore febbraio 21, 2007 15:18 | link | commenti (1)
categorie: pensare politica