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2° metà del 900-later than never. “Perché vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda… Be’, ci sono cose per cui vale la pena di vivere … Per esempio, per me, direi … tutta la musica e le interpretazioni di Nina Simone … la voce di Ray Charles, quasi sempre … Il ballo di Al Pacino in Scent of a Woman … le note di John Lewis quando volano nelle fughe di Bach … Louis Armstrong, l’incisione di West and Blues del 1928 … i film di Sergio Leone … i racconti di Stephen King … gli azzurri e i gialli di Van Gogh … i quadri di Peppo Spagnoli, che dimostra che si può fare molto anche da luoghi piccoli … il definitivo e prospettico Logos-Pensiero di Silvia Montefoschi ... il minimalismo, perchè sono minimo ... su tutti e tutto il sorriso di Luciana …. ... e poi anche ... e ancora ...” (rielaborato su suggestione di Woody Allen in Manhattan, con qualche cambiamento).

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venerdì, 31 marzo 2006

Elezioni politiche: 10 aprile 2006

Politica
Elezioni politiche del 9 aprile 2006

altanROTTAtv
In L'Espresso del 6 aprile 2006
postato da: AMALTEO alle ore marzo 31, 2006 17:42 | link | commenti (1)
categorie: pensare politica elezioni

partenone
Politica
Primi effetti della "Devolution": la polizia locale in azione
Se vuoi vedi anche:  ... cosiddetta "Devolution"

meno spray, più sangue

A Como esiste ormai da parecchio un cosiddetto "nucleo investigativo" dei vigili urbani. Si muovono in borghese ma non si tratta di Derrick o dell'ispettore Colombo: è in realtà un corpo speciale schierato contro i pericolosissimi writer che, nella città lariana, vengono considerati come membri di vere associazioni a delinquere.
L'idea dell'assessore alla sicurezza Scopelliti (AN) appoggiato dal sindaco Bruni (FI) piacque alla maggioranza silenziosa di questa tranquilla città - apparentemente priva di problemi più gravi? - e al governatore della Lombardia, Formigoni, che ha attribuito ai componenti della "ronda" un importante premio.
Ma quando il rimedio eccede così fortemente il "male" c'è sempre il rischio d'incorrere in fastidiosi effetti collaterali...
E il pomeriggio del 29 marzo 2006 è successo il fattaccio: un'auto civetta con a bordo membri del nucleo antiwriter, in borghese, incrocia un'auto che procede un po' sbandando, facendo pensare a un ubriaco alla guida. La pattuglia la insegue e comincia un inseguimento che si arresta per via di una coda.
Il guidatore - un cingalese di nemmeno 19 anni - non s'è fermato alla "spalettata" di uno dei vigili in borghese, forse perchè guidava col foglio rosa, o temeva altri problemi in quest'Italia che sembra garantista con i superpotenti e forcaiola con gli stranieri - tutti, non c'è tempo e voglia per sottilizzare.
Alla fine i cinque ragazzi nell'auto escono e mettono le spalle al muro. Il guidatore - detto Ganesh e che ha in effetti pessime compagnie: amici italiani writer - fà forse un gesto affrettato e uno dei vigili - dopo aver già puntato una pistola semiautomatica verso la sua nuca - spara un colpo che fuoriesce dalla fronte del ragazzo. Evidentemente nei potenti mezzi della volante antiwriter vi è anche una pistola da tenersi con il colpo in canna per prevenire crimini tanto pericolosi quanto un nuovo graffito nel salotto cittadino da mantenere intonso...Conta poco il fatto che quel ragazzo sia clinicamente morto, che frequentasse un oratorio e che il vigile sparatore si sia immediatamente reso conto della gravità del fatto compiuto.
Ora è importante ragionare perchè non succedano più cose simili.Innanzitutto questo caso deve far ripensare chi giudica ogni persona in base al colore della pelle e magari anche alla posizione politica. Ormai quasi ogni italiano - finalmente - sta intessendo rapporti positivi con immigrati, nonostante la lega nord cerchi di versare benzina sul fuoco del qualunquismo razzista come principale argomento elettorale.A Como purtroppo certi argomenti hanno fatto molta breccia. Anche ieri qualcuno ha chiesto se il colpito fosse italiano o meno e, saputo che si trattasse di uno straniero, ha detto che il vigile aveva fatto bene a sparare. Il sindaco, pochissimo appoggiato anche dal suo partito - chissà perchè ma gli amministratori di Forza Italia non vengono quasi mai ricandidati e anche gli iscritti al partito non sembrano mai contenti di come esso venga portato avanti - si è detto preoccupatissimo per i due "giovani" (per lo meno un tono paternalistico, visto che l'agente ha 39 anni) ma non considera affatto un errore l'istituzione del nucleo antiwriter per cui non prende minimamente in considerazione nè le ipotesi di proprie dimissioni, nè di quelle dell'assessore Scopelliti.
Del resto l'ultima svolta di Berlusconi lo vede volgere all'inseguimento delle posizioni razziste della lega. Sa di non essere più credibile nel vender sogni e dunque ora vende paure e terrore sull'ipotesi di cinque anni con lui non più al governo.
Paura delle tasse, paura degli stranieri, paure per quel popolino che lui crede non pensi con la propria testa, ma con quella degli imbonitori televisivi - per fortuna un popolino che si sta riducendo sempre più grazie anche alle difficoltà reali del vivere nell'Italia di oggi.A Bruni e Scopelliti vorrei poter mostrare la foto che qui allego.



Vi si vede il grande writer e poi pittore e artista riconosciuto Basquiat, fotografato a 19 anni dal luganese Edo Bertoglio mentre dipingeva per strada.

In quel periodo era in atto a New York un giro di vite sui writer e Basquiat bada che non arrivi la polizia. Se fosse ancor vivo ogni poliziotto di non minima cultura implorerebbe ora per un suo disegnino: la criminalizzazione dei writers era insensata allora, lo è ancor più oggi nel 2006.Ho notato che anche a Lugano la voce si è sparsa.
Sabato mattina anche da qui si partirà, ci sarà a Como una grande manifestazione pacifica, ricca di colori e disegni contro il grigiume della giunta comasca e contro chi crede di benpensare restando nella propria dannosissima ottusità.In attesa che anche a Como e provincia finalmente muti il modo di votare... 

Riccardo Lisi - critico d'arte

(Fonte: inviato via e-mail)

postato da: AMALTEO alle ore marzo 31, 2006 14:28 | link | commenti (7)
categorie: pensare polis
lunedì, 27 marzo 2006

Musica e ... consigli di lettura

books and bookends 4
Consiglio la lettura di questo scritto sul Requiem di Mozart.
E anche la discussione che ne è seguita e che continua sul sito www.DeBaser.it:

Wolfgang Amadeus Mozart: Requiem reviewed on DeBaser.it

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Recensione di: JohnOfPatmos, (21/3/2006)

postato da: AMALTEO alle ore marzo 27, 2006 15:02 | link | commenti (20)
categorie:

partenone
Politica
Le elezioni politiche 9 aprile 2006


... I progressisti tutti devono sperare che la coalizione di centrosinistra mantenga il vantaggio che ora ha nei sondaggi fino al giorno delle elezioni e che ottenga una maggioranza che le consenta di lavorare. Prodi ha uno stile misurato, un altro leader populista è certamente l´ultima cosa di cui l´Italia ha bisogno in questo momento. I progressisti devono invertire la marea di populismo di destra in Europa e queste elezioni, rappresentano, in questo senso, un´opportunità.
In caso di vittoria del centrosinistra, la nuova agenda è stata già tracciata a grandi linee dall´elenco di fallimenti sopraccitati. Le priorità devono essere l´economia e una ripresa della crescita. Cos´ha permesso ai laburisti di restare al potere in Gran Bretagna per tre mandati? Principalmente l´aver messo al primo posto l´economia. Il successo economico è la chiave per la giustizia sociale, non viceversa.  ....

Anthony Giddens, La Repubblica 27 Marzo 2006

postato da: AMALTEO alle ore marzo 27, 2006 10:32 | link | commenti
categorie: pensare storia contemporanea, pensare polis
sabato, 25 marzo 2006

Sito GodSaveTheQueen

tracce

Musica
Siti Web


C'è un concetto molto semplice dietro il sito GodSaveTheQueen : se Amalteo, Astime e Ruckert hanno degli artisti/cantanti/gruppi in comune, significa che i loro gusti musicali sono, probabilmente, simili.

Mettiamo caso che in comune abbiano Nina Simone e/o i Necks, Amalteo troverà il profilo di Astime  e di Ruckert , potrà consultare il loro profilo, vedere quali altri artisti hanno tra i preferiti, vedere le loro canzoni preferite ...
Così scoprirà nuova musica seguendo queste tracce. E individuerà in modo associativo le loro concezioni del "bello". O meglio della "bella musica". E imparerà ancora qualcosa.

postato da: AMALTEO alle ore marzo 25, 2006 13:53 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 21 marzo 2006

21° anniversario di matrimonio, 24 di vita coniugale

tracce
Ricordi
21 marzo 1985-21 marzo 2006: 21° anniversario di matrimonio
(anche se i realtà il nostro incontro dura dal 1982)



Ci regaliamo un piccolo viaggio a Zurigo, per sentire un concerto dei Pink Martini, al Kaufleuten Restaurants

Come la Svizzera tedesca vede i Pink Martini:
Eine Art "Musikarchäologen" seien sie, die Melodien und Rhythmen der ganzen Welt vereinigten, um daraus etwas Modernes zu formen, sagt der Pianist Thomas Lauderdale. Er gründete vor 10 Jahren in Portland, Oregon, Pink Martini. Ursprünglich tat sich das Dutzend Musiker mit Wurzeln in klassischer und kubanischer Musik sowie im Jazz zusammen, um Geld für gute Zwecke zu beschaffen. Doch aus Pink Martini wurde eine Band, der mit der Ode an die Erholung namens «Je ne veux pas travailler» ein weltweiter Club-Hit glückte und deren erste CD «Sympathique» sich auf dem Band-eigenen Label gleich 650'000-mal verkaufte. «Hang On Little Tomato» heisst ihr neuer Exploit.


China Forbes, vocals - Thomas Lauderdale, piano - Robert Taylor, trombone - Gavin Bondy, trumpet - Paloma Griffin, violin - Doug Smith, vibes/percussion - Brian Lavern Davis, congas/percussion - Timothy Nishimoto, vocals/percussion - Phil Baker, bass - Martin Zarzar, drums

Se vuoi puoi sentire un assaggio:
postato da: AMALTEO alle ore marzo 21, 2006 14:30 | link | commenti (2)
categorie: vivere lei, ascoltare antologie di amalteo, vivere diario blog

Giorgio Caproni

books and bookends 4
Poesia
Lettura di Giorgio Caproni



da:  Antologia personale di Vittorio Gassman – Poesia italiana dell'Ottocento e del Novecento, Luca Sassella editore, 2000

Amici, credo che sia
meglio per me cominciare
a tirar giù la valigia.
Anche se non so bene l'ora
d'arrivo, e neppure
conosca quali stazioni
precedano la mia,
sicuri segni mi dicono,
da quanto m'è giunto all'orecchio
di questi luoghi, ch'io
vi dovrò presto lasciare.

Vogliatemi perdonare
quel po' di disturbo che reco.
Con voi sono stato lieto
dalla partenza, e molto
vi sono grato, credetemi
per l'ottima compagnia.

Ancora vorrei conversare
a lungo con voi. Ma sia.
Il luogo del trasferimento
lo ignoro. Sento
però che vi dovrò ricordare
spesso, nella nuova sede,
mentre il mio occhio già vede
dal finestrino, oltre il fumo
umido del nebbione
che ci avvolge, rosso
il disco della mia stazione.

Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell'inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio)' confidare.

(Scusate. E una valigia pesante
anche se non contiene gran che:
tanto ch'io mi domando perché
l'ho recata, e quale
aiuto mi potrà dare
poi, quando l'avrò con me.
Ma pur la debbo portare,
non fosse che per seguire l'uso.
Lasciatemi, vi prego, passare.
Ecco. Ora ch'essa è
nel corridoio, mi sento
più sciolto. Vogliate scusare.)

Dicevo, ch'era bello stare
insieme. Chiacchierare.
Abbiamo avuto qualche
diverbio, è naturale.
Ci siamo - ed è normale
anche questo - odiati
su più d'un punto, e frenati
soltanto per cortesia.
Ma, cos'importa. Sia
come sia, torno
a dirvi, e di cuore, grazie
per l'ottima compagnia.

Congedo a lei, dottore,
e alla sua faconda dottrina.
Congedo a te, ragazzina
smilza, e al tuo lieve afrore
di ricreatorio e di prato
sul volto, la cui tinta
mite è sì lieve spinta.
Congedo, o militare
(o marinaio! In terra
come in cielo ed in mare)
alla pace e alla guerra.
Ed anche a lei, sacerdote,
congedo, che m'ha chiesto se io
(scherzava!) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.

Congedo alla sapienza
e congedo all'amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.

Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo: io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento

postato da: AMALTEO alle ore marzo 21, 2006 08:55 | link | commenti (6)
categorie: leggere, pensare bellezza, vivere morire
lunedì, 20 marzo 2006

Ricordando Neruda

books and bookends 4


Poesie

Lentamente muore chi ... di Pablo Neruda


Apri con tranquillità questa Poesia/Musica/Fotografie:


Ricordando Neruda

segnalata da P. T.
postato da: AMALTEO alle ore marzo 20, 2006 13:30 | link | commenti
categorie: leggere, pensare bellezza
domenica, 19 marzo 2006

Musica Jazz: The Necks, Sex

tracce
"Drive By è del 2003, "Sex" è del 1989.
Ma i due dischi propongono la stessa emozione. Potrebbero essere conologicamente intercambiabili.
Il "bello" della loro musica sta anche in questa rarefazione del tempo e disinteresse per le mode e i modi di fare musica. Si propongono solo di intercettare una nicchia di ascoltatori che sono sulla stessa lunghezza d'onda. La comunità musicisti-pubblico che creano è transnazionale: Sidney, Melbourne, Vienna, Mosca, Catania ... Como. E' "bello" poter essere in contatto con la nuova frontiera del Jazz. Qui gli aggettivi associati sono: sognante, tra-sognante, ipnotico, fiabesco, evocativo, ineffabile (coma ha detto Astime) ...

C'è una parola ricorrente nelle recensioni dei dischi del trio australiano The Necks: "unico". È vero. Fanno un Jazz nuovo. Diverso da qualsiasi altro.
Chris Abrahams (tastiere), Tony Buck (batteria), Lloyd Swanton (basso) sono nati durante i primi anni '60. Proprio quando John Coltrane suonava "Olè", che viene accostato a loro per la sua capacità di innovare, e 10 anni prima dell'ascesa del trio Keith Jarrett. Insomma: appartengono ad una nuova generazione di musicisti Jazz. E del passato sanno distillare il più sapiente uso degli elementi essenziali del Jazz: il rapporto particolare con il tempo, in gergo lo "Swing"; l'improvvisazione; il fraseggio del singolo esecutore, anche all'interno di un gruppo; ed, infine, quell'elemento che differenzia il Jazz da altri generi di musica, ossia quella qualità speciale che chiamiamo "stile". Questi richiami li devo al libro: Joachim Ernst Berendt, Il nuovo libro del Jazz, Vallardi.
La loro unicità mi sembra dovuta ad alcuni fattori: creano un unico pezzo della durata di circa un'ora; il suono è acustico e potente; l'uso dell'elettronica è appena accentuato; il "tappeto" musicale, che si richiama alla ripetizione ipnotica del minimalismo e su cui si appoggiano le armonie e le improvvisazioni, è semplicemente sublime; non ricorrono a dissonanze Free per dimostrarsi "diversi". "Sex" è del 1989: 15 anni prima di "Drive By". Eppure i due dischi sono fra loro vicinissimi, a conferma del loro stile e della loro coerenza artistica.
Per ascoltarlo occorre "darsi tempo". Meglio ancora quando diventa buio e cominciano ad accendersi le prime luci della notte.
Provo a scrivere cosa succede. L'inizio è una cascata di note di piano che rimbalzano sul tappeto del drumming di Tony, cha da subito comincia ad ordire la sua trama. Il ritmo rimarrà sempre quello, con continue variazioni, ma con lo stesso disegno: credo che ci voglia una forza incredibile a tenere intatto e senza un errore, questo tempo per un'ora filata… 4 o 5 note acustiche di piano in tono melodico… l'idea è buona, altri andrebbero avanti su quella scia, ma Chris le lascia lì, forse per farci desiderare che ritornino ancora… il contrabbasso di Lloyd diventa un violino, ma soprattutto evoca le porte che si aprono nei castelli delle favole… variazioni del tappeto di Tony, preciso come l'equibrio biologico della vita. Accenno di aumento della velocità, forse solo una impressione, come nei sogni dove tutto ha misure diverse… sassi che si rotolano fra di loro nell'acqua di una grotta… campanelle, ma forse no, forse era un sogno perchè sono già sparite… secchi colpi di bacchetta in tono sordo-acuto, ancora solo per un attimo… avanti con lentezza, sempre uguale e sempre diverso… Sono passati 20 minuti. La meraviglia è che sono ad un terzo del viaggio. Mi viena da sorridere come Noodles nella fumeria d'oppio, alla fine del film di Sergio Leone "C'era una volta l'America". Ma l'espansione di coscienza dei Necks è di tutt'altro tipo: loro realizzano un ponte fra lo spazio musicale che stanno creando e le mie onde cerebrali.
Alla metà del disco cominciano a crearsi nella mente delle immagini, ogni volta diverse, tutte rivelatrici di altre parti della realtà, mai drammatiche. È tutto così "sincronizzato": dinamica, ritmo, variazioni, battiti del cuore, respiro, movimenti del corpo… 34° minuto: Tony aggiunge un battito della grancassa… ora l'ambiente sta ancora cambiando… più veloci, perchè ormai siamo dentro con loro e possiamo andare tutti assieme dove non siamo mai stati… mi sento nel cuore di questa scultura, come quando il marmo rivela la forma che aveva dentro.. e infatti i sassi della grotta ricominciano a rotolare… qui ora c'è un beat che vorrei memorizzare per il resto della mia vita… 44° minuto: interplay di tensione drammatica… improvvisazione onirica e i tre si mettono a raccontare le loro storie… 51° minuto inizia il passaggio alla chiusura… ritmo di nuovo più lento, ma sempre incalzante. Tony è ancora lì, da dove aveva cominciato, dopo essere andato da tutte le parti senza mai mancare di "assistere" i suoi compagni… chiusura su interplay batteria-basso con poche note di piano. The end.
Si esce dal sogno e si torna al reale. Ma con quel tono tra-sognato che fa percepire meglio la bellezza della vita. Grazie Necks: siete "unici", fate una musica "bella".
Vi invito al loro ascolto, di tutto cuore.

già pubblicato su Debaser: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_8201/The_Necks_Sex.htm

postato da: AMALTEO alle ore marzo 19, 2006 10:30 | link | commenti (1)
categorie: ascoltare jazz, pensare bellezza, ascoltare the necks